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SVILUPPO: Un futuro sostenibile

FIRENZE, 21 aprile 2004 (IPS) – Un nuovo approccio allo sviluppo sostenibile e le “buone pratiche” per realizzarlo sono state discusse in una conferenza durata quattro giorni a Firenze a inizio aprile. Terrafutura, questo il nome dell’evento, ha mostrato come promuovere la sostenibilità economica, sociale e ambientale: “garantire il futuro alla terra e farlo insieme” era la parola d’ordine.

La mostra-convegno, nella Fortezza Da Basso di Firenze che ha ospitato anche il primo Forum Sociale Europeo nel novembre 2002, è stata organizzata da Banca Etica con il supporto del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), e il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP).

“In questi giorni abbiamo mostrato che vivere bene e con meno risorse è possibile partendo da noi stessi”, ha detto Ugo Buggeri, presidente della Fondazione Responsabilità Etica, organizzazione non governativa che ha contribuito alla realizzazione dell’evento. “Abbiamo il dovere di lavorare insieme per costruire un modello di sviluppo centrato sull’essere umano”. Più di 35.000 persone hanno visitato la mostra-convegno, che ha visto 50 eventi culturali con più di 400 invitati.

La conferenza ha individuato cinque aree di intervento per un mondo più equo e solidale: abitare, produrre, coltivare, agire e governare. Ogni ambito è stato fatto oggetto di dibattito e proposte.

“Abitare” ha a che fare con “una vita quotidiana sostenibile” e comprende l’abitazione, i beni di consumo, i trasporti, il tempo libero e i servizi pubblici. Incoraggia le famiglie a cercare i prodotti del commercio equo che inoltre sostengono i piccoli produttori.

“Da consumatori a produttori di un’altra economia: noi stiamo creando un sistema alternativo”, ha spiegato un membro dei GAS, i Gruppi di Acquisto Solidale, che si sono incontrati proprio in occasione di Terrafutura.

“Produrre” deve coinvolgere il settore privato nella creazione di un mondo migliore, ma con il rispetto del genere umano e della natura. Questo ambito comprende le energie rinnovabili, il commercio etico e la finanza etica.

“Dobbiamo introdurre l’etica della sufficienza, impegnandoci a non usare più risorse di quelle di cui abbiamo bisogno”, ha detto a Terrafutura Wolfang Sachs del Wuppertal Institut, che fa parte del Comitato di Garanzia della manifestazione.

“Sono convinto che oltre alla promozione della cooperazione abbiamo bisogno di collegare il settore privato alla responsabilità sociale”, ha detto Marco di Gregorio, presidente di Lush Italia, un’azienda che produce cosmetici naturali.

Lush ha creato la Fondazione Uno percento che chiederà al mondo del business di investire l’1 per cento del fatturato in iniziative a sfondo sociale.

“Coltivare” riguarda ovviamente il cibo e il suo futuro, fino al commercio internazionale, la biodiversità, le comunità rurali e la protezione della natura.

Terrafutura sta promuovendo il “Manifesto del futuro del cibo”, redatto da una speciale commissione internazionale promossa dalla regione Toscana e dalla città di Firenze. Il manifesto si ispira alle linee guida del Forum della Sovranità Alimentare, il contro-forum organizzato durante il meeting della FAO a Roma nel 2002.

Terrafutura si oppone alla modificazione genetica degli alimenti. “Gli Organismi Geneticamente Modificati non risolveranno i problemi della fame del mondo”, ha spiegato l’attivista indiana Vandana Shiva a Firenze.

“Agire” propone “una serie di pratiche che mettano in discussione il modello individualistico della società dei consumi”. Questo significa sostenere anche il software libero e il commercio solidale, e agire attraverso la partecipazione politica e le campagne di azione per cambiare quello che appare sbagliato.

La Rete Lilliput, che si batte contro tutte le ingiustizie della società contemporanea, spiega i principi dell’azione: “Come i piccoli Lillipuziani che sono riusciti a fermare il gigante Gulliver, ciascuno trattenendo un suo singolo capello, così noi cerchiamo di fermare il tiranno dell’economia combattendo tutti insieme per un’economia giusta”, dichiara il manifesto dell’organizzazione.

Un piccolo passo è stato fatto a Firenze dove i visitatori di Terrafutura hanno potuto firmare per la campagna di riforma delle politiche agricole dell’Unione Europea.

“Governare”, l’ultima delle cinque aree di intervento, non riguarda l’essere governati – ma la democrazia partecipativa e l’amministrazione locale, che deve tener conto delle politiche ambientali e della sostenibilità a livello globale.

In questo contesto Terrafutura ha ospitato la sesta Conferenza Ambientale delle Regioni dell’Europa dal titolo “Un mondo migliore è possibile: contributi dalle Regioni”.