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SALUTE: Governi duramente ammoniti alla chiusura del meeting sull´Aids

TORONTO, Canada, 22 agosto 2006 (IPS) – Solo l´azione – non promesse, giuramenti o altri meeting – frenerà l´epidemia di Hiv/Aids e salverà decine di milioni di vite, hanno stabilito venerdì scorso i delegati alla chiusura della XVI Conferenza annuale sull´Aids a Toronto.

Ma quando si tratta di agire, i governi del Nord e del Sud non fanno mai abbastanza. Le amministrazioni di Sud Africa, Usa e Canada sono state additate da funzionari e attivisti per negligenza volontaria.

Il governo del Sud Africa rimane “insensibile, lento e inoperoso sull´introduzione della terapia” per l´Hiv, preferendo piuttosto promuovere le “cure” con succo di limone e aglio, ha dichiarato Stephen Lewis, inviato speciale dell´Onu per l´Aids in Africa.

Per diversi anni, il presidente sudafricano Thabo Mbeki aveva pubblicamente negato qualunque collegamento tra Hiv e Aids, ed era stato refrattario all´uso dei farmaci antiretrovirali. Il ministro della salute di Mbeki, Manto Tshabalala-Msimang, è venuto alla conferenza di Toronto per promuovere l´uso di limoni, aglio e barbabietole come terapia per l´Aids.

In Sud Africa muoiono ogni giorno di Aids tra le 600 e le 800 persone, ha dichiarato Lewis, il cui mandato scade quest´anno.

“Le azioni del Sud Africa sono sbagliate, immorali e deboli”, ha detto, ricevendo un fragoroso applauso durante la sessione finale della conferenza durata cinque giorni.

Successivamente, il co-presidente della conferenza Mark Wainberg, direttore del McGill AIDS Centre di Montreal, ha chiesto come è possibile che gli altri paesi permettano ancora che il Sud Africa non garantisca cure sanitarie adeguate alla popolazione.

“Siamo stati troppo a lungo seduti a guardare la situazione del Sud Africa peggiorare, con milioni di persone che contraggono l´Hiv, mentre il loro ministro della salute preferisce parlare di succo di limone”, ha detto Wainberg all´IPS.

Lewis ha anche criticato l´insistenza dell´amministrazione Bush sull´astinenza come principale forma di prevenzione, dichiarando che è dimostrato come tali sistemi non funzionino, a meno che non siano accompagnati da altri metodi di prevenzione, come il preservativo. Inoltre, ha aggiunto, dettare agli altri governi le regole per la distribuzione del denaro per la prevenzione è una forma di “neo-colonialismo”.

Il governo Usa è stato criticato anche per aver rifiutato di finanziare i programmi per l´Hiv/Aids che non promettono di opporsi allo sfruttamento del commercio sessuale.

E se negli ultimi anni i finanziamenti di governi e altri gruppi di donatori sono sensibilmente aumentati, segnali preoccupanti indicano che la volontà politica inizia a diminuire.

“Siamo all´apice di una enorme crisi finanziaria”, ha dichiarato Lewis.

Incombe un calo dei finanziamenti multi-miliardiario, lasciando presagire che la promessa fatta lo scorso anno dal Gruppo degli Otto (G8) paesi più industrializzati di raggiungere un accesso quasi universale alle cure entro il 2010 non verrà soddisfatta, ha proseguito.

Per i programmi globali sull´Aids, saranno necessari quest´anno 15 miliardi di dollari e 22 miliardi entro il 2008, ma secondo Lewis, il contributo Usa probabilmente non supererà il suo livello attuale di tre miliardi di dollari l´anno.

“Sembra abbastanza misero per una superpotenza mondiale”, ha commentato Lewis.

La speranza di un accesso universale alla cura crollerà se mancheranno gli aumenti di qualche miliardo nei finanziamenti, ha dichiarato, sollecitando i delegati della conferenza e gli attivisti a esercitare pressione sui governi, soprattutto quelli del G8, perché mantengano le loro promesse.

“La questione delle risorse è vitale per la risposta alla pandemia”, ha dichiarato.

Il fallimento dei leader politici a investire interamente nella lotta all´Hiv/Aids equivale a un genocidio, ha dichiarato Juilo Montaner, presidente della International AIDS Society.

La International AIDS Society, che ha organizzato la conferenza, è la più importante associazione indipendente di professionisti specializzati in Hiv/Aids nel mondo. Montaner è un apprezzato ricercatore sull´Aids al British Columbia Centre for Excellence in Hiv/Aids di Vancouver.

I farmaci attuali sono efficaci per un prolungamento di vita decisivo e dovrebbero essere accessibili a chiunque nel mondo sia infetto e potrebbe trarne beneficio, a prescindere dal costo, ha detto Montaner ai delegati.

Garantire accesso universale ai farmaci costerebbe circa sette miliardi di dollari l'anno, e la stessa cifra servirebbe per i relativi test e le cure sanitarie.

Malgrado il record di 31.000 partecipanti, Wainberg sostiene che la conferenza di Toronto sarà considerata un fallimento senza una straordinaria e rapida estensione dell´accesso ai farmaci antiretrovirali per milioni di persone nel mondo, e una crescita parallela degli sforzi di prevenzione.

“È molto importante distribuire i farmaci in modo da diminuire i contagi e arrestare la diffusione della malattia”, ha proseguito.

Wainberg, Lewis e altri esperti canadesi hanno criticato il primo ministro canadese, assente alla conferenza, e la mancanza di un annuncio di finanziamenti o programmatico. Di fatto, la presenza del governo canadese alla conferenza è stata invisibile.

“Come canadese, sono costernato per l´assenza del primo ministro canadese Harper”, ha dichiarato Robert Fox, direttore esecutivo di Oxfam Canada. Questa assenza riflette perfettamente la completa mancanza di leadership politica sull´Hiv/Aids in Canada e nella maggior parte dei paesi sviluppati, ha detto Fox all´IPS.

I governi del Nord non prendono seriamente la questione perché la maggior parte dei contagi si verifica al Sud, ha proseguito.

Secondo Fox, esistono programmi e farmaci capaci di fermare e anche invertire la tendenza dell´epidemia, ma le risorse sono scarse e i governi del Nord e del Sud non hanno accettato la sfida.

“Dobbiamo mantenere la pressione sui governi, in modo che nel 2008 (la prossima conferenza) non saranno gli ex presidenti a stare tra l´incudine e il martello, ma i presidenti in carica”.