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INDIA: Lo sviluppo viene in vacanza

BERLINO, 13 marzo 2007 (IPS) – Il turismo sta diventando un’importante fonte di sviluppo per l’India: l’anno scorso ha contribuito per circa il sei per cento al prodotto interno lordo (PIL).

E la scorsa settimana il paese asiatico ha dato un forte slancio a questo aspetto della sua crescita partecipando all’International Tourism Exchange (ITB), tenutosi a Berlino, dove ha occupato un posto di primo piano come paese partner ufficiale.

Negli ultimi cinque anni, l’India ha visto aumentare del 76 per cento i propri flussi di turismo inbound, in entrata, ha riferito la ministra della cultura e turismo Ambika Soni alla fiera del turismo. L’anno scorso, ha detto ai giornalisti, l’incontro aveva richiamato in India 4,4 milioni di visitatori.

“Circa 400 milioni di persone hanno viaggiato nel paese lo scorso anno, e ciò corrisponde a quasi la metà della nostra popolazione”.

Il turismo ha contribuito per il 5,9 per cento al PIL nel 2006, e oggi rappresenta l’8,76 per cento dell’occupazione. Negli ultimi tre anni, 41,8 milioni di persone hanno trovato lavoro in campo turistico, molte delle quali per aiutare a mettere su le infrastrutture, ha detto Soni.

C’è moltissimo da fare in questo senso. “C’è un’evidente penuria di competenze disponibili, in particolare nel mercato delle medie imprese”, ha scritto l’esperta Sara Macefield sul giornale ufficiale della fiera, il FVW.

Soni ha spiegato all’IPS che l’India ha intrapreso un “programma estensivo di capacity-building, che comprende gestione alberghiera e istituti di ristorazione”. Sono anche previsti incentivi, ha aggiunto, per gli investimenti esteri diretti.

Il budget del settore prevede nell'immediato circa 100.000 camere, ha detto. “Ci stiamo muovendo verso quella cifra, ma alle volte negli ultimi anni abbiamo visto situazioni in cui i turisti hanno aggirato l’India, per mancanza di sistemazioni più economiche e più accessibili”.

Ma altri investimenti sono in arrivo, sia dalle imprese indiane che da quelle internazionali, per rispondere alla mancanza di alloggi; come ad esempio la catena, a basso costo, dei “Ginger Hotels”.

“Sei sono già in funzione, e altri dieci apriranno entro un anno”, ha detto Soni. “Nei prossimi sei anni avremo 50 hotel di questo tipo, dove una camera costa intorno alle 1000 rupie (21 dollari)”.

Il numero di aeroporti internazionali in India è salito a 13, ma molti non hanno i requisiti standard internazionali richiesti, o adeguati sistemi di controllo del traffico aereo.

Un funzionario della Pacific Asia Travel Association ha segnalato all’IPS che il governo indiano ha aumentato il tetto degli investimenti diretti negli aeroporti dal 74 al 100 per cento, ma l’India ha ancora bisogno di investire miliardi di dollari in infrastrutture aeroportuali per stare al ritmo con la crescita della domanda prevista.

Considerando tali limiti, l’India sta cercando nuovi modi di promuovere il turismo. Tra le nuove tentazioni possibili, il turismo del tè.

“So che in Europa avete molta familiarità con gli incontri per la degustazione del vino. Bene, adesso in India stiamo sperimentando sessioni di degustazione del tè”, ha detto Soni all’IPS. Le case del personale manageriale che vive nei giardini del tè vengono adattate per i turisti che vogliono degustare questa bevanda.

La partecipazione dell’India nelle quattro giornate di fiera del turismo, terminata domenica scorsa, ha ricevuto buone risposte dai tour operator tedeschi. Nel 2006, la Germania ha inviato 130.000 turisti in India, collocandosi al sesto posto dopo Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada, Francia e Sri Lanka.

La campagna nazionale indiana di promozione del turismo “l’incredibile India” sta funzionando, secondo i tour operator. Le compagnie turistiche tedesche hanno constatato un aumento improvviso dell’interesse nei confronti del paese asiatico.

“Questo inverno, è raddoppiato il numero di clienti diretti in India di Dertour, mentre Studiosus ha visto un aumento del 30 per cento, e anche Gebeco ha registrato una crescita a due cifre”, ha riferito Macefield.

Si teme tuttavia che i vantaggi economici dell’India possano comportare anche dei costi 'ecologici'. Ma l’India si sta orientando verso un turismo “ecologicamente sensibile”, ha chiarito Soni. “Siamo consapevoli che l’ecologia deve essere preservata, e l’ambiente protetto”.

Nel turismo d’avventura, come il rafting o il turismo da spiaggia, ha detto, “stiamo molto attenti a controllare che le persone che usufruiscono delle spiagge più belle nella zona meridionale dell’India non danneggino o non sporchino in alcun modo le sponde o i letti dei fiumi”.

Anche il governo sta cercando di tutelare gli interessi della popolazione locale, ha detto.

”Non vogliamo che gli abitanti delle regioni molto frequentate dai turisti subiscano le conseguenze di questo aumento del turismo. Sono problemi a cui dovremo far fronte”.