ROMA, 19 giugno 2009 (IPS) – Il Forum mondiale del grano di San Pietroburgo (6-7 giugno) fa parte di una serie di incontri di alto livello dedicati quest’anno al tema dell’alimentazione e dell’agricoltura. Questi eventi – tra cui il G8 dei ministri dell’agricoltura a Treviso lo scorso aprile e la conferenza FAO su come combattere la fame nel mondo entro il 2050 prevista per il prossimo ottobre a Roma – dimostrano che oggi nel mondo è in atto una forte spinta verso la risoluzione del grave problema dell’insicurezza alimentare, e per la creazione di un nuovo ordine agricolo mondiale in grado finalmente di garantire che in tutto il mondo ognuno abbia cibo a sufficienza.

Jacques Diouf
FAO/IPS
Nonostante la crescita sempre più rapida della popolazione mondiale, che dovrebbe raggiungere i nove miliardi entro il 2050, e a dispetto del cambiamento climatico, che minaccia le risorse della terra e dell’acqua in molte parti del mondo, il pianeta ha la capacità di produrre cibo a sufficienza per tutti i suoi abitanti.
Eppure la fame è in aumento, con quasi un miliardo di persone – quasi una persona su sei – che oggi soffre la fame nel mondo. Si parla di 160 milioni in più rispetto al 1990-92, periodo di riferimento base per l’obiettivo del Vertice mondiale sull’alimentazione di dimezzare il numero delle persone sottoalimentate: un aumento pari quasi al 20 per cento.
Questo aumento improvviso è in gran parte dovuto all’impennata dei prezzi del cibo, saliti del 60 per cento tra il 2006 e il 2008, mentre i prezzi del grano raddoppiavano. Allo stesso tempo, anche l’attuale flessione economica mondiale sta contribuendo significativamente a maggiore fame e povertà nel mondo. Le stime preliminari indicano che oltre 100 milioni di persone rischiano di morire di fame come conseguenza della crisi economica e finanziaria.
Questa turbolenza avviene in un contesto globale molto diverso rispetto a quello di appena qualche anno fa. Siamo passati da decenni di cibo a basso costo ad una fase di prezzi alimentari alti e più volatili. Ed è anche significativo che l’agricoltura testimoni l’emergere di nuovi importanti attori, come la Russia, che oggi produce tanto grano quanto gli Stati Uniti, ed è diventata il quarto esportatore mondiale di cereali.
Tutto questo rende ancora più importante agire subito, per la nostra stessa sicurezza alimentare collettiva – oppure rischiare in futuro nuove crisi alimentari potenzialmente sempre più drammatiche.
Il grano è l’alimento di base per gran parte della popolazione mondiale, ed è dunque centrale per qualsiasi riforma del sistema degli scambi e della produzione alimentare mondiale. Da qui, l’importanza del vertice di San Pietroburgo, che si è occupato di alcuni dei seguenti temi:
Mettere in atto o rafforzare misure per ridurre gli impatti negativi delle fluttuazioni nelle forniture di cereali. Una combinazione di strategie di gestione del rischio, migliori strumenti finanziari, meccanismi di risposta rapida, e interventi di risposta alle emergenze alimentari più efficaci in situazioni di crisi, possono fare molto per prevenire le sofferenze causate dalle improvvise impennate dei prezzi.
È poi da rivedere il ruolo delle riserve alimentari, che sono crollate ai minimi livelli nella storia, per stabilizzare i prezzi e fornire misure di protezione contro la scarsità dei raccolti. La lezione che dobbiamo trarre è valutare con cura la loro importanza, e capire come andrebbero gestite nel quadro della sicurezza alimentare nazionale e mondiale.
Analogamente, servono regole commerciali eque e semplificate che incoraggino maggiori scambi globali, mettendo fine alle politiche che distorcono gli scambi. I sussidi alla produzione nei paesi ricchi distorcono il mercato e creano ostacoli che scoraggiano molti paesi in via di sviluppo dall’investire nella loro stessa agricoltura. Le restrizioni alle esportazioni e le tasse potrebbero essere una soluzione a livello locale, ma contribuiscono ad un’escalation dei prezzi sui mercati mondiali.
In questo contesto, è fondamentale una conclusione positiva dei negoziati commerciali mondiali del Round di Doha. In caso contrario, si manterranno molte delle distorsioni e squilibri del passato, gettando le basi per crisi future. Ma per assicurare la sicurezza alimentare mondiale, è importante che gli agricoltori sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo abbiano redditi equivalenti a quelli dei lavoratori del settore secondario e terziario nei loro rispettivi paesi, attraverso misure di sostegno che impediscano le distorsioni.
Promuovere investimenti nell’agricoltura nel mondo in via di sviluppo – come chiedeva la Conferenza di alto livello sulla Sicurezza alimentare mondiale organizzata dalla FAO a Roma lo scorso anno – è fondamentale per il raggiungimento della sicurezza alimentare nel mondo.
Sono ottimista, e credo che l’impeto verso il cambiamento che stiamo vivendo oggi porterà presto ad azioni concrete ed efficaci per fare in modo che la fame resti solo un ricordo del passato. Sono in gioco la pace e la sicurezza nel mondo.©IPS

