JOHANNESBURG, 8 giugno 2007 (IPS) – Per migliorare realmente le condizioni di vita in Africa, bisogna fare progressi significativi sia nell’ambito del cambiamento climatico che nella lotta alla povertà, dicono gli attivisti, riferendosi ai due temi cruciali sul tavolo del G8 di Heiligendamm, in Germania.
“Se la minaccia del cambiamento climatico non verrà eliminata, rischierà di annullare tutti gli sforzi per aiutare i poveri”, ha detto Ciara O’Sullivan, responsabile media della Global Call to Action Against Poverty – una coalizione internazionale che riunisce diverse organizzazioni civili di oltre 100 paesi.
Il G8 comprende le nazioni più industrializzate nel mondo: Gran Bretagna, Canada, Francia, Italia, Giappone, Russia e Stati Uniti – e Germania, che quest’anno ospita il vertice in quanto paese di turno alla presidenza annuale del gruppo. L’incontro dei leader degli otto paesi si è aperto mercoledì nella cittadina di Heiligendamm, protetta da imponenti misure di sicurezza per tenere lontane le migliaia di dimostranti arrivati nella vicina Rostock per avanzare le loro richieste.
Fra gli obiettivi del G8 tedesco, c'era quello di portare avanti la stesura di un trattato che sostituisca il Protocollo di Kyoto della Convenzione quadro delle Nazioni Unite del 1992 sui cambiamenti climatici, che scadrà nel 2012. Il protocollo del 1997 chiede alle principali nazioni industrializzate di ridurre le loro emissioni di gas serra – responsabili del riscaldamento globale – del cinque per cento rispetto ai livelli del 1990, entro il 2012.
Secondo le proposte post-Kyoto avanzate dalla Germania, le emissioni dovrebbero essere ulteriormente ridotte – fino al 50 per cento in meno rispetto ai livelli del 1990, entro il 2050 -mentre l’efficienza energetica dovrebbe migliorare del 20 per cento entro il 2020.
Ma queste proposte hanno incontrato le resistenze degli Stati Uniti, principale responsabile delle emissioni di gas serra nel mondo. La settimana scorsa, il presidente George W. Bush aveva proposto in alternativa un negoziato al di fuori delle Nazioni Unite tra i 15 paesi maggiori responsabili delle emissioni, per frenare le emissioni sul lungo periodo – ma senza definire obiettivi specifici.
Mentre l’ex presidente Bill Clinton aveva firmato il Protocollo di Kyoto, Bush ha abbandonato il trattato per il timore che possa compromettere l’economia Usa, alimentata dai combustibili fossili che bruciando rilasciano gas serra nell’atmosfera. Bush ha a lungo sostenuto di voler mantenere impegni 'volontari' per la riduzione dei gas serra, nonostante le diffuse richieste di limiti obbligatori.
”Al G8 stiamo chiedendo di effettuare il più presto possibile tagli consistenti nelle emissioni, del 30 per cento entro il 2020 e del 50 per cento entro il 2050”, ha detto Annie Sugrue, coordinatrice per l’Africa meridionale di Citizens United for Renewable Energy and Sustainability, un gruppo di lobbying di Johannesburg.
Se non si affronterà la questione del cambiamento climatico, potrebbero esserci conseguenze gravissime per l’Africa.
Un rapporto pubblicato ad aprile dalla Commissione intergovernativa sul cambiamento climatico (IPCC), “Cambiamento climatico 2007: Impatti, adattamento e vulnerabilità”, prevede che fino a 250 milioni di persone nel continente avranno problemi di accesso all’acqua entro il 2020, a causa del cambiamento climatico. Nello stesso periodo, la produzione agricola potrebbe in alcuni casi arrivare a dimezzarsi.
Tra gli altri possibili effetti, l’aumento del livello dei mari verso la fine del secolo provocherà vittime nelle aree costiere densamente popolate. Il primo ministro britannico Tony Blair, presente nel vertice G8 per l’ultima volta prima della scadenza del suo mandato, il 27 giugno, in un incontro all’Università del Sud Africa ha detto che il cambiamento climatico potrebbe anche inasprire la diffusione di malattie.
”Più di 110 milioni di persone in Africa vivono in regioni soggette alle epidemie di malaria, ha osservato. Lievi cambiamenti nelle piogge e nelle temperature, potrebbero aumentare questo dato fino a 80 milioni entro la fine di questo secolo”.
Blair si trovava in Sud Africa per la sua ultima visita ufficiale nel continente.
”La decisione del cancelliere Merkel di includere il cambiamento climatico nell’agenda del suo vertice G8 ci offre l’opportunità di dare un nuovo slancio alla ricerca di una soluzione globale”, aveva commentato.
Il premier uscente ha poi indicato che userà il vertice per sollecitare i partner del G8 ad adempiere alle promesse di aiuti fatte a Gleneagles, Scozia, nel 2005, dove i leader avevano concordato di alleviare il debito, aumentando gli aiuti al mondo in via di sviluppo di 50 miliardi di dollari all’anno entro il 2010 – di cui 25 miliardi stanziati per l’Africa – e di finanziare le cure per l’Hiv/Aids e l’educazione primaria.
In Sud Africa, Blair ha anche dichiarato che sono stati cancella 38 miliardi di dollari di debito per 18 paesi africani: “Lo Zambia ha usato il provvedimento per abolire le tariffe sanitarie agli utenti, consentendo a decine di migliaia di persone l’accesso a cure sanitarie gratuite”.
“Ci sono stati poi dei progressi verso l’accesso universale ai farmaci per l’Aids, ed è aumentato di 10 volte l’accesso ai farmaci antiretrovirali nell’Africa sub-sahariana, di cui adesso usufruisce più di un milione di persone – il 23 per cento delle persone che hanno bisogno di cure. Nel 2005, sono state salvate in questo modo più di 250.000 vite”.
Tuttavia, ha dichiarato l’agenzia globale di aiuti Oxfam, “…gli ultimi dati dell’OCSE mostrano che nel 2006 gli aiuti all’Africa sono cambiati drasticamente, e gli aiuti nell’insieme sono di fatto diminuiti”.
La Germania ha annunciato la scorsa settimana che aumenterà gli aiuti allo sviluppo di circa quattro miliardi di dollari tra il 2008 e il 2111, mentre Bush ha promesso di raddoppiare la spesa Usa negli sforzi per fronteggiare l’Hiv/Aids a 30 miliardi di dollari entro i prossimi cinque anni.
Pur apprezzando queste promesse, Oxfam ha osservato che l’aumento degli aiuti tedeschi non permetterà al paese di adempiere alla promessa fatta a Gleneagles, di aumentare gli aiuti dello 0,51 per cento del prodotto interno lordo (PIL) entro il 2010.
”In base ai dati dell’OCSE, Oxfam ha calcolato che il governo tedesco dovrebbe trovare circa 1,5 miliardi di euro (due miliardi di dollari) ogni anno, tra oggi e il 2010, per raggiungere questo obiettivo – ossia due volte la somma annunciata”, ha dichiarato l’agenzia il 1 giugno.
Gli interessi del mondo in via di sviluppo verranno ulteriormente evidenziati nel vertice, per la presenza dei leader di Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa – i cinque mercati emergenti più forti – e di altri Stati in via di sviluppo.
La crescita di questi cinque paesi li sta portando rapidamente ad essere inclusi nei dibattiti sui tagli alle emissioni dei gas serra.