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POLITICA: Cancellare il debito per ricrearlo

WASHINGTON, 18 agosto 2005 (IPS) – Gli attivisti per la cancellazione del debito hanno diffuso di recente un documento secondo cui la Banca Mondiale sta valutando di estendere i prestiti ai paesi ammessi al piano ampiamente propagandato di cancellazione del debito delle nazioni più ricche del mondo, una proposta che si teme farebbe fallire l’obiettivo stesso della cancellazione.

La Banca Mondiale sostiene di non aver avviato alcuna raccomandazione finale, ma che le nazioni povere con risorse limitate continueranno probabilmente ad aver bisogno di prestiti, anche dopo la rateizzazione stabilita dal piano di cancellazione.

Il documento divulgato descrive le opzioni vagliate dai funzionari della Banca Mondiale per la realizzazione del piano di remissione del debito redatto dal Gruppo degli Otto paesi più industrializzati (G8).

La proposta finale sarà formulata dalla Banca Mondiale durante la riunione di settembre.

In una dichiarazione congiunta, la Jubilee Debt Campaign e il Movimento per lo sviluppo mondiale (WDM, World Development Movement), due Ong che hanno reso noto il documento ai giornalisti, hanno denunciato che l’analisi della Banca dimostra che l’istituzione sta esplorando a quali condizioni la restituzione del debito potrebbe essere nuovamente imposta a quei paesi.

Secondo il documento, redatto da Geoff Lamb, vicepresidente della Banca per la concessione dei finanziamenti, “la maggior parte dei paesi che ottengono il 100 per cento della cancellazione del debito saranno classificati con 'luce verde’ e pertanto ammessi a nuovi prestiti”.

Il documento si riferisce a un comunicato del G8 che annuncia il piano di condono del debito e afferma che i paesi condonati dovrebbero essere “favoriti per nuovi prestiti”, dichiarando anche che “dato il rischio minore di ristrettezze dovute al debito (dopo il condono), i paesi potrebbero potenzialmente chiedere prestiti superiori”.

Gli attivisti avvertono che tali modifiche renderebbero il piano sostanzialmente diverso da quello inizialmente proposto.

”(Il piano originale) sembrava riconoscere il principio chiave secondo cui, una volta faticosamente ottenuta la remissione dei debiti, i paesi avrebbero avuto immediatamente la cancellazione, senza l’eventualità che le restituzioni sarebbero ricominciate, sotto qualunque circostanza,”, ha dichiarato Steven Rand, co-presidente della Jubilee Debt Campaign. “Adesso tutto questo viene messo in dubbio”. Gli attivisti non vogliono che i paesi ammessi al condono ricadano nel debito, ma chiedono piuttosto che ricevano contributi e venga loro garantita “una partenza pulita”.

”Dal documento si deduce che la Banca Mondiale chiede ai suoi direttori esecutivi quanto ci vorrà a riportare i paesi condonati in schemi creditizi e a caricarli ancora di debiti; il fatto che la Banca voglia nuovamente opprimere questi paesi è estremamente preoccupante”, ha detto all’IPS Dave Timms, portavoce del WDM. “L’ente sta chiedendo quanto tempo ci vorrà perché queste nazioni tornino nella condizione di gravoso indebitamento”.

Secondo il piano originale, annunciato a gran voce in luglio dal ministro britannico delle finanze Gordon Brown, i paesi del G8 offriranno il 100 per cento della cancellazione dei debiti ad almeno 18 delle nazioni più gravemente indebitate con il Fondo monetario internazionale, la Banca Mondiale e la Banca africana di sviluppo.

Tuttavia, un portavoce della Banca Mondiale ha dichiarato che si trattava di “uno studio informale e preliminare” dell’impatto del piano di debito, non destinato a rappresentare la mappa dei paesi poveri dopo il condono.

Il funzionario ha ammesso la preoccupazione della Banca Mondiale riguardo le capacità delle nazioni povere, dotate di risorse limitate, di procurarsi ingenti somme di finanziamento fuori dal settore per il credito agevolato della Banca, l’Associazione internazionale per lo sviluppo (IDA, International Development Association).

”Non si tratta di cancellare i debiti in modo che la Banca possa ricominciare a erogare prestiti agli stessi paesi”, ha detto Damian Sean Milverton, “ma di assicurare che i paesi in via di sviluppo abbiano accesso alle risorse, a prescindere dalla loro posizione; queste nazioni hanno bisogno di tutta l’assistenza possibile per migliorare le loro economie, creare impiego e offrire una vita migliore alle loro popolazioni”. “Una volta che un paese ha superato il programma di cancellazione del debito, potrebbe benissimo non chiedere un altro prestito alla Banca, ma ottenerlo da altre fonti “, ha dichiarato. “Non crediamo certo che questi paesi non debbano più chiedere prestiti; se le Ong dichiarano questo, dovrebbero ripensarci”.

Tuttavia, gli attivisti per il debito sostengono che il documento indica altre scappatoie all’accordo presentato da Brown ai dimostranti riunitisi il mese scorso in Scozia, dove si sono incontrati i leader del G8. Le condizioni legate ai prestiti della Banca e dell’FMI includono di solito la privatizzazione dei beni pubblici, l’eliminazione di barriere commerciali e tagli nei bilanci che sottraggono finanziamenti ai programmi sociali ed ambientali.

Due settimane fa, gli attivisti per il debito hanno acquisito un documento che riporta in dettaglio le modifiche fondamentali all’accordo del G8 sul debito suggerite da alcuni rappresentanti europei all’FMI, proposte che potrebbero bloccare o anche arrestare la promessa cancellazione del debito e mantenere la morsa di ferro dell’FMI sulle economie delle nazioni povere, anche se ammesse alla cancellazione del debito.

”I paesi del G8 non hanno mai mantenuto le loro promesse e negli ultimi 20 anni hanno utilizzato i debiti dei paesi più poveri come uno strumento per imporre privatizzazioni, libero commercio e deregolamentazione ai paesi in via di sviluppo”, ha dichiarato Peter Hardstaff, responsabile delle politiche del WDM.

”A meno che questi debiti non vengano definitivamente saldati dai paesi in via di sviluppo, crediamo che i paesi ricchi useranno ancora le istituzioni internazionali per imporre in futuro le dannose condizioni del libero mercato”, ha concluso.