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AMBIENTE-ARGENTINA: Una città infiammabile

BUENOS AIRES, 19 settembre 2006 (IPS) – Tremila persone vivono avvolte dai fumi delle ciminiere di impianti petroliferi e depositi chimici, tra spazzatura, fango e corsi d'acqua pestilenziali, a 'Villa Inflamable', uno slum lungo le rive del fiume Matanza-Riachuelo, che attraversa il sud di Buenos Aires.

“Quello è il centro di Buenos Aires”, ha detto a Tierramérica María del Carmen Brite, indicando gli alti edifici della città all'orizzonte. “Se questo esplode, esplodiamo tutti”, ha avvertito la donna, che fa parte della Società per lo sviluppo di Villa Inflamable.

L'intero bacino, di 2.240 chilometri quadrati, è inquinato. Dal punto in cui nasce, ad ovest della città, fino al suo sbocco, nel Río de la Plata, l'assenza di sistemi fognari e gli scarichi delle tremila imprese presenti nell'area hanno danneggiato gravemente il fiume. Ma la zona più critica è la parte bassa.

Brite è una delle 144 persone che due anni fa hanno fatto causa per danni ambientali al governo e alle 44 imprese del complesso industriale vicino, il Polo Petroquímico Dock Sud. Il caso è arrivato alla Corte Suprema di Giustizia, che a giugno ha intimato al governo e alle imprese di presentare un piano di risanamento.

Il 5 settembre, in un'udienza pubblica, il segretario per l'ambiente e lo sviluppo sostenibile, Romina Picolotti, ha ammesso che il Dock Sud ospita “una combinazione potenzialmente esplosiva” di impianti industriali, e ha annunciato che gli 11 depositi chimici verranno trasferiti entro un anno.

Ha anche promesso che “una priorità” del piano sarà la popolazione colpita. E che, in attesa dell'attuazione di misure a lungo termine, agli abitanti verranno distribuiti acqua pulita e un integratore dietetico per neutralizzare gli effetti dell'inquinamento.

“Credono che, visto che siamo poveri, siamo anche stupidi”, ha lamentato Brite, una disoccupata che vive grazie al sussidio per donne capo famiglia senza lavoro, di circa 50 dollari al mese.

La 'villa' si trova nella località di Avellaneda, subito oltre il confine meridionale della capitale. Il Riachuelo qui è “una fogna immonda”, ha affermato l'avvocato di Brite, Jorge Iturraspe.

L'acqua è praticamente nera, torbida e oleosa. Le bottiglie di plastica galleggiano incollate tra loro come ninfee e le rive sono colme di rifiuti urbani. “Qui si può trovare di tutto, persino dei cadaveri”, assicura la vicina.

Secondo Picolotti, non ci sono studi epidemiologici che dimostrino la relazione tra l'attività industriale e la salute, anche se ha ammesso che c'è inquinamento.

Esiste solo uno studio dell'Agenzia di Cooperazione Internazionale del Giappone, secondo il quale a Villa Inflamable, il 50 per cento dei bambini dai 7 agli 11 anni avrebbe del piombo nel sangue e, il 10 per cento, cloro nelle urine.

Brite ha 49 anni e nove figli, e vive in questo quartiere dal 1976. Nel 1998, incinta, finì all'ospedale. “Ero tutta gonfia, e hanno dovuto intubarmi”, ha raccontato.

“Secondo me è stato per le pulizie in un deposito dell'impresa chimica Unione Carbide”, la stessa che scoppiò in India nel 1984, provocando ottomila morti.

La figlia Camila, di otto anni, è nata con sofferenza fetale. A cinque anni ha sofferto di morbillo emorragico e ha perso capacità respiratoria. A Villa Inflamable sono morti dodici bambini a causa del virus trasmesso da questa malattia.

Suo figlio Emir, di 10 anni, un giorno di pioggia ha sviluppato un'eruzione cutanea, che il medico ha diagnosticato come “avvelenamento da acido”.

Un altro figlio, Yair, ha trascorso una settimana in ospedale quest'anno per difficoltà respiratorie, ed è stato trasferito al reparto tossicologico. “Ci hanno richiesto delle analisi per individuare toluene, benzene e piombo, ma i reagenti sono molto cari”, ha spiegato Brite.

Lei non ha dubbi che i suoi mali siano di origine ambientale. E ricorda la morte del figlio Rodrigo, alla nascita – presumibilmente per anencefalia – e quella del suo primo nipote, morto improvvisamente.

María Alejandra Sciarreta, anch'essa parte in causa nel processo che ha raggiunto la Corte suprema, ha 34 anni e riceve un sussidio simile a quello di Brite. Tre dei suoi nove figli frequentano una scuola per disabili. Due hanno rilevato la presenza di piombo nel sangue. Uno è stato due volte nell'ospedale Niños de La Plata, dove è entrato per vomito e vertigini. “Adesso ha molti problemi comportamentali a scuola”.

Secondo l'Ufficio nazionale per la difesa dei minori, per Villa Inflamable “non ci sono rimedi possibili”. Si chiede di poter rialloggiare le 800 famiglie residenti, oltre a smantellare il complesso industriale.

Alfredo Alberti vive di fronte a questo slum, nel quartiere di La Boca, dove viene raggiunto dagli odori del Riachuelo e degli impianti chimici.

“È inammissibile che la gente viva esposta a questi livelli di inquinamento. Vogliono trasferirci ad appena 10 isolati da qui, lungo il canale Sarandi, che è la stessa porcheria”, ha commentato.

“Non vogliamo spostarci lì”, ha ribadito Brite, che ha aggiunto: “Qui le nuvole camminano. Le imprese chimiche rilasciano gas e noi preghiamo perché il vento se li porti verso il fiume perché, se la nube si ferma sopra la tua casa, sei fritto”.