TAMPA, Florida, 11 settembre 2001 (IPS) – Quello che è probabilmente il libro più completo ed istruttivo sull’approvazione da parte dell’amministrazione Bush dell’uso della tortura e delle “extraordinary renditions” – i trasferimenti illegali di presunti terroristi verso paesi terzi continua ad occupare i primi posti delle classifiche dei bestseller.
Pubblicato per la prima volta a luglio, “The Dark Side: The Inside Story of How the War on Terror Turned into a War on American Ideals” (“Il lato oscuro: la vera storia di come la guerra al terrore si è trasformata in una guerra agli ideali americani”) (Doubleday) di Jane Mayer, è ancora nella top ten del New York Times dei libri più venduti nel 2008.
Nel suo libro, Mayer, giornalista della rivista The New Yorker, spiega nei dettagli come alcuni alti funzionari dell’amministrazione Bush, in particolare nell’ufficio del vicepresidente Dick Cheney, abbiano sfruttato la paura e la paranoia che ha scosso il paese dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, per lanciare una “guerra di trincea ideologica” ed adottare “una politica di deliberata crudeltà, impensabile prima dell’11 settembre”.
Pur avendo sostenuto l’intera strategia, Bush è stato quasi un attore di secondo piano, commenta Mayer. “Il presidente Bush non è il tipo da interessarsi ai dettagli più sottili. Li ha lasciati ad altri, nella formazione delle commissioni militari, così come in altri settori”, ha dichiarato la scrittrice all’IPS.
A quanto pare, i due funzionari dell’amministrazione che con le loro decisioni, prese dopo l’11/9, sarebbero i principali responsabili per aver ridotto “…a brandelli la reputazione [degli Stati Uniti] come paladino della democrazia e dei diritti umani”, nelle parole di Mayer, sarebbero Cheney e il suo capo di stato maggiore David Addington, al quale, come osserva Mayer, il vicepresidente si è molto affidato per le consulenze legali nel perseguire la “guerra al terrore”.
Lo scorso giugno, Addington è stato citato in giudizio per testimoniare di fronte alla House Judiciary Committee, la “Commissione giustizia” – insieme all’ex procuratore del dipartimento di giustizia John Yoo – sul trattamento dei detenuti, le tecniche di interrogatorio e i limiti dell’autorità esecutiva.
Mayer, che si trovava nell’aula al momento della testimonianza di Addington, ricorda “…sono rimasta sbalordita dal suo totale disprezzo sia per la Commissione che lo interrogava, sia per la stampa che era lì presente”.
“Evidentemente avrà pensato che la superbia lo avrebbe aiutato a dichiarare vittoria, e questo è un altro esempio del suo scarsissimo fiuto politico…Credo che al momento sia una forzatura pensare che vi sia la volontà politica necessaria per perseguire i vertici dell’amministrazione come Addington, che potrebbero semplicemente dichiarare che stavano solo facendo ciò che ritenevano necessario per proteggere il paese”.
Quanto a Cheney, scrive Mayer in The Dark Side, “il vicepresidente ha vissuto in un tale stato di ansia dopo gli attacchi dell’11/9, che “…si è lasciato trasportare in un corteo di auto blindate che cambiava percorso per evitare possibili attacchi. Sul sedile posteriore dietro Cheney, una borsa da viaggio equipaggiata con maschera antigas e kit di sopravvivenza biochimico”.
Mayer ha chiesto più volte di intervistare Addington e Cheney, ma le è stato negato. Una dichiarazione della CIA circa la condotta dei suoi agenti nell’interrogatorio di presunti terroristi è riportata nell’ultima pagina di The Dark Side.
La scrittrice è riuscita però ad intervistare centinaia di fonti interne ed esterne alla Casa Bianca, così come fonti della Croce Rossa, tracciando un quadro tetro degli interrogatori e degli abusi dei prigionieri in Iraq, a Guantanamo Bay e altrove.
Il volume parla dell’impiego di presunte forme di tortura adottate dai membri di un programma militare americano poco noto, il SERE (Sopravvivenza, evasione, resistenza e fuga). Esamina poi il reclutamento da parte della CIA di psicologi di dubbie capacità e dubbia morale, che avrebbero incoraggiato l’uso di tecniche di interrogatorio create decenni fa, piuttosto ironicamente proprio dal KGB, la polizia segreta dell’ex Unione sovietica, e sottolinea come in sostanza nessuna informazione sia mai emersa da tali interrogatori.
Mayer parla poi delle renditions, il trasferimento di presunti terroristi da parte delle autorità americane, in particolare la CIA, verso paesi noti per l’utilizzo di tecniche durissime di interrogatorio e di tortura. Alla domanda se a suo parere le renditions vengano ancora praticate dagli agenti governativi statunitensi, anche se questa pratica è ormai stata rivelata dai media di tutto il mondo, Mayer ha risposto all’IPS: “Dopo la cattiva pubblicità intorno a questi fatti, è probabile che si operino maggiori sforzi per evitare che (le agenzie governative Usa) ‘trasferiscano’ persone sospettate ingiustamente, o le trasferiscano per sottoporle a tortura, illegalmente, ma il programma esiste in un qualche regno segreto dove è difficile da individuare”.
Tra i tanti episodi inquietanti descritti nel libro, l’ultima notte di Manadel al-Jamadi.
Al-Jamadi era un iracheno, sospettato e fermato fuori Baghdad verso le quattro di notte ora locale, il 4 novembre del 2003. “Un’ora dopo, era morto. Un’autopsia effettuata dai patologi dell’esercito ha diagnosticato la morte per omicidio”, scrive Mayer.
Prosegue poi riferendo che “Jamadi è stato prima portato in una base militare per essere interrogato, e qui i funzionari della SEAL (l’unità delle forze speciali navali Usa) lo hanno preso a pugni, a calci e colpito con la pistola per una ventina di minuti”. Jamadi è stato poi interrogato da alcuni agenti della CIA presso il carcere di Abu Ghraib, dove è stato appeso per i polsi e poi ucciso.
Otto soldati di una squadra della SEAL hanno subito sanzioni amministrative per gli abusi commessi contro al-Jamadi e altri prigionieri, ma contro Mark Swanner, l’uomo della CIA a capo degli interrogatori, non è stata mossa nessuna accusa.
“Spero che ai lettori (di The Dark Side) resterà dentro una sensazione vivida di quanto l’amministrazione Bush si sia allontanata dai valori americani, decidendo di mettere da parte il rispetto della legge, nel suo approccio verso la guerra al terrore”, osserva Mayer. “Ci sono stati altri sbandamenti in passato, ma come mi ha detto Arthur Schlesinger Jr., il defunto storico presidenziale, ‘Niente (al mondo) aveva mai ferito tanto l’America”.