IPS Inter Press Service Agenzia Stampa

SVILUPPO: L’ONU cerca le risposte nel Summit di Doha

NAZIONI UNITE, 21 novembre 2008 (IPS) – Mentre la diffusa crisi finanziaria globale minaccia di travolgere banche, mercati azionari e industrie manifatturiere nel mondo in via di sviluppo, le Nazioni Unite guardano già agli esiti della conferenza internazionale sui finanziamenti allo sviluppo (Ffd), prevista per la prossima settimana a Doha.

L’emirato del Qatar, ricco di petrolio e di gas naturale, che ospiterà la conferenza, cerca un alto profilo politico per un incontro aperto a tutti i 192 stati membri, mentre il vertice economico della settimana scorsa a Washington si limitava a 20 nazioni sviluppate e in via di sviluppo.

L’ambasciatore Nassir Abdelaziz al-Nasser, rappresentante permanente del Qatar presso le Nazioni Unite, ha spiegato che il suo governo sta mobilitando ogni risorsa disponibile per assicurare che la conferenza Ffd sia un incontro strategico tra i leader mondiali in grado di contribuire ad alleviare la crisi.

”Ci aspettiamo la presenza di diversi capi di stato e di governo in questo incontro al vertice”, ha aggiunto.

La settimana scorsa, ha osservato, la lista dei leader mondiali attesi al meeting includeva solo i leader di Francia, Spagna, Corea del Sud, Turchia, Sud Africa, Giappone, Australia, Messico e forse Brasile, Indonesia e Italia, oltre al capo della Commissione europea.

Ma la prossima settimana dovrebbero essere molti di più. La conferenza di Doha è già al livello di un vertice di leader mondiali, ha sottolineato l’inviato del Qatar.

Al-Nasser ha fatto notare che secondo la risoluzione ONU, la conferenza dovrà essere “di altissimo profilo politico, anche con la partecipazione di capi di stato e di governo, ministri, delegati speciali e altri rappresentanti, come si conviene”.

“Ciò significa che sono attesi a Doha tutti gli stati membri delle Nazioni Unite, così come i direttori generali del sistema delle Nazioni Unite, insieme alle organizzazioni non governative (Ong) e della società civile e ai rappresentanti del settore privato”, ha precisato Al-Nasser all’IPS.

L’incontro di Doha fa seguito alla prima conferenza internazionale Ffd tenutasi a Monterrey, Messico, nel marzo 2002.

Il sottosegretario generale dell’ONU per gli affari economici e sociali Sha Zukang spiega che il Consenso di Monterrey del 2002 aveva rappresentato un ritorno al multilateralismo come responsabilità comune sia dei paesi sviluppati che di quelli in via di sviluppo.

“I paesi in via di sviluppo si erano impegnati a migliorare la propria gestione macroeconomica, mentre i paesi sviluppati avevano promesso di aumentare gli aiuti, alleviare il fardello del debito, e garantire un’economia globale di sostegno agli investimenti e alla crescita”, ha ricordato.

Ma, secondo un funzionario dell’ONU, quasi tutte quelle promesse sono rimaste disattese. “C’è un enorme gap tra le promesse e il loro adempimento”, ha detto all’IPS.

Zukang ha spiegato che l’attuale crisi finanziaria mette il luce il fallimento della comunità internazionale nel fronteggiare adeguatamente problemi sistemici.

La conferenza Ffd, osserva, sarà “l’opportunità per mandare un segnale chiaro sull’urgenza di affrontare queste tematiche garantendo misure “anti-cicliche” e di altro tipo per limitare le conseguenze dell’attuale caos finanziario”.

Intanto, il Qatar sta srotolando il tappeto rosso per tutti i partecipanti che saranno ospiti dell’emirato.

La dichiarazione finale della conferenza (29 nov-2 dic) coprirà diversi temi relativi all’attuale crisi finanziaria, come la mobilitazione di risorse nazionali e internazionali per lo sviluppo, commercio internazionale, aumento degli aiuti pubblici allo sviluppo, e nuove fonti di finanziamenti per lo sviluppo.

Un ambasciatore asiatico che sta seguendo da vicino i negoziati ha spiegato all’IPS che visto che il meeting Ffd non sarà una conferenza di donatori, non si aspetta nessun impegno finanziario concreto da Doha.

Ma l’Emiro del Qatar, lo sceicco Hamad bin Khalifa al-Thani, potrebbe riservare qualche sorpresa, ha aggiunto.

Nel secondo Summit Sud-Sud di Doha di tre anni fa, l’Emiro aveva proposto la creazione di uno speciale fondo del Sud per lo sviluppo e gli affari umanitari, ora chiamato Fondo di Doha, con un contributo iniziale di 20 milioni di dollari.

Anche Cina e India hanno contribuito al Fondo, che ha ottenuto l’approvazione e il sostegno finale dal Gruppo dei 77, ora formato da 130 paesi, e dalla Cina.

Secondo l’ambasciatore Al-Nasser, il Fondo dovrebbe sostenere la cooperazione Sud-Sud e “fornire strumenti affinché chi è in una posizione migliore nel mondo in via di sviluppo possa aiutare i meno fortunati”.

Alla domanda su quale ruolo avrà il Qatar nei lavori per raggiungere il consenso sul documento finale, Al-Nasser ha risposto che il suo paese occupa un posto speciale, in quanto paese ospite.

“Ma alle Nazioni Unite, ogni paese ha la stessa voce in capitolo, soprattutto nel processo di negoziazione in vista dell’esito di una conferenza così importante”, ha osservato.

“Tuttavia, abbiamo senz’altro tentato di mostrare il nostro interesse a cementare la solidarietà tra i paesi in via di sviluppo attraverso la cooperazione economica sud-sud”, ha aggiunto.

Per sostenere questo sforzo, il Qatar ha promosso un summit con i paesi latinoamericani. E si è concentrato su diversi temi chiave, come politica energetica, cambiamento climatico e biodiversità.

“Stiamo quindi lavorando nell’ambito della normale struttura negoziale per assicurare che questi temi ricevano la dovuta considerazione nei dibattiti della conferenza e nel delineare il documento finale”, ha dichiarato Al-Nasser.