NIAMEY, 7 agosto 2006 (IPS) – Mentre crescono i timori per la sua distruzione, le autorità cittadine hanno iniziato a mobilitarsi per la salvaguardia della foresta, o “greenbelt” (fascia verde), che circonda Niamey, e per il trasferimento degli abusivi che vivono dentro i suoi confini. La foresta preserva la città dall’avanzamento della desertificazione e dagli eccessi climatici del Niger.
Nonostante l’ultimatum divulgato il 30 aprile per l’evacuazione della greenbelt, l’IPS ha constatato che la foresta è ancora occupata dagli abusivi.
Secondo Maman Ibrahim, direttore regionale all’ambiente presso la Greater Authority di Niamey, le dimensioni della fascia verde, stabilite nel 1965, sono di 2.500 ettari.
L’albero più importante della foresta è il neem, che riesce a crescere in ambienti ostili come il deserto. Per più di un decennio, la popolazione che viveva in questi vasti insediamenti, e che negli anni si è organizzata nella greenbelt, ha abbattuto e bruciato i neem.
”Questa gente ha illegalmente raso al suolo gli alberi per costruire i propri rifugi o procurarsi legna da ardere; e anche gli incendi hanno provocato danni considerevoli”, ha dichiarato Illia Yahaya, capo del servizio per la riforestazione del Dipartimento regionale per l’ambiente presso la Greater Authority di Niamey.
Mohamed Sidi, capitano dei vigili del fuoco di Niamey, ha spiegato all’IPS: “Nella stagione secca abbiamo avuto almeno cinque incendi a settimana nelle aree popolate della greenbelt. Secondo le nostre stime, dal 1993, data in cui la fascia verde è stata completata, sono scomparsi ogni anno circa 13 ettari di piante”.
Ibrahim ha riferito che il progetto, del valore di 6 milioni di dollari, è stato realizzato in diverse fasi tra il 1965 e il 1993, con il sostegno delle Nazioni Unite e della Banca Mondiale.
”Fino al 1993, per garantire la sicurezza sono stati utilizzati circa 30 agenti aiutati dalle guardie forestali”, ha riferito il funzionario. Tuttavia, l’operazione è stata interrotta a causa della mancanza di fondi per pagare gli agenti e rifornire di carburante i veicoli dei forestali, ha proseguito Ibrahim.
La legge forestale del Niger del 2004 proibisce qualsiasi attività commerciale all’interno della fascia verde, e a chiunque danneggi la foresta impone sanzioni da 100 a 1.000 dollari, oppure tre mesi di prigione.
”Ma visto che le autorità sono diventate negligenti, gli abusivi non hanno nulla da temere”, ha detto Yahaya all’IPS. La devastazione della foresta continua. Per prevenire la distruzione totale, le autorità cittadine hanno deciso di allontanare coloro che ci vivono, che per lo più provengono da aree rurali.
Tuttavia, gli abitanti sono pronti a lottare. Chiedono che le autorità li trasferisca in un’altra area, provvista dei servizi fondamentali. “Alcuni di noi vivono qui da più di 20 anni. I nostri figli sono nati qui e frequentano le scuole vicine”, ha detto all’IPS Harouna Seydou, 60 anni, capo di un insediamento.
”Non andremo via finché non avremo un posto nuovo dove stabilirci”, ha aggiunto Tahirou Adamou, che risiede in uno dei maggiori insediamenti.
Mamata Kindo, vedova di 49 anni, ha spiegato all’IPS: “Nel posto dove andremo abbiamo bisogno di un pozzo, una scuola per i nostri figli, un mercato, e un centro sanitario”. Kindo vive nella greenbelt con i suoi sei figli da più di dieci anni.
Issoufou Garba, un altro abitante di Niamey, ha detto che la corsa per un posto nella greenbelt è iniziata negli anni ’80, quando Niamey, la capitale, ha iniziato a espandersi. Il fenomeno ha costretto gli allevatori che vivevano vicino alla città a trasferirsi.
Il Niger ha anche sofferto la siccità dal 1984 al 1985, “costringendo molti abitanti delle campagne a fuggire la fame e a migrare nei centri urbani”, riferisce Boureima Alpha Gado, un ricercatore che abita a Niamey.
Aboubacar Ganda, presidente della Greater Authority di Niamey, ha raccontato ai giornalisti il mese scorso che “la fascia verde costituisce un rifugio per banditi di tutti i tipi che disturbano la quiete degli abitanti della capitale”.
Ma Abdoulaye Issa, sindaco del IV distretto di Niamey, ha vietato di usare la forza contro gli abitanti. “Non si ricorrerà alla violenza. Stiamo cercando un luogo accettabile dove trasferire questa gente, così potremo salvare i boschi che abbelliscono la nostra capitale”, ha dichiarato.
Le autorità locali non possono dare una stima esatta dei residenti della fascia verde. “Nel censimento generale della popolazione e degli alloggi del 2001, gli abitanti della greenbelt sono stati contati tra quelli di Niamey, e per questo è difficile stabilirne il numero”, ha detto all’IPS Ismael Yahaya, consigliere municipale. “Oggi ci saranno centinaia di famiglie che vivono in quei boschi, date le cifre esorbitanti degli affitti in città, che hanno costretto la gente a lasciare il centro urbano e a venire a vivere qui”.
Si stima che la popolazione di Niamey sia di 800.000 abitanti, ovvero il 5,7 per cento dei 14 milioni di abitanti di tutto il paese.
”La maggior parte dei residenti nella greenbelt sono piccoli commercianti, falegnami, guardie, operai, calzolai, domestici, che non possono permettersi di vivere in città”, ha detto all’IPS Abdourahamane Noma, un sociologo che vive a Niamey.
Marou Amadou, della Coalizione contro l’alto costo della vita (Equity and Quality Coalition Against the High Cost of Living), un gruppo di organizzazioni non governative con sede a Niamey, ha dichiarato: “Le autorità dovrebbero lasciare stare questa gente, che non dà fastidio a nessuno. Dove pretendono che vadano?”.
Ma le autorità si sono impegnate a rimuoverli: “Il trasferimento è stato posticipato unicamente per permettere ai bambini di completare l’anno scolastico”, ha spiegato il direttore regionale all’ambiente, annunciando un progetto per recintare la greenbelt.
”Quest’anno abbiamo chiesto uno stanziamento di 25 milioni di franchi CFA (circa 50.000 dollari) del budget, che sono stati effettivamente assegnati. Con questo denaro, abbiamo in programma di chiudere una prima frazione, e quando saranno disponibili altri finanziamenti, recinteremo il resto”, ha dichiarato Ibrahim.

