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PALESTINA: Israele, un assedio senza precedenti

BRUXELLES, 23 gennaio 2009 (IPS) – Il rifiuto di Israele di aprire le frontiere per permettere ai civili di lasciare Gaza durante i bombardamenti di scuole e abitazioni non ha precedenti nella storia moderna, ha affermato un ricercatore delle Nazioni Unite.

Richard Falk, relatore speciale dell’Onu sui diritti umani nei territori palestinesi occupati, ha definito il blocco israeliano della striscia di Gaza “un crimine di guerra diverso, nuovo e sinistro”.

“Per la prima volta in un’operazione militare, tutta la popolazione civile è stata rinchiusa dentro una zona di guerra”, ha dichiarato telefonicamente in una seduta del Parlamento europeo. “Nessun bambino, nessuna donna, nessun malato o invalido è stato autorizzato ad allontanarsi. Per la prima volta, è stato impedito alla popolazione di chiedere lo status di rifugiati”, ha aggiunto.

Falk ha sottolineato che il diritto internazionale, in particolare la Convenzione di Ginevra del 1949, prevede l’obbligo per la forza d’occupazione di provvedere al nutrimento e a strutture mediche adeguate per la popolazione occupata. Il blocco di 18 mesi di Gaza che ha preceduto l’operazione Piombo fuso “è illegale”, ha sostenuto.

Falk, 78 anni, ha alle spalle una lunga carriera di accademico e di attivista in campagne per il disarmo, i diritti umani e l’ambiente. Nonostante ciò, per la sua aperta difesa dei civili palestinesi, il governo israeliano ormai lo ha praticamente dichiarato persona non grata. L’anno scorso, ad esempio, gli è stato negato l’accesso nei territori occupati, con l’accusa di essere troppo parziale verso i palestinesi.

Zvi Tal, ambasciatore di Israele presso l’Unione europea (Ue), ha difeso gli attacchi su Gaza spiegando che si trattava di una situazione “molto particolare”.

Dallo scontro nel 2007 tra Hamas (acronimo arabo di Movimento di resistenza islamica) e la rivale Fatah per il controllo di Gaza, il territorio è stato dichiarato “entità ostile”, ha segnalato Zvi Tal, ribadendo che Israele avrebbe bombardato le scuole dell’Onu perché lì erano nascosti alcuni combattenti islamici, per “trascinarci dentro”.

“Alle volte, nel fervore della battaglia e degli scontri a fuoco, commettiamo degli errori”, ha detto all’IPS. “Non siamo infallibili”.

Dei 1.330 morti nell’operazione, 904 erano civili. Il ministero palestinese della Sanità ha segnalato che tra i morti, 437 erano bambini, 123 anziani e 110 donne. Dall’altra parte, hanno perso la vita 13 israeliani, di cui tre civili.

Raji Sourani, direttore del Centro palestinese per i diritti umani, riferisce che ogni giorno tra le macerie degli edifici distrutti vengono ritrovati nuovi corpi. Solo nella giornata del 21, segnala, sono morte 27 persone in un’esplosione. Ha poi criticato l’Ue per non aver adottato una posizione forte contro le azioni di Israele. Il blocco si è astenuto dal voto di una mozione presentata nel Consiglio dei diritti umani dell’Onu all’inizio del mese, sulla necessità di indagare su possibili violazioni dei diritti umani commesse da questo paese.

La Repubblica Ceca, attualmente presidente di turno dell’Ue, ha dichiarato che la mozione “si rivolgeva solo ad una parte del conflitto”.

Anche Sourani ha protestato contro la decisione presa dai governi dell’Unione a dicembre di migliorare le relazioni con Israele. Nonostante i tanti rapporti sulle discriminazioni sistematiche di questo paese nei confronti dei palestinesi, il blocco europeo è andato avanti con le iniziative volte a trasformare Israele in un “membro privilegiato”, permettendogli un accesso preferenziale al mercato europeo.

“È una vergogna assistere alla cospirazione del silenzio nell’Europa ufficiale”, ha aggiunto Sourani. “È una vergogna che l’Europa ricompensi il sistema di apartheid attuato di fatto da Israele, così come il soffocamento economico e sociale di Gaza, migliorando le relazioni con Israele”.

La prossima settimana, i cancellieri dell’Unione europea valuteranno la situazione a Gaza, in un incontro a Bruxelles. Un membro cipriota del Parlamento europeo, Kyriacos Triantaphyllides, ha proposto di sospendere le iniziative per un avvicinamento a Israele.

“Non possiamo parlare di migliorare le relazioni con Israele in questo momento. Mi dispiace, proprio non possiamo”, ha dichiarato.