TOYAKO, Giappone, 11 luglio 2008 (IPS) – Mentre i paesi più industrializzati del mondo hanno espresso soddisfazione sulle tre giornate di incontri al vertice terminate mercoledì, le organizzazioni non governative, dopo un’iniziale e moderata approvazione, si sono dette profondamente deluse per l’esito del summit.
“Il vertice (a Tokayo, nell’isola settentrionale giapponese di Okkaido) è stato un ulteriore tradimento verso i poveri e i cittadini dei paesi del G8”, ha detto all’IPS Kumi Naidoo, co-presidente dell’alleanza Global Call to Action against Poverty (GCAP).
”L’esito finale dimostra una scarsa comprensione del cuore dei problemi che causano fame e disperazione in molti paesi. Ci auguriamo che i cittadini di questi otto paesi (Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Russia, Giappone, Canada e Stati Uniti) facciano più pressioni sui loro leader, che sono scollegati dal mondo reale”, ha detto Naidoo.
“Il G8 si trastulla mentre il pianeta brucia”, ha aggiunto il co-presidente di GCAP.
I rappresentanti GCAP dei dieci paesi presenti come osservatori al G8, riferisce Naidoo, sono profondamente preoccupati di quanto il G8 sia lontano dalla realtà sui nodi cruciali per mettere fine alla povertà.
La GCAP è un’alleanza di sindacati, gruppi comunitari, gruppi religiosi, organizzazioni di donne e di giovani, Ong e altri attivisti che collaborano in oltre 100 paesi, per chiedere che i leader mondiali si mobilitino per onorare la loro promessa di mettere fine alla povertà e alle ineguaglianze.
“La mancanza di un qualsiasi dibattito realistico sui biocarburanti in relazione alla crisi dei prezzi alimentari è deprecabile. I riferimenti a salute, acqua, educazione, non sono purtroppo sostenuti da risorse adeguate e da impegni puntuali”, ha proseguito Naidoo.
Mentre il Gruppo degli Otto “fa promesse vuote sugli MDG”, i loro impegni suggeriscono che anche questi obiettivi minimi rischiano seriamente di fallire per il 2015, ha detto Naidoo.
Il G8 ha dichiarato in un documento su “Sviluppo e Africa”, che “nonostante i progressi raggiunti, molte sfide restano aperte. Ribadiamo il nostro impegno verso questi obiettivi, rinnovando i nostri sforzi e rafforzando la nostra partnership con i paesi in via di sviluppo, oltre ad incoraggiare i loro sforzi, secondo una responsabilità reciproca”.
Minar Pimple, direttore per l’Asia della Campagna del millennio dell’Onu, ha commentato: “Ribadire l’impegno verso gli MDG è un segnale positivo in vista dell’incontro di alto livello sugli MDG previsto per settembre, ma le risorse finanziarie messe a disposizione sono insufficienti rispetto agli obiettivi da raggiungere entro il 2015”.
Secondo la GCAP, il documento finale del G8 di quest’anno non fa altro che ribadire quasi tutti gli impegni già presi in precedenza dal gruppo, “ma la situazione mondiale è peggiorata dopo il 2005”.
L’aumento del 30-45 per cento dei prezzi alimentari ha avuto effetti devastanti, soprattutto sulle donne e i bambini che devono sopravvivere con meno di un dollaro al giorno, osserva la GCAP; oltre ai milioni di persone che vengono trascinate nella povertà, avverte.
”Il Giappone non è stato in grado di assumere la leadership che ci aspettavamo in quanto ospite del summit”; ha detto il rappresentante di GCAP Giappone Tatsuo Hayashi. “I cittadini giapponesi si aspettavano più iniziativa per mettere fine alla povertà, perciò anche loro resteranno delusi”.
Queste osservazioni contrastano nettamente con gli elogi che il primo ministro giapponese Yasuo Fukuda ha ricevuto questa settimana dai partecipanti al summit, per la sua “leadership, il suo impegno e i fermi propositi”, nelle parole di uno dei presenti.
In un’altra analisi sui documenti della conferenza, la GCAP valuta positivamente i 10 miliardi di dollari promessi dal G8 a partire da gennaio 2008 per contrastare la crisi globale dei prezzi, ma dice che “è ancora una prima risposta, e non affronta le cause strutturali sul lungo periodo”.
“La promozione da parte del G8 dello ‘sviluppo di mercati agricoli e alimentari aperti ed efficienti’ ha negato ai poveri l’opportunità di sfamarsi oggi. Il cibo viene considerato pura merce”, commenta Joseph Ssuuna dell’Associazione PELUM in Uganda, membro della GCAP.
“Sembra che il G8 stia premendo per una rapida risoluzione dei negoziati commerciali, che secondo noi sarebbero devastanti – meglio nessun accordo che un cattivo accordo”, ha detto Charles Abani di GCAP Africa.
“Tragicamente, lo sviluppo guidato dal mercato, tra le cause principali dell’attuale crisi alimentare, sembra essere la soluzione proposta dagli attuali leader del G8. È sconvolgente”, ha affermato Dian Kartika di GCAP Indonesia.
In risposta alla dichiarazione dei leader del G8 sul forum sulla Sicurezza alimentare globale di martedì, il leader contadino di “Via Campesina” Yoshitaka Mashima ha osservato: “Non capiamo perché i leader del G8 pretendano di risolvere la crisi alimentare intensificando il libero commercio, quando sono proprio la liberalizzazione dell’agricoltura e dei mercati alimentari che continuano a portarci nella crisi attuale”.
”La gente ha bisogno di consumare i prodotti locali per proteggersi dall’instabilità dei mercati mondiali. Non vogliamo cibo importato”, ha detto Mashima all’IPS.
In conferenza stampa mercoledì, il leader degli agricoltori ha dichiarato che i governi del G8 starebbero usando scorrettamente l’attuale crisi del cibo e del clima per promuovere i loro piani di libero scambio che servono alle grandi imprese, non ai produttori agricoli né ai consumatori.
La dichiarazione dei leader del G8 insiste sul ridare vita agli agonizzanti negoziati del WTO, impedendo ai diversi paesi di regolare le esportazioni alimentari.
”I piccoli agricoltori di tutto il mondo, uomini e donne, hanno sperimentato gli effetti devastanti delle liberalizzazioni e delle politiche del WTO sulla produzione alimentare locale”, si legge nella dichiarazione degli agricoltori. “Difendiamo il diritto delle nazioni di tutelare i propri mercati nazionali, di sostenere un’agricoltura familiare sostenibile, e di commercializzare i prodotti alimentari negli stessi paesi in cui vengono prodotti”.
Si dice poi che i leader del G8 non avrebbero affrontato le due cause principali dell’attuale crisi dei prezzi delle derrate: la speculazione del grande commercio e delle multinazionali, e lo sviluppo dei biocarburanti come nuova fonte di energia.
“È importante ricordare che queste cause alla radice della crisi alimentare sono una conseguenza delle politiche neoliberiste promosse dai governi del G8, dal WTO, dalla Banca mondiale e da altre istituzioni”, ha detto Mashima.
Gli agricoltori sottolineano che il G8 avrebbe addirittura promosso esplicitamente gli organismi geneticamente modificati (OGM) come una soluzione alla crisi. In questo modo, dicono, i paesi del G8 dimenticano che lo sviluppo dell’agricoltura industriale – con l’uso delle sementi OGM, di grandi quantità di pesticidi chimici, fertilizzanti e le monocolture – ha lasciato milioni di agricoltori indebitati.
La dichiarazione esprime poi dubbi sull’affermazione del G8 che esorta a “promuovere un’agricoltura di piccoli proprietari”. Si chiede Mishima: “In che modo le nazioni più ricche del mondo potranno aiutare i piccoli agricoltori, se non permettono loro neanche di entrare nei paesi dove hanno sede i loro incontri?”
Diciannove agricoltori coreani di Via Campesina sono stati espulsi dall’aeroporto di Hokkaido il 5 luglio, dopo essere stati trattenuti per 48 ore perché avrebbero potuto intralciare gli incontri ufficiali.
Secondo Mashima, sono i contadini e i piccoli produttori agricoli a produrre oggi il grosso della produzione alimentare mondiale, e se loro non verranno ascoltati sarà impossibile trovare una soluzione alla crisi attuale.