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POLITICA: L’ombra del Kossovo sulla crisi in Ossezia del Sud

WASHINGTON, 21 AGOSTO (IPS) – Le ostilità tra Georgia e Russia tendono lentamente a placarsi dopo
la firma di un accordo per il cessate il fuoco, ma restano ancora
aperti gli interrogativi sul ruolo degli stati Uniti nell’inizio del
conflitto e sulla posizione che assumeranno mentre ci si avvia a una
soluzione.

Risale a dieci giorni fa lo scoppio di una guerra su vasta scala tra le forze russe e georgiane per il controllo della regione separatista georgiana dell’Ossezia del Sud.

Quale sia stato il ruolo degli USA all’inizio del conflitto, il 7 agosto, è poco chiaro, ma un articolo del Washington Post di questa settimana ha rivelato che Matthew Bryza, sottosegretario di Stato e inviato speciale degli USA nel Caucaso, era già a conoscenza delle operazioni militari georgiane prima del loro inizio.

In una conferenza stampa svoltasi martedì a Washington, in linea con la posizione georgiana, Bryza ha affermato che i movimenti militari georgiani sono stati una reazione agli attacchi dei separatisti osseti e alle manovre russe nell’Ossezia del Sud.

“Chi ha sparato per primo?”, ha detto Bryza al Centro per la Stampa Estera. “Non so se avremo mai una risposta a questa domanda”, ha commentato prima di definire “irrilevante” la questione, perché “la Russia ha dato vita a un’escalation così brutale da far rivoltare tutta la comunità internazionale”.

Mosca ha negato la ricostruzione dei fatti fornita da Georgia e USA, ma non ha dato al Washington Post una sua cronologia dei movimenti militari russi.

Parlando in un forum del Consiglio Atlantico per gli Stati Uniti, l’ex segretario di stato per gli affari politici, R. Nicholas Burns, ha attribuito alla Russia tutta la responsabilità del conflitto e ha dichiarato che le incursioni russe sono la piega “più deludente” presa dalla Russia dopo la caduta del Muro di Berlino.

Burns, attenendosi alla linea sostenuta con forza dal rappresentante statunitense presso le Nazioni Unite Zalmay Khalizad la scorsa settimana – e fermamente negata dal rappresentante russo – ha affermato che le azioni russe sono una reazione all’aumento di libertà e democrazia in Europa dopo la fine della Guerra Fredda.

“La Russia le ha messe a rischio”, ha affermato Burns.

Burns ha anche risposto alle critiche di chi afferma che il sostegno incondizionato degli USA alla Georgia possa aver incoraggiato il presidente Mikheil Saakashvili a compiere un passo falso intervenendo militarmente nell’Ossezia del Sud, un provincia generalmente filorussa che reclama l’indipendenza dai primi anni Novanta.

Secondo l’ex segretario di stato, si tratta di accuse senza fondamento: “puntare il dito” contro la Georgia e gli USA è un errore, e l’unica responsabile del conflitto è la Russia.

“Non si può addossare agli USA la responsabilità di quanto accade in Georgia”, ha ribadito Burns all’IPS dopo la conferenza del Consiglio Atlantico”. “La responsabilità è solamente russa”.

Paul Saunders, direttore esecutivo del Nixon Centre ed esperto di Russia e di relazioni USA-Russia, ha riferito all’IPS di non essere sorpreso dal fatto che USA e Georgia neghino le proprie responsabilità.

“Burns è una persona che, in veste di sottosegretario di stato fino a poco tempo fa, ha contribuito a elaborare la politica statunitense nei confronti della Georgia”, ha affermato, “e quindi è inverosimile che trovi dei difetti proprio in quelle politiche”.

Quanto al fatto che gli USA abbiano preso le parti della Georgia, un alleato democratico filooccidentale, contro l’Ossezia del Sud e i suoi sostenitori russi, Burns ha affermato che gli USA non dovrebbero assumersi il ruolo di decidere i confini dei paesi europei.

“Non spetta a noi ridisegnare i confini dell’Europa”, ha detto Burns di fronte a una vasta platea durante la conferenza del Consiglio Atlantico.

Interpellato più tardi dall’IPS per sapere se il commento di Burns rispecchiasse la posizione USA, Bryza ha detto di non sapere esattamente di cosa stesse parlando Burns. Tuttavia, Bryza ha confermato nell’insieme le posizioni espresse da Burns, ritenendole adeguate al caso eccezionale del conflitto georgiano.

“Non possiamo permettere che la situazione attuale tracci nuovi confini in Europa e impedisca che un governo democraticamente eletto entri nella NATO, se vuole”, ha dichiarato all’IPS.

Molti commentatori hanno sottolineato come le ambizioni russe di realizzare l’indipendenza per l’Ossezia del Sud e per un’altra regione separatista filorussa, l’Abkhazia, siano state enormemente rafforzate dal sostegno statunitense all’indipendenza del Kossovo, che la Serbia considera ancora parte del suo territorio.

Molti funzionari USA e i loro difensori hanno negato con forza che il sostegno statunitense al Kossovo – arrivato rapidamente dopo la dichiarazione di indipendenza – abbia creato un precedente legittimo per cui la Russia può sostenere l’indipendenza delle regioni separatiste georgiane.

Dopo la conferenza, Burns ha detto all’IPS che l’indipendenza kossovara e quella di Ossezia del Sud e Abkhazia sono “fondamentalmente diverse”.

“Avevamo tutte le ragioni di sostenere il diritto all’indipendenza del Kossovo”, ha dichiarato Burns all’IPS, spiegando che la differenza fondamentale era il controllo dell’ONU sulla Serbia dopo la guerra di fine anni Novanta, scatenata da quello che Burns ha definito “brutale attacco” del leader serbo Slobodan Milosevic contro il Kossovo.

Per alcuni commentatori, tuttavia, quando sei mesi fa il Kossovo ha dichiarato l’indipendenza, gli USA avrebbero dovuto capire che il problema di costituire un precedente internazionale non si limita semplicemente al fatto di dichiararlo tale o meno.

“[Gli USA] hanno fatto di tutto per sostenere l’indipendenza del Kossovo, senza che costituisse un precedente”, ha detto Saunders all’IPS. “Quello che l’amministrazione non capisce è che agli occhi di tutti è apparso come un precedente”.

“Non spetta a noi decidere come devono reagire gli altri a quello che facciamo”, ha aggiunto. “Sono gli altri a decidere”.

In attesa di una risoluzione finale del conflitto, Bryza ha detto che gli attori principali restano Russia e Georgia in quanto governi democraticamente eletti, di cui gli USA riconoscono la piena legittimità.

“Noi appoggiamo l’integrità territoriale della Georgia”, ha detto Bryza. “Ciò significa che i leader dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud non hanno gli stessi fondamenti legali dei leader democraticamente eletti di Georgia e Russia.

Ossezia del Sud e Abkhazia, non essendo indipendenti, non hanno un governi de iure riconosciuti a livello internazionale. Tuttavia, entrambe le regioni hanno governi e leader di fatto che agiscono in modo indipendente.

Inoltre, poiché gli USA citano continuamente lo status democratico della Georgia come forte ragione per sostenerla, molti restano incuriositi dal fatto che non si parli mai del referendum del 2006 nell’Ossezia del Sud, in cui la popolazione si è espressa all’unanimità per l’indipendenza. Indipendentemente dal fatto che siano democraticamente eletti in base agli standard internazionali o meno, i leader della regione separatista di certo rappresentano legittimamente questa posizione.

Se chiedete alla popolazione delle due regioni dove vogliono vivere [se indipendenti o sotto lo stato georgiano], è palese che la leadership ne rappresenti la posizione”, ha affermato Saunders.

Ma se gli USA continuano a ignorare la realtà, la posizione internazionale degli Stati Uniti come fautori di democrazia e autodeterminazione potrebbe ulteriormente attenuarsi.

“Il mondo si chiede per quale motivo assumiamo queste posizioni”, dice Saunders. “E diventa molto più difficile sostenere che è una questione di principio”.