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DIRITTI: La guerra al terrore ci consegna nelle mani dei terroristi

JOHANNESBURG, 12 Giugno 2006 (IPS) – La repressione politica e la guerra al terrore saranno probabilmente tra le questioni discusse all’Assemblea mondiale di CIVICUS, della durata di cinque giorni, che partirà il 21 giugno nella città scozzese di Glasgow.

”Parleremo degli attivisti della società civile che si trovano in carcere, riteniamo che ce ne siano diverse centinaia in tutto il mondo. Discuteremo in particolare di 14 di loro”, ha detto all’IPS Kumi Naidoo, segretario generale di CIVICUS.

”Tratteremo inoltre la guerra al terrore e quanto essa stia minacciando lo spazio democratico …La guerra al terrore mina i principi della democrazia, esponendo (le persone) a detenzione e controllo”, ha proseguito.

”La guerra al terrore consegna la gente nelle mani dei terroristi”.

Il presidente americano George Bush ha dichiarato guerra al terrore dopo l’attacco del settembre 2001 a New York e Washington ad opera di membri di al Qaeda. Gruppi per i diritti umani, come Amnesty International, affermano che da allora centinaia di sospetti sono stati arrestati, soprattutto in Asia e Medio Oriente.

All’incontro di Glasgow dovrebbero partecipare 1.200 delegati, di cui circa 200 arriverebbero dall’Africa. Il tema della conferenza è 'Acting Together For A Just World' – lo stesso scelto da CIVICUS per la sua ultima Assemblea mondiale, tenutasi in Botswana nel 2004.

”Dopo il Botswana, il consiglio di amministrazione di CIVICUS ha pensato di mantenere quel tema, sempre attuale”, ha spiegato Naidoo.

Tuttavia, vi è stato un cambiamento nel calendario dell’assemblea, che sarà d'ora in poi annuale, anziché biennale.

CIVICUS è un’organizzazione non governativa (Ong) con sede a Johannesburg, che cerca di garantire ai cittadini il diritto di partecipare agli affari del proprio paese – che sia in ambito politico, economico o culturale. (Il termine latino “civicus” significa “della città” o “della comunità”.)

I rappresentanti dei gruppi della società civile intervistati dall'IPS, si augurano che l’Assemblea mondiale tratti anche temi come Aids, povertà e corruzione.

”La povertà è una minaccia allo sviluppo, e colpisce molti ambiti. Per esempio, in un paese povero… crimine e conflitto sociale si alimentano facilmente”, sostiene Barbara Kalima-Phiri, direttrice del programma per la Southern African Regional Poverty Network con sede a Pretoria.

In Africa, oltre 300 milioni di persone vivono con meno di un dollaro al giorno, ha aggiunto.

Secondo Peter Kagwanja, direttore del Progetto per l’Africa meridionale del Gruppo di crisi internazionale (Southern African Project of the International Crisis Group) – organizzazione con sede a Bruxelles – il problema della sicurezza ha bisogno di attenzione.

”Pace e sicurezza sono prerequisiti per lo sviluppo. Esse costituiscono il presupposto per la rinascita del continente”, ha detto all’IPS.

Attualmente, diversi paesi africani sono nella morsa del conflitto, tra cui Somalia, Sudan, Repubblica democratica del Congo, Costa d’Avorio e Ciad. E in altri vengono gettati i semi per la violenza futura.

”Non ci sono conflitti attivi in Africa meridionale, ma abbiamo casi di malgoverno, come nello Zimbabwe, dove esistono potenziali cause di conflitto”, ha dichiarato Kagwanja.

”L’Angola, uscita dalla guerra, non si è ancora completamente ripresa: è in questione la sua stabilità. Per sostenerla, servono elezioni e democrazia. E serve lo sviluppo…”.

Kagwanja si appella all'aiuto alla società civile per mantenere la pace nell’Africa meridionale.

Tuttavia, Margaret Legum, direttrice della South African New Economics Network, Ong con sede a Città del Capo, raccomanda molta cautela sul potere reale della società civile.

”I gruppi della società civile incoraggiano uguaglianza ed etica sociale, ma per loro è difficile influenzare i governi in quanto finanziariamente deboli rispetto al settore economico”, ha detto all’IPS.

”La cosa che mi deprime di più è che i governi sono impotenti di fronte alle grandi compagnie, che possono muovere il loro denaro in tutto il mondo”, ha osservato Legum. “Tutti i governi temono le grandi imprese, hanno paura che portino via i loro soldi”.

Tuttavia, “I governi dovrebbero essere più coraggiosi, e approvare leggi che impediscano alle grandi compagnie di trasferire il denaro fuori dal paese”, ha aggiunto.

Un momento importante della conferenza di Glasgow sarà la presentazione di una Carta e dei codici di responsabilità per le Ong. Undici Ong, tra cui Oxfam e Transparency International, parteciperanno all’evento.

”Diremo che questi sono gli standard secondo cui la gente dovrebbe giudicarci”, ha dichiarato Naidoo.