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POLITICA-KENYA: Scontro sulla riforma costituzionale

NAIROBI, 14 marzo 2006 (IPS) – Alcuni gruppi politici e attivisti in Kenya hanno dichiarato che presenteranno delle proposte concrete per portare a termine il processo di revisione che doterà l’Africa orientale di una nuova costituzione.

E questo dopo aver rifiutato la nomina, il 24 febbraio, di una commissione presidenziale per avviare la riforma della costituzione, ferma da quando, lo scorso novembre, un referendum popolare aveva bocciato la nuova proposta costituzionale.

Mentre il governo invitava a votare “sì”, alcuni politici dell’opposizione ed ex ministri della coalizione al governo suggerivano di respingere la bozza.

Gli oppositori sostenevano infatti una versione precedente, nota come la “bozza Bomas”, prodotta dai dibattiti nati nel centro culturale “Bomas of Kenya”, vicino alla capitale Nairobi.

Gli incontri si erano tenuti tra il 2003 e il 2004, sotto gli auspici della Conferenza nazionale costituzionale (NCC), che riuniva 600 delegati provenienti da tutto il paese, i quali prendevano le mosse da una bozza preparata nel 2002 dalla “Commissione di revisione della costituzione del Kenya”, che aveva viaggiato per il paese intervistando la popolazione su quale aspetto dovesse avere, secondo loro, la nuova costituzione.

Fra le principali innovazioni della bozza Bomas, il ridimensionamento dell’autorità presidenziale. La bozza prevedeva infatti la carica di un primo ministro con eguali poteri del capo di stato.

La proposta scaturì dalle preferenze dei kenioti che, interrogati dalla commissione, si erano detti contrari ad un capo di stato esecutivo, temendo il ripetersi degli abusi di potere presidenziali che avevano macchiato la storia del paese dopo l’indipendenza.

Sebbene all’inizio si pensasse che il parlamento dovesse decidere se approvare o respingere la bozza Bomas nella sua versione integrale, la versione della costituzione sottoposta al voto popolare fu infine modificata per ripristinare i poteri presidenziali.

Il Partito dell’Alleanza nazionale del Kenya (NAK), braccio della coalizione al governo di cui fa parte il Presidente Mwai Kibaki, era riuscito a far passare una legge (Consensus Act) che permetteva ai legislatori del NAK di modificare la bozza Bomas in favore di una presidenza più forte e di un primo ministro non esecutivo.

Tra i gruppi che stanno cercando una via per riaprire il dibattito sulla costituzione vi sono organizzazioni della società civile e l’Orange Democratic Movement (ODM), che include politici dell’opposizione ed ex ministri del Partito democratico liberale, membro della National Rainbow Coalition. (Durante il referendum dello scorso anno, gli oppositori della nuova costituzione hanno adottato il simbolo dell’arancia, mentre lo schieramento favorevole alla bozza ha usato una banana).

La bozza Bomas, hanno dichiarato, sarà al centro della loro strategia.

“Posso assicurare che una parte sostanziale della nostra proposta sarà basata sulla bozza Bomas”, ha detto all’IPS Mutula Kilonzo, membro dell’ODM.

“Dovremo anche trarre vantaggio dalla conferenza di Bomas che è stata sospesa sine die”. È una buona opportunità che rimane aperta per il paese. Ciò significa che la conferenza di Bomas dovrà essere riaperta”.

Secondo Kilonzo, un comitato di consulenza dell’ODM istituito la settimana scorsa si metterà al lavoro nei prossimi giorni per redigere delle proposte su come procedere nella riforma costituzionale.

Allo stesso tempo, un “Forum multisettoriale” (MSF), che comprende organizzazioni della società civile impegnate nella lotta per la democrazia, i diritti umani e la good governance, sta preparando una conferenza nazionale prevista tra maggio e giugno.

Nell’incontro si discuterà delle scappatoie che hanno permesso al governo di manomettere la bozza di costituzione, mentre la versione presentata dalla NCC esprimerebbe in modo più autentico l’opinione dei kenioti.

“Sarà necessario modificare il Consensus Act, che ha permesso al governo di cambiare la ‘bozza del popolo’”, ha detto Paddy Onyango, direttore esecutivo della Coalizione dei cittadini per il cambiamento costituzionale, tra i principali membri dell’MSF.

“Questa bozza sarà alla base dei nostri negoziati. Non vedo nessun altro documento altrettanto valido sui contenuti”.

Anche altri chiedono al governo di convocare un incontro con l’ODM, organizzazioni della società civile e gruppi religiosi, sperando che la bozza Bomas possa essere usata come base per risolvere le dispute sulla costituzione tra i diversi partiti, e che si possa arrivare ad una bozza finale da presentare al parlamento, o da sottoporre a un secondo referendum.

Il governo dichiara che si impegnerà a dotare il paese di una nuova costituzione.

In occasione della sua nomina all’inizio dell’anno, Martha Karua, nuovo ministro per la giustizia e gli affari costituzionali, ha dichiarato che la nuova costituzione era in cima alle priorità del governo. Ci arriveremo, ha aggiunto, prima delle elezioni generali del 2007.

L’amministrazione di Kibaki, insediatasi nel dicembre 2002, aveva inizialmente promesso al paese una nuova costituzione entro i primi 100 giorni di mandato.