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G8: Una nuova generazione di idee

MOSCA, 22 luglio 2006 (IPS) – Non era dopotutto un vertice tanto giovane, il G8 junior al quale il presidente Putin ha partecipato inaspettatamente.

Il presidente russo ha ascoltato le proposte emerse al J8, il vertice dei giovani provenienti dai paesi del G8 (Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Russia e Giappone), tenutosi parallelamente al G8.

Il summit J8, il secondo nel suo genere dopo l’incontro del G8 a Gleneagles, in Scozia, l’anno scorso, si è tenuto lo scorso week-end nella città di Pushkin, alla periferia di San Pietroburgo.

La proposta che sembra aver attratto maggiormente Putin è quella dello stanziamento, da parte delle imprese di tutto il mondo, di una percentuale dei loro profitti da destinare al mondo in via di sviluppo.

L’industria potrebbe essere incoraggiata a farsi concorrenza per donare, ha suggerito al presidente la giovane canadese che si è presentata solo come Christina. “Noi pensiamo che ci sia un programma di concorrenza globale, e che abbiamo bisogno di Olimpiadi dell’industria globale. Tutti competono tra loro, e tutti si appassioneranno nelle Olimpiadi a voler competere e vincere”.

Ciò potrebbe contribuire a finanziare tra l'altro un programma di “apprendimento senza frontiere” per i bambini dei paesi in via di sviluppo, ha aggiunto.

“Saremo molto lieti di analizzare più a fondo la vostra proposta di ‘apprendimento senza frontiere’”, ha risposto Putin. “Vorrei ricordarvi che il G8 ha già elaborato un programma simile, chiamato ‘educazione per tutti’. Dovremmo capire in che misura le vostre idee sono compatibili con ciò che il G8 ha già programmato, ma sono sicuro che c’è qualcosa di nuovo e di interessante che possiamo prendere in considerazione”.

Putin ha detto che l’idea di Olimpiadi dell’industria globale “sembra interessante”.

La sua visita imprevista era proprio ciò di cui i delegati avevano bisogno. Qualcuno cominciava già ad assopirsi, dopo ore di dibattito con il ministro per l’energia e l’industria Viktor Kristenko su temi come la fusione nucleare e gli idrocarburi, secondo i resoconti dei media presenti. Ma si sono “risvegliati” all’arrivo di Putin, che si è presentato in tenuta informale, senza giacca e cravatta.

“Vorremmo presentare la nostra idea su alcune delle sfide poste dalle malattie, e dalla sicurezza energetica, e la tolleranza come nostro contributo alla creazione di un mondo migliore e pacifico, senza droghe”, ha detto il rappresentante giapponese Muneo Saito.

Un altro rappresentante ha parlato dell’importanza dell’informazione nella campagna contro l’Hiv/Aids.

La delegata britannica Sophie Harrison ha illustrato la necessità di un maggiore uso di fonti d’energia alternative, come l’energia solare ed eolica, e quella idroelettrica. Ha detto che molti giovani sostengono anche l’energia nucleare, ma che “i rifiuti nucleari dovrebbero essere gestiti nello stesso paese che li produce, per ridurre i rischi connessi al trasporto”.

La rappresentante italiana Elena della Site ha posto il problema della penuria d’acqua e dell’inquinamento.

Putin ha ascoltato la rappresentante russa Tatyana Ushakova parlare del bisogno di costruire la tolleranza sociale: in Russia si sta diffondendo un crescente sentimento di xenofobia e razzismo, ha sostenuto.

Putin non poteva sorvolare su questo tema: “Credo che possiamo decisamente affermare che la tolleranza sia alla radice dello Stato russo. Se tutti i diversi gruppi che vivono sul territorio russo non fossero riusciti a convivere in modo pacifico, non saremmo riusciti a istituire uno stato centralizzato”.

Finora, razzismo e xenofobia non sono stati contrastati efficacemente. E il paese è anche ben lontano dallo stanziare lo 0,7 per cento del suo prodotto interno lordo (PIL) per gli aiuti allo sviluppo. E visto che il governo russo non sta facendo abbastanza, pochi si aspettano che le imprese russe possano riuscire.

Ma almeno Putin ha incontrato una nuova generazione di idee, e almeno ha detto che è valsa la pena ascoltarli.