AMBIENTE: La “Nuova Europa” contro i transgenici

BRUXELLES, 23 giugno 2004 (IPS) – Le organizzazioni ecologiste hanno approvato la decisione di un gruppo di esperti dell’Unione Europea (UE) di respingere una richiesta di Bruxelles per l’importazione di colza transgenica dall’impresa statunitense Monsanto
Il voto di 6 sui 10 nuovi membri entrati nel blocco europeo lo scorso primo maggio ha portato al bando dell’importazione di questo prodotto modificato geneticamente per resistere agli erbicidi.

Geert Ritsema, coordinatore per i transgenici dell’organizzazione ecologista Amici della Terra/Europa, ha sottolineato che questa votazione segna un risultato importante per la nuova Europa, poiché “dimostra che gli Stati Uniti non possono contare sui nuovi paesi membri per promuovere le loro politiche nel campo degli alimenti manipolati geneticamente”.

“I paesi membri devono anteporre la sicurezza dei cittadini europei e del loro ambiente, agli interessi finanziari di giganti della biotecnologia come Monsanto e dei loro amici alla Casa Bianca”, ha ammonito Ritsema. I nuovi membri Cipro, Estonia, Ungheria, Malta, Lituania e Polonia si sono uniti ai &com;vecchi&com; membri Austria, Danimarca, Grecia, Italia, Gran Bretagna e Lussemburgo per dire no alla colza transgenica, nota come GT73, modificata geneticamente per resistere all’erbicida Roundup della Monsanto.

Belgio, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Olanda, Lettonia, Portogallo, Slovacchia e Svezia hanno appoggiato la decisione di introdurre i semi oleaginosi transgenici, mentre Germania, Irlanda, Spagna e Slovenia si sono astenute.

“Il comitato… rappresentante dei paesi membri non ha raggiunto la maggioranza qualificata necessaria per sostenere la proposta della Commissione e autorizzare la colza”, ha annunciato la Commissione europea, organo esecutivo della UE.

Questa votazione è stata la prima prova per l’Europa allargata nel campo degli organismi geneticamente modificati, dopo la decisione presa a maggio dalla Commissione di introdurre il primo alimento transgenico tra cinque anni.

La Commissione è riuscita nel suo proposito di importare una varietà di mais dolce transgenico. I paesi membri non hanno ottenuto la maggioranza per frenare la decisione e hanno rinviato la questione dell’importazione alla Commissione, che l’ha approvata.

Il mais dolce resistente a erbicidi e pesticidi è il primo prodotto transgenico autorizzato in Europa, dopo la moratoria imposta nel 1999 di fronte alla crescente preoccupazione sul possibile impatto di questi prodotti per l’ambiente e la salute.

L’approvazione prevede soltanto l’importazione e la vendita di mais nei paesi membri, ma non la coltivazione.

Secondo gli oppositori della colza GT73, la Monsanto non avrebbe dato risposte soddisfacenti alle domande sui possibili effetti ambientali e per la salute umana.

Adrian Bebb, di Amici della Terra/Europa, ha dichiarato all’IPS che c’è un forte rischio di impollinazione incrociata: “I semi della colza sono molto piccoli, forti e crescono benissimo in Europa… e possono provocare rapidamente l’incrocio accidentale con piante silvestri”.

Il Comitato di consulenza del governo britannico per l’introduzione dei nuovi prodotti nell’ambiente (ACRE, la sua sigla inglese), ha dato ragione a Bebb: gli scienziati del comitato hanno avvertito che se si importerà la colza transgenica, “sarà assai probabile una caduta accidentale dei semi (nel trasporto) che a sua volta provocherà… l’ibrido con pianti silvestri o altre coltivazioni”.

Le autorità britanniche hanno esortato diverse volte la Monsanto a elaborare un programma di vigilanza adeguato e un piano di emergenza in caso di simili incidenti.

Della proposta d’importazione della colza transgenica si occuperà adesso il Consiglio dei Ministri, che ha tre mesi per approvarla o rifiutarla. Se il Consiglio non adotterà nessuna decisione in merito entro questi termini, la questione tornerà alla Commissione, che potrà così prendere la decisione finale come nel caso del mais dolce.(FINE/2004)