MOSCA, 21 novembre 2006 (IPS) – Le autorità russe stanno cercando nuove soluzioni per fronteggiare il fenomeno dell’alcolismo, dopo i rapporti diffusi lo scorso mese sulle migliaia di persone morte presumibilmente a causa del consumo della popolare bevanda alcolica nazionale Samogon.
A quanto pare, una certa quantità di alcol industriale di cattiva qualità potrebbe essere finita nella bevanda.
Le nuove proposte vanno dalla riduzione delle tasse sulla vodka pura, a leggi più restrittive per controllare la distribuzione delle bevande alcoliche, fino al ripristino del monopolio sul modello sovietico su tutti gli aspetti dell’attività industriale.
“Non è sufficiente assicurare il monopolio statale sulla produzione e la distribuzione dell’alcol puro”, ha dichiarato alle agenzie di stampa russe il portavoce della Duma Boris Gryzlov. “Credo sia anche il momento di sollevare la questione del monopolio statale sulla vendita dei prodotti che contengono alcol”.
Secondo Gryzlov, da gennaio all’inizio di settembre di quest’anno sarebbero morte più di 17.000 persone come conseguenza diretta del consumo di liquori adulterati e di sostituti dell’alcol. Pur non specificando la fonte delle sue informazioni, il portavoce ha segnalato che l’alcol adulterato avrebbe provocato 30.000 vittime nel 2005. “Quest’anno, la situazione è un po’ migliorata”, ha detto, osservando che le cifre sarebbero comunque ancora allarmanti.
I funzionari hanno indicato numeri un po’più bassi: “Dall’inizio di settembre, 5.100 cittadini sarebbero rimasti avvelenati dopo aver bevuto surrogati dell’alcol, e di questi, 295 sarebbero morti”, osserva il ministro degli interni Rashid Nurgaliyev in un rapporto presentato ai deputati della Duma.
All’inizio di quest’anno, Nurgaliyev ha definito l’alcolismo una tragedia nazionale, sollecitando azioni repressive contro le vendite di alcol adulterato nel paese. Ogni anno, ha sottolineato, 42.000 persone verrebbero uccise o rese inabili a causa dell’avvelenamento da alcol.
Il ministro dell’interno, in collaborazione con l’Agenzia di controllo sanitario ed epidemiologico (Sanepidemnadzor), sta tentando di localizzare le fonti dell’alcol illegale. “I nostri investigatori stanno lavorando in 14 regioni della Russia, dove si trovano le principali attrezzature per la produzione di spiriti”, ha detto il ministro.
Dalla metà di settembre alla fine di ottobre 2006, 530 persone avvelenate da alcol venduto illegalmente sono finite in ospedale nella regione di Pskov, poche centinaia di chilometri a nord-ovest di Mosca. Tra questi, secondo il Servizio federale di tutela dei consumatori, 326 erano uomini e 204 donne.
Gennady Onishchenko, a capo di questo servizio, ha dichiarato all’agenzia giornalistica indipendente Prime-Tass, che la recente ondata di problemi sanitari legati all’alcolismo sarebbe da attribuire ad una campagna coordinata dai gruppi di contrabbando per compromettere gli sforzi delle forze dell’ordine nel reprimere duramente le vendite dell’alcol illegale.
Onishchenko ha sollecitato pene dure per i contrabbandieri che venderebbero “deliberatamente” l’alcol contaminato, proponendo che tutti gli spiriti vengano tassati così che “i liquidi per i falò e per pulire le moquette” non risultino molto più economici delle bevande alcoliche prodotte legalmente.
“Ciò eliminerebbe gli incentivi economici per produrre tutti questi distillati, che avvelenano la popolazione”, ha chiarito. “Prendiamo, ad esempio, i liquidi che servono ad accendere il fuoco per gli accampamenti. I gruppi a basso reddito non li usano per accendere il fuoco; li bevono. Coloro che subiscono un avvelenamento hanno redditi inferiori alla media, e la maggior parte sono persone alcolizzate, che continueranno a bere”, ha osservato.
Il ministro per lo sviluppo sanitario e sociale Mikhail Zurabov ha riferito di numerosi casi venuti alla luce in cui le vittime sembra avessero bevuto detergenti a base di alcol e di altri chimici letali distribuiti in bottiglie di vodka.
“Dobbiamo prendere dei provvedimenti per fermare questo trend con tutti i mezzi possibili”, ha detto all’IPS Nikolav Gerasimenko, vicepresidente della commissione sanitaria della Duma.
“Molto semplicemente, l’uso frequente di prodotti contraffatti è in aumento. Molti produttori di alcol ignorano i requisiti o le norme di produzione standard, e utilizzano sostanze nocive che stanno uccidendo persone innocenti”, ha sostenuto.
“Gli esperti di narcotici hanno stilato un importante rapporto che analizza i problemi legati all’alcolismo in Russia”, ha aggiunto Gerasimenko. Il 1 luglio è entrata in vigore una legge per modificare la composizione dell’alcol industriale; ma sembra che non abbia avuto molto effetto sul numero dei morti.
Il primo ministro Mikhail Fradkov ha attribuito a tre suoi subalterni la responsabilità dei casi di avvelenamento. Andrey Sharonov, vice ministro per lo sviluppo economico e il commercio, e Sergey Shatalov, vice ministro delle finanze, hanno collaborato lo scorso gennaio per l’attivazione di un sistema elettronico centralizzato che individua tutte le bevande alcoliche registrate con nuove etichette.
Il sistema non ha funzionato come previsto, e milioni di bottiglie sono rimaste nei magazzini in attesa di nuove etichette, permettendo così che l’alcol contraffatto di contrabbando raggiungesse i punti vendita. Il malfunzionamento del sistema ha anche portato alla perdita di circa 1,5 miliardi di dollari di vendite, e di 262 milioni di dollari in entrate fiscali.

