ELEZIONI: 2008, Berlusconi alla sua terza prova

ROMA, 15 aprile 2008 (IPS) – L’alleanza di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi ha infine convinto gli italiani. Il messaggio, risultato vincente, puntava sulla continuità politica con l'ultimo mandato, ma con l'uscita delle forze moderate e il rafforzamento della Lega Nord, il governo non sarà lo stesso, questa volta.

Berlusconi a Roma per la chiusura della campagna elettorale Sabina Zaccaro/IPS

Berlusconi a Roma per la chiusura della campagna elettorale
Sabina Zaccaro/IPS

Il Popolo delle Libertà di Berlusconi ha sconfitto il Partito Democratico di Walter Veltroni con un margine considerevole, e una maggioranza sufficientemente larga da governare l’Italia per un mandato completo di cinque anni.

L’alleanza di centro-destra ha vinto con 168 seggi al Senato, dove i seggi sono distribuiti su base regionale, mentre 130 sono i seggi assegnati a Veltroni. Alla Camera, il conto è di 340 seggi a 239.

I Democratici di Centro – ex alleati di Berlusconi – hanno ottenuto rispettivamente 3 e 36 seggi al Senato e alla Camera.

Pochi giorni prima delle elezioni, Berlusconi aveva detto all’IPS che sarebbe stato il malcontento diffuso per l'operato dell’ex commissario Ue Romano Prodi ad assicurare la vittoria alla sua coalizione. E in effetti molti considerano questa vittoria una protesta contro quasi “due anni di inerzia da parte di un frammentato governo i centro-sinistra”.

La Lega Nord ha inaspettatamente superato l’8 per cento delle preferenze. L’uscita delle forze moderate, e il crescente peso della nazionalista Lega Nord, configurano un nuovo governo come una forza molto spostata a destra e di destra, e debolmente controbilanciata, soprattutto su questioni come l’immigrazione.

”I timori della gente sulla sicurezza e sull'immigrazione sono stati sicuramente determinanti per il successo così massiccio della Lega”, ha detto all’IPS Alfredo Mantica, di Alleanza Nazionale.

”Vivendo spesso al nord Milano, conosco bene le paure della popolazione, che vive nell'insofferenza e nel timore degli immigrati clandestini e del livello crescente di criminalità; la gente ha premiato la Lega, che ha basato la sua campagna elettorale proprio su questi problemi”, ha detto.

”Il loro messaggio (della Lega Nord) è forte …probabilmente a Roma questo non si è visto, ma i loro manifesti elettorali riproducevano un indiano lakota con il suo copricapo e la scritta “Loro non hanno potuto controllare l'immigrazione, ora vivono nelle riserve! Pensaci”.

Un recente sondaggio condotto in tre province settentrionali indica che il 40 per cento dei residenti considerano gli immigrati una minaccia alla legge e all’ordine. Gli sgomberi forzati sono frequenti nel nord-est.

Secondo Mantica, la proliferazione dei campi rom nella periferia della città ha esasperato i timori dei residenti sulla criminalità e altri problemi di cui vengono accusati i clandestini, e il voto è stato l'espressione di queste preoccupazioni.

Da oggi la Lega ha un peso specifico considerevole. “La Lega Nord non è un alleato facile, per le sue idee radicali e i toni eccessivi che spesso usano per esprimerle”, ha aggiunto Mantica. “Ma noi governiamo insieme in Lombardia da 12 anni, e so per esperienza che una collaborazione seria ed operazione efficiente è possibile”.

Berlusconi ha già indicato alcuni dei rappresentanti della Lega che ricopriranno importanti cariche istituzionali e di governo.

Il nuovo governo ha un compito difficile, come ha ammesso egli stesso. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, in Italia la crescita quest’anno potrebbe scendere allo 0,3 per cento. Il debito italiano è il terzo più alto al mondo.

Ermete Realacci, portavoce del gruppo di Veltroni, ha detto all’IPS che il Partito Democratico “è nato solo a ottobre dell’anno scorso ed era forse impreparato a elezioni improvvise, ma è pronto a garantire un’opposizione decisa e seria, con il programma come bussola, sulle riforme, sulla la politica estera, e anche sull'immigrazione.

”E' chiaro che noi abbiamo un’idea completamente diversa dell’Italia, ma siamo disponibili a lavorare insieme per realizzare le riforme istituzionali e del lavoro, e rilanciare l’economia, in un clima di dialogo e collaborazione”:

Nonostante tutto, il Partito Democratico ha compiuto la sua rivoluzione nella sinistra. Una larga parte dell’elettorato di sinistra si è specchiato con il nuovo partito riformista, o semplicemente ha scelto di votare per il solo partito che potesse realisticamente contrastare Berlusconi.

La Sinistra Arcobaleno ha ottenuto solo il 3 per cento, e per la prima volta nella storia democratica del paese, la rappresentanza dei partiti comunisti è scomparsa dal parlamento.