GERUSALEMME, 23 agosto 2007 (IPS) – Nell’ultima settimana, i funzionari israeliani hanno usato quasi tutte le occasioni pubbliche per affermare che Israele non ha intenti bellicosi contro la Siria. Fonti ufficiali di Damasco hanno rilasciato analoghi pacifici proclami, insistendo sulle loro intenzioni non belligeranti nei confronti di Gerusalemme. E ultimamente, alti funzionari di due stati arabi hanno fatto sapere a Israele che la Siria non ha in programma un attacco nei prossimi mesi.
A cosa è dovuta dunque la crescente tensione tra Gerusalemme e Damasco, e perché i leader israeliani sono così preoccupati della possibilità di una guerra con il loro vicino settentrionale? Ciò che li preoccupa è il vasto programma siriano per il riarmo, le esercitazioni militari della Siria sul confine con Israele, e il timore che anche se entrambe le parti non desiderano la guerra, un errore potrebbe portare al conflitto.
”Israele non è interessato alla guerra con la Siria, ma ci stiamo preparando per qualunque eventualità”, ha dichiarato il Primo Ministro Ehud Olmert durante una recente visita al quartier generale del Comando settentrionale dell’esercito.
Il Vice-Presidente siriano Faroukh a-Shara ha detto che Damasco non “inizierebbe la guerra…il popolo in Siria non vuole la guerra, ma non accetterà nulla di diverso dal ritiro israeliano da tutto il territorio occupato delle Alture del Golan”.
Le tensioni sono state acuite, in parte, dalle esercitazioni che l’esercito israeliano sta effettuando sulle Alture del Golan, attribuite alla necessità di riorganizzazione dell’esercito nella ripresa della guerra in Libano che risale a un anno fa. Israele è preoccupato per il riarmo della Siria, soprattutto per l’avvento di armi sofisticate di produzione russa, come missili antiaerei e anticarro. Pare che siano stati parzialmente acquistati con finanziamenti iraniani, ma molti dei carichi non sono ancora arrivati.
I media russi hanno recentemente riferito che i missili antiaerei sono parte di un affare di armi da 900 milioni di dollari. Il sistema missilistico è noto come Pantsyr S1 ed è costituito da armi anti-aeree a corto raggio che possono essere montate sul retro dei veicoli. Il timore nei circuiti della difesa israeliana è che questi missili possano arrivare nelle mani degli Hezbollah in Libano meridionale.
I siriani stanno inoltre costruendo estese fortificazioni di difesa lungo la parte meridionale e settentrionale delle Alture del Golan. Secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, la Siria ha dispiegato 200 dei suoi più sofisticati missili terra-aria vicino al confine con Israele.
Funzionari della difesa israeliana stanno inoltre cercando di interpretare quelli che ritengono segnali di guerra provenienti dal Presidente siriano Bashar Assad. Negli ultimi mesi, Assad aveva avanzato proposte di pace a Israele, dichiarando di essere pronto a tornare al tavolo delle trattative. Tuttavia, queste dichiarazioni si sovrappongono ad avvertimenti di “resistenza”, fatti in coppia con Hezbollah, il gruppo sciita che gode del sostegno siriano e iraniano nel Libano meridionale e che ha combattuto Israele durante le ostilità dello scorso anno in Libano.
Un timore di Israele è che se esploderanno nuovamente le ostilità con Hezbollah, la Siria potrebbe intraprendere un’azione militare circoscritta nel tentativo di riacquisire un pezzo delle Alture del Golan e costringere Israele al tavolo dei negoziati.
Israele ha sottratto alla Siria quel tratto montuoso strategico nella guerra del 1967, e Damasco chiede da allora la restituzione del Golan come prezzo per la pace con Israele. Le due parti si sono incontrate l’ultima volta ad un tavolo di trattative nel 2000, quando il primo ministro israeliano Ehud Barak ha incontrato Farouk a-Shara negli Usa. I negoziati si sono tuttavia interrotti e le due parti non si sono più incontrate.
Mentre la Siria pretende la restituzione delle Alture in cambio della pace, Israele esige che vengano applicati rigidi accordi di sicurezza per riconsegnare l’area strategica, compresa una profonda zona demilitarizzata sul lato siriano del confine. Israele ha un punto di osservazione molto sofisticato sul Monte Hermon, nella posizione più alta delle Alture del Golan, noto in Israele come “gli occhi del paese”. Dal Monte Hermon, Israele può controllare su ampio raggio il territorio siriano.
I leader israeliani e le alte cariche militari si sono incontrate settimanalmente per valutare le intenzioni siriane. Il Generale maggiore Amos Yadlin, capo dell’intelligence militare, non crede che Damasco stia pianificando un attacco ad Israele, ma teme lo scenario dell’”errore”, nel quale le tensioni tra le due parti potrebbero andare fuori controllo. “La Siria non ha in programma una guerra, ma lo scenario di un possibile malinteso è piuttosto rilevante”, è una sua recente dichiarazione.
Ehud Barak, oggi ministro della difesa, ha cercato di placare i timori siriani sulle estese esercitazioni militari israeliane nelle Alture del Golan, dichiarando che le manovre sono parte di uno sforzo per assicurare la preparazione di Israele nella ripresa della guerra in Libano. “Israele non è interessato alla guerra con la Siria, e riteniamo che nemmeno la Siria voglia una guerra”, ha recentemente dichiarato Barak nel tentativo di mitigare le crescenti tensioni.

