WASHINGTON, 27 luglio 2005 (IPS) – Ignorando l’inattività dei gradi più alti del governo americano, 145 sindaci in tutto il paese hanno formato una coalizione per combattere il riscaldamento globale e rimodellare le loro città attraverso programmi e tecnologie innovative.
I sindaci sostengono di poter rendere la vita urbana più ecologica, creando anche occupazione e stimolando le economie locali.
Il protocollo di Kyoto, trattato internazionale per la riduzione dei gas serra che accelerano il cambiamento climatico, è entrato in vigore a febbraio. Gli Stati Uniti, che contano il quattro per cento della popolazione mondiale e producono il 22 per cento dei gas serra globali, non hanno ratificato il trattato.
L’amministrazione Bush si oppone dichiarando che l’approvazione contribuirebbe all’aumento dei prezzi dell’energia e sacrificherebbe cinque milioni di posti di lavoro nel paese, sollevando anche la questione della validità scientifica del cambiamento climatico.
Secondo i sindaci, Camera dei Rappresentanti e Senato fanno poco per arrestare il riscaldamento terrestre. Il mese scorso, stanchi di aspettare un’azione delle autorità federali, si sono riuniti nella Conferenza dei sindaci Usa, decidendo all’unanimità di realizzare localmente parti del protocollo.
Un totale di 169 città americane si sono accordate a uguagliare o migliorare gli standard disposti dal trattato – che chiede alle nazioni industrializzate di ridurre entro il 2012 le loro emissioni di gas serra di una media del sei per cento rispetto ai livelli del 1990, attraverso azioni come il risanamento delle foreste, la riduzione dello sviluppo urbano incontrollato, lo sviluppo di tecnologie di energia alternativa e l’educazione della popolazione. Hanno inoltre deciso di fare pressione sul governo centrale e sulle autorità federali perché aderiscano agli obiettivi di Kyoto, e di spingere il Congresso ad approvare la legge bipartisan sul controllo del clima (Climate Stewardship Act) che prevede l’istituzione di un sistema per lo scambio delle emissioni nazionali.
”Siamo molto decisi: non aspetteremo che il governo federale faccia qualcosa per impedire la produzione dei gas serra. Vogliamo migliorare e offrire una leadership a livello locale, città per città”, ha dichiarato Greg Nickels, sindaco di Seattle.
Secondo il dipartimento per l’ambiente di San Francisco, più di metà del mondo e l’80 per cento della popolazione americana vive in aree urbane e le città consumano il 75 per cento delle risorse naturali della terra.
All’inizio della settimana scorsa, 45 sindaci della coalizione, compresi quelli di Salt Lake City, Denver e Chicago, si sono incontrati nello Utah al Sundance ranch dell’attore Robert Redford, per discutere le iniziative sul cambiamento climatico.
L’incontro era stato organizzato dal Consiglio internazionale per le iniziative ambientali, sostenuto dall’Onu, e finanziato in parte dai Pew Charitable Trusts e Rockefeller Brothers Fund.
I dirigenti del Climate Group, società di consulenza con sede in Inghilterra, hanno dichiarato che 17 grandi città americane hanno già ridotto le loro emissioni sotto i livelli del 1990 e hanno risparmiato un totale di 600 milioni di dollari attraverso misure di rendimento energetico.
”Bisogna capire che lavorare in favore del clima rappresenta un vantaggio finanziariamente competitivo, non una perdita”, ha detto Steve Howard, direttore generale del Climate Group.
Durante l’incontro, Patrick McCrory, sindaco di Charlotte, Carolina del Nord, e capo dell’Associazione sindaci repubblicani, ha sottolineato che bisognerebbe prendere sul serio la coalizione dei sindaci, dato il loro potere economico.
”Noi costruiamo le strade, disegniamo il trasporto pubblico, compriamo le macchine della polizia, i mezzi per la raccolta dei rifiuti e lo spostamento del terreno. Siamo noi che illuminiamo la terra per le foto satellitari”, ha dichiarato. “Insieme, abbiamo un enorme potere d’acquisto e se investiamo con saggezza, le conseguenze ambientali possono essere notevoli”.
Partecipando all’incontro di tre giorni nel ranch di 2500 ettari di Redford, l’ex vicepresidente Usa Al Gore, che ha partecipato alla stesura del trattato di Kyoto, si è rivolto ai sindaci durante un appuntamento riservato alla stampa.
Il mese scorso, in un discorso pubblico a una riunione di sindaci di tutto il mondo, Gore aveva rivelato una terribile previsione sugli effetti del riscaldamento globale.
Secondo Gore, le temperature record stanno già sciogliendo i ghiacciai. Se non si inizia ad agire seriamente, l’aumento dei livelli del mare potrebbe costringere nel giro di qualche decennio all’evacuazione di città basse come Calcutta, Shanghai, New York; inoltre, forti tempeste, malattie infettive e pericolose ondate di calore potrebbero diffondersi nel pianeta.
”Stiamo assistendo a uno scontro tra la nostra civilizzazione e la terra, a una trasformazione nelle relazioni tra le nostre specie e il pianeta”, ha proseguito. “Ci preoccupiamo del terrorismo, ma è la sola minaccia contro cui vale la pena organizzarsi?”
Gore ha dichiarato che molti scienziati – e diversi enti – sono d’accordo sull’imminenza del cambiamento climatico; quello che manca è la volontà politica di agire.
Secondo il Consiglio sulla qualità ambientale della Casa Bianca, l’amministrazione Bush spende due miliardi di dollari per iniziative che favoriscono tecnologie a carbone pulito, veicoli a idrogeno, energia nucleare e rinnovabile.
La legge di Bush sull’energia, entrata in vigore il mese scorso, chiede all’industria di rallentare gli aumenti delle emissioni, ma non una riduzione globale. La legge della Camera sull’energia, passata con poche modifiche il mese scorso in Senato per 66-29, aumenta le sovvenzioni alle industrie energetiche tradizionali.
Su otto miliardi di dollari in incentivi sulle tasse, solo 500 milioni (il 6 per cento) vengono stanziati per aumentare il rendimento energetico e sviluppare energie rinnovabili. Mentre gli oppositori si lamentano per l’eccessiva lentezza del finanziamento a nuovi progetti che rispondano agli avvertimenti di Gore, città come Seattle vanno avanti da sole, cercando di trasformarsi in modelli di rinnovamento ambientale.
La settimana scorsa nello Utah, il sindaco di Seattle, Nickels, ha vinto – su altri 150 sindaci – il “Premio 2005 per la vivibilità urbana”, per aver migliorato la qualità della vita nella sua città attraverso l’Iniziativa di Seattle per la protezione del clima (Seattle Climate Protection Initiative).
Le componenti chiave dell’iniziativa di Nickels, che immagina una visione a lungo termine dei valori ambientali basati sulla crescita, includono politiche legate al trasporto, tra cui un maggiore sviluppo di monorotaie, binari leggeri, tram e piste ciclabili.
Seattle, che era già leader nazionale per riciclo, conservazione dell’acqua e rendimento energetico, offre incentivi per il “carpool” (condivisione dell’auto), a chi vende la seconda macchina, e per l’uso a pagamento, o parzialmente gratuito, di 130 automobili di proprietà del comune.
Secondo il progetto di Nickels, Seattle sta aumentando anche il numero di veicoli comunali a motore ibrido gas-elettrico, diesel a bassissimo tenore di zolfo e bio-diesel
La città sta ristrutturando 1000 ettari di foresta urbana, costruendo impianti comunali secondo gli standard di sostenibilità e convertendo l’azienda elettrica cittadina, la Seattle City Light, in ente a emissione zero.
Il dipartimento di Seattle per i servizi pubblici, con l’aiuto di ricercatori dell’Università di Washington, sta studiando i bacini imbriferi vicini per misurare gli effetti locali del riscaldamento globale in modo da incorporare le informazioni sul cambiamento climatico nel progetto cittadino di fornitura dell’acqua.
La città ha anche ospitato workshop sul cambiamento climatico per funzionari di governo e nominato una commissione per la riduzione del riscaldamento globale nella comunità.
”Grazie a questi programmi, Seattle ha una fonte di elettricità più pulita, edifici sostenibili e nuove opportunità economiche”, ha dichiarato Nickels, dopo aver ritirato il premio. “Siamo orgogliosi di poter dimostrare ad altre città che non è necessario scegliere tra ambiente ed economia, si possono migliorare entrambe”.
Secondo l’Ufficio di Seattle per la sostenibilità e l’ambiente, tra il 1990 e il 2000 la città ha ridotto del 48 per cento le emissioni di gas serra.
Le attività della Conferenza dei sindaci Usa corrispondono, a livello internazionale, a quelle della Campagna delle città per la protezione del clima, sostenuta anche dal Consiglio internazionale per le iniziative ambientali locali (ICLEI) sponsorizzato dall’Onu.
Circa 650 governi locali hanno aderito alla campagna, comprese amministrazioni in Australia, Canada, Europa, Giappone, America Latina, Messico, Nuova Zelanda, Sud Africa, Asia meridionale, Sud-est asiatico e Stati Uniti.

