RIO DE JANEIRO, 24 marzo 2004 (IPS) – L’HIV/Aids si diffonde a ritmi allarmanti tra le adolescenti in Brasile, colpendo sei ragazze -tra i 13 e i 19 anni- su ogni ragazzo della stessa fascia d’età
Alexandre Granjeiro, a capo del Dipartimento per le malattie a trasmissione sessuale e l’Aids (ETS/Sida) presso il Ministero della Sanità brasiliano, ha dichiarato a IPS che si tratta dell’unica categoria in cui l’aumento dell’epidemia mostra “un’enorme differenza di genere”, con un tasso in calo tra i ragazzi adolescenti e in rapida crescita tra le loro coetanee femmine.
Le donne rappresentano ancora una minoranza, tuttavia, sull’insieme della popolazione colpita dall’HIV/Aids in questo paese di 180 milioni di abitanti.
Costituiscono infatti il 35 per cento dei 138.000 pazienti attualmente sottoposti a cure con farmaci antiretrovirali – dispensati gratuitamente dal sistema sanitario pubblico – e appena il 28 per cento sul totale dei 277,153 casi registrati in Brasile dal 1983.
Negli ultimi anni, la combinazione di alcuni fattori in particolare ha contribuito alla maggiore diffusione dell’Hiv/Aids tra le adolescenti.
“Oltre ad avere un minore potere dissuasivo con i loro partner per convincerli a fare uso del preservativo – prosegue Granjeiro –, le ragazze tendono a non affrontare più l’argomento una volta che il rapporto si evolve in una relazione più stabile basata sul legame affettivo”, ossia quando cominciano ad usare altri metodi contraccettivi, che prediligono la prevenzione della gravidanza.
A ciò si aggiunge che le adolescenti si fanno spesso coinvolgere con uomini più grandi, tra i quali è maggiore il tasso di Hiv/Aids e che “hanno meno voglia di usare il preservativo”, sostiene Granjeiro.
La crescente incidenza dell’Hiv/Aids tra le adolescenti è anche direttamente legata all’età sempre più precoce in cui le ragazze diventano sessualmente attive.
In media, l’inizio dell’attività sessuale avviene tra i 13,9 e i 14,5 anni d’età tra i maschi, e tra i 15,2 e i 16 anni tra le adolescenti brasiliane, secondo uno studio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’istruzione, la scienza e la cultura (Unesco), basato su un’indagine effettuata con 16.422 studenti di età compresa tra i 10 e i 24 anni a Brasilia e in altre 13 capitali dello Stato.
Per questa ragione, lo scorso anno il Ministero della Sanità ha lanciato un controverso programma di distribuzione di preservativi nelle scuole di cinque comuni. “Era una fase pilota, per collaudare la metodologia, verificare il grado di resistenza che avremmo incontrato, e determinare il sistema migliore per distribuirli”, ha detto ancora Granjeiro.
Si sono riscontrate difficoltà nelle scuole in cui la distribuzione avveniva in “modo più burocratico”, e maggiore successo laddove gli “studenti hanno svolto un ruolo determinante o hanno partecipato attivamente” all’iniziativa.
Quest’anno, il programma sarà esteso a 205 comuni, che rappresentano quasi la metà del numero complessivo di persone colpite dall’Hiv/Aids in tutto il Brasile.
Verranno distribuiti circa 2,2 milioni di preservativi in 900 scuole pubbliche, frequentate da un totale di 540.000 studenti, ha dichiarato il capo dell’ETS/Sida.
Questa misura è considerata uno dei metodi più efficaci per contenere la diffusione dell’epidemia tra i bambini e gli adolescenti, giacché quasi tutti frequentano la scuola, dove trascorrono metà della loro giornata e “che è il luogo dove preferiscono parlare di sesso”, ha osservato.
Granjeiro ha aggiunto che la distribuzione di preservativi deve integrare l’educazione sessuale, che dovrebbe cominciare nei primi anni di scuole elementari.
Stando allo studio dell’Unesco, oltre alla diffusione dell’Hiv/Aids, anche la gravidanza è in ascesa tra le adolescenti. La percentuale di ragazze che hanno dichiarato di essere rimaste incinta almeno una volta, varia tra il 12 e il 36,9 per cento secondo la città.
Ma addirittura un terzo delle ragazze tra i 10 e i 14 anni interpellate a Fortaleza, la capitale dello Stato di Ceará, nel nordest povero del paese, ha detto di essere rimasta incinta.
Un’ampia maggioranza delle studentesse intervistate ha dichiarato di aver avuto rapporti sessuali con un solo partner, attribuendo un forte valore alla fedeltà e dimostrandosi consapevoli della necessità di proteggersi dall’Hiv/Aids.
Quasi la metà delle ragazze interrogate in diverse capitali dello Stato, tuttavia, ha ammesso di non fare uso del preservativo regolarmente.
La prevenzione dell’Hiv/Aids tra le donne, soprattutto adolescenti, è una preoccupazione condivisa anche dal programma congiunto delle Nazioni Unite contro l’Hiv/Aids (UNAIDS), che quest’anno ha deciso di puntare la sua campagna sulle ragazze giovani e le donne.
“Donne, ragazze, Hiv e Aids” è il tema della campagna internazionale che partirà il 1° dicembre, giornata mondiale dell’Aids.
Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, a livello globale, il tasso di contagio da Hiv è in rapida crescita tra i giovani: il 67 per cento dei nuovi casi nei paesi in via di sviluppo interessa persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni, mentre il 64 per cento delle persone colpite dall’Hiv/Aids in questa fascia d’età è costituito da donne.