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POLITICA-RDC: Disillusione per gli scontri post-elettorali

KINSHASA, 27 agosto 2006 (IPS) – L´esplosione delle ostilità a Kinshasa sembra essersi avviata verso una conclusione mercoledì scorso, quando funzionari delle Nazioni Unite e diplomatici hanno lavorato per riportare la calma nella capitale congolese durante la corsa al secondo turno delle elezioni presidenziali.

Le violenze erano iniziate domenica scorsa, giorno dell´annuncio dei risultati provvisori del primo turno elettorale svoltosi il 30 luglio – quando si erano tenute le prime elezioni multi-partitiche nella Repubblica democratica del Congo (RDC) dopo oltre 40 anni.

Il presidente Joseph Kabila, e il vicepresidente ed ex leader dei ribelli Jean-Pierre Bemba, sono emersi da un gruppo di 33 candidati rispettivamente con il 44,81 per cento e il 20,03 per cento dei voti. Tuttavia, dato che nessuno dei candidati aveva ottenuto più del 50 per cento delle preferenze, sarà necessario un secondo turno elettorale, previsto per il 29 ottobre.

Membri della guardia presidenziale si sono scontrati con le truppe di protezione di Bemba sulle strade di Kinshasa prima che il risultato del primo turno venisse reso noto dalla televisione nazionale – ritardando l´annuncio.

Sembra che il capo della Commissione elettorale indipendente, Apollinaire Malu Malu, sia stato obbligato a recarsi presso gli uffici della stazione televisiva in un veicolo blindato fornito dalla Missione delle Nazioni Unite per la Repubblica democratica del Congo (Mission des Nations Unies en République démocratique du Congo, MONUC) per comunicare il risultato del conteggio dei voti.

L´Onu ha dispiegato nella RDC la più imponente forza di pace del mondo per vigilare sulle elezioni e disarmare i miliziani rimasti attivi nel Congo orientale, dopo la fine della più recente guerra civile del paese (1998-2002).

Lunedì sera, scariche di armi pesanti si sono sentite intorno alla residenza di Bemba, anche mentre il candidato stava tenendo un incontro con 14 ambasciatori di paesi membri della Commissione internazionale incaricata di vigilare sulla transizione nella RDC.

Martedì mattina a Kinshasa sono ripresi gli spari, con gli accampamenti di Kabila e di Bemba che si accusavano a vicenda per gli scontri.

Parlando degli scontri intorno alla residenza di Bemba, lunedì, uno dei soldati che sostengono il vicepresidente ha detto all´IPS che membri della guardia presidenziale avevano sparato a bruciapelo su uno degli agenti di Bemba. Emile Muswamba ha riferito che quest´uomo era stato intervistato anche domenica, vicino alla sede della “Congo Canal Télévision”, stazione di proprietà di Bemba.

“L´uomo, legato alla sicurezza di Bemba, aveva lasciato la sua postazione alla ricerca di una sigaretta, e si è trovato faccia a faccia con una pattuglia della guardia presidenziale che ha cercato di disarmarlo. Lui ha sparato per…auto-difesa su uno dei membri della guardia presidenziale, che lo ha immediatamente ucciso”, ha raccontato Muswamba, dichiarando che da quel momento in poi la situazione è peggiorata.

Mentre l´accordo che poneva fine al conflitto del 1998-2002 ha portato i combattenti in un governo di transizione con la divisione dei poteri, Bemba e altri leader degli ex ribelli hanno mantenuto le forze di auto-protezione, e le relazioni tra questi gruppi sono tese.

Altri hanno una visione diversa degli eventi di lunedì, e puntano l´indice verso le truppe di Bemba.

“Hanno sparato sul Palazzo della Nazione (Palais de la Nation), l´edificio dove lavora il capo di stato, e catturato due…membri della guardia (presidenziale) prima di ritirarsi verso la residenza di Jean-Pierre Bemba. Questo spiega perché lunedì sera, come reazione, la Guardia repubblicana abbia assediato la residenza di Jean-Pierre Bemba”, ha dichiarato il giornalista Lubunga bya Ombe.

Fino a mercoledì non era stato riportato un bilancio ufficiale delle vittime, malgrado secondo alcuni fossero oltre una dozzina – e secondo altri arrivassero a circa 30.

Sia Kabila che Bemba sono ora d´accordo sulla decisione di fermare le loro truppe. Secondo quanto riportato, con un cessate il fuoco, i candidati consentirebbero che le zone di Kinshasa precedentemente sotto il loro controllo venissero sorvegliate dalla polizia nazionale. Pare che rappresentanti di Kabila e Bemba, il MONUC, una forza europea in Congo per aiutare a mantenere la stabilità durante le elezioni, e membri dell´esercito assicureranno alla polizia il controllo in queste aree.

Inoltre, Bemba è stato affidato alla protezione del MONUC, che ha disposto un contingente considerevole intorno alla sua residenza.

Da parte loro, i cittadini congolesi dicono di essere arrabbiati e scoraggiati dagli eventi degli ultimi giorni, soprattutto dopo la relativa calma delle elezioni del 30 luglio.

La speranza era che le votazioni del mese scorso avrebbero portato una pace duratura a questo grande paese dell´Africa centrale, dove decenni di malgoverno e di conflitto sono scaturiti nel dilagare di povertà e degrado. Secondo i dati riportati, circa quattro milioni di persone hanno perso la vita nella guerra del 1998-2002.