Ottawa, 1 ottobre (IPS) – Il governo canadese è pronto a mantenere una sua promessa: depenalizzare il possesso di quantità minime di marijuana per il consumo personale. E questo nonostante l'opposizione dei gruppi conservatori del paese e del governo degli Stati Uniti.
La scorsa settimana, il ministro della Giustizia di Ottawa, Martin Cauchon, stretto collaboratore del Primo ministro Jean Chrétien, ha dichiarato che il progetto di depenalizzazione sarà presto presentato alla Camera.
Alcune fonti governative hanno addirittura precisato all’IPS che l’iniziativa arriverà in Parlamento nei prossimi 10 giorni, contro la volontà di Washington, di alcuni parlamentari della maggioranza di centro-sinistra , di alcune organizzazioni sindacali di polizia e dei ministri di Giustizia provinciali.
Cauchon e Chrétien, che andrà in pensione a febbraio e nei suoi ultimi mesi di governo sta adottando posizioni più progressiste, sono determinati nel loro progetto, malgrado le continue pressioni statunitensi degli ultimi mesi.
Il governo ha lanciato quest’iniziativa affermando che troppi canadesi si sono visti registrare precedenti penali sulla loro fedina per il semplice possesso di piccole quantità di marijuana per uso personale.
Il progetto annunciato stabilisce che il possesso di questa droga – fino a 15 grammi – non sarà più punibile con la detenzione ma solo con una multa variabile dai 74 ai 296 dollari Usa.
Molti conservatori canadesi ritengono che tale legge costituisca uno schiaffo nei confronti dell’amministrazione di Washington, che ha già messo sotto accusa il Canada per il crescente flusso di marijuana in entrata negli Stati Uniti.
Lo scorso agosto, Jon P. Walters, direttore dell’Ufficio nazionale per il controllo delle droghe degli Usa, ha accusato Ottawa di tollerare la coltivazione e il traffico di questa droga verso il territorio statunitense per un giro di miliardi di dollari.
I coltivatori canadesi avrebbero sviluppato una varietà di droga che contiene fino al 30% di THC (tetraidrocannabinolo, l’elemento psicotropo presente nella marijuana), ha affermato Walters durante un incontro tenutosi in un centro di riabilitazione per tossicodipendenti a Detroit, Usa.
Walters ha ricordato, come parametro di riferimento, che gran parte della marijuana che si consumava negli anni ’70 conteneva appena l’1% di THC.
“Il problema è che i governanti canadesi si sono dimostrati totalmente incapaci di combattere a spada tratta contro questo fenomeno. Parlano di legalizzazione mentre Roma è in fiamme”, ha affermato Walters.
Ma Cauchon chiarisce che il governo non intende legalizzare il consumo di marijuana in piccole dosi ma soltanto depenalizzarlo, e sottolinea che il progetto prevederà il doppio della pena per i grandi coltivatori.
Ma queste assicurazioni non sembrano frenare le crescenti espressioni d’ira di diversi alti funzionari statunitensi contro il governo di Chrétien che, tra le altre cose, si è opposto all’attacco contro l’Iraq guidato da Washington, mantiene buoni rapporti con Cuba e ha criticato pubblicamente la Casa Bianca perché non paga i suoi debiti con l’Onu.
Lawrence Martin, biografo del Primo ministro, ha dichiarato all’IPS che il progetto di depenalizzazione della marijuana rientra in un programma di iniziative della sinistra elaborato da Chrétien sin dall’inizio della guerra contro l’Iraq, il 20 marzo.
Martin sostiene che “Chrétien è un combattente e ha scelto questo tema mantenendo salda la sua posizione politica. È tornato alle sue radici di sinistra e nazionaliste. Credo si sia reso conto che i fatti gli hanno dato ragione rispetto alla guerra contro l’Iraq ed è molto soddisfatto di questo”.
“È difficile immaginare un governo canadese meno simpatico di quello di Chrétien”, ha affermato Richard Perle, alto funzionario del Pentagono e integrante dell’influente fazione neoconservatrice del Partito repubblicano del presidente George W. Bush.
“Quando un amico ha una preoccupazione vitale, è un segno di amicizia ascoltare la sua opinione al riguardo, seppure non la si condivida completamente. Anche perché arriverà il giorno in cui ognuno di noi avrà una preoccupazione vitale” e avrà bisogno del sostengo di quell’amico, ha proseguito Perle.
Perle è stato uno dei principali portavoce dei neoconservatori Usa negli ultimi vent’anni e le sue opinioni sono considerate molto rappresentative di quelle di Bush.
Alcuni giornali canadesi hanno dichiarato che i ministri di Giustizia provinciali del Canada condividono l’opposizione al progetto di depenalizzazione e questa settimana esprimeranno il loro punto di vista in occasione di un incontro di due giorni con Cauchon.
Il governo cerca di ottenere l’approvazione del progetto prima che Chrétien termini il suo mandato, altrimenti l’iniziativa rischia di essere messa da parte dal suo probabile successore alla carica di Primo ministro e di segretario del Partito liberale, Paul Martin.
Martin propugna da anni una più stretta alleanza con Washington, e ha già annunciato che la depenalizzazione del consumo di marijuana non sarà tra le sue priorità.