NAZIONI UNITE, 31 marzo 2005 (IPS) – La tubercolosi, pur essendo una malattia curabile, lo scorso anno ha provocato nel mondo più vittime di guerre, terremoti, alluvioni, tsunami, incidenti aerei, attacchi terroristici e omicidi, secondo un rapporto diffuso la settimana scorsa per la Giornata mondiale della tubercolosi (Tb).
Benché la cura contro la Tb – che si stima colpisca un individuo su tre in tutto il mondo, uccidendo circa due milioni di persone all’anno – sia efficace ed economica, milioni di abitanti dei paesi in via di sviluppo contagiati dalla malattia non hanno accesso alle cure necessarie per sopravvivere.
”La tubercolosi è stata la tragedia più ignorata dell’anno passato”, ha dichiarato il Dr. Bobby John, presidente della Massive Effort Campaign, una rete di organizzazioni non governative che opera nel campo di Hiv/Aids, Tb e malaria, e che ha pubblicato il “Rapporto globale sulla tubercolosi 2005”.
”La morte di 1,8 milioni di persone è stata forse ancora più tragica, se si pensa che quasi ognuno di loro si sarebbe salvato se opportunamente curato con efficaci farmaci anti-Tb”, ha dichiarato John.
La Tb è fondamentalmente un’affezione del sistema respiratorio, che si diffonde tramite tosse e starnuti. Essa è stata praticamente debellata in molte nazioni occidentali ricche, ma non del tutto sconfitta.
Colpisce per lo più i paesi in via di sviluppo, che contano circa il 98 per cento delle infezioni nel mondo, con quasi l’80 per cento solo nei 22 “paesi ad alto rischio” (HBC, high-burden countries).
Malnutrizione, condizioni di vita malsane, e soprattutto Hiv/Aids indeboliscono i sistemi immunitari delle popolazioni povere, rendendole molto più esposte al contagio rispetto ai popoli più ricchi.
La trascuratezza dei governi occidentali e dei paesi in via di sviluppo ha trasformato una malattia totalmente curabile in un incubo per i poveri del mondo, affermano gli attivisti per i diritti della salute.
”Nella maggior parte dei paesi ricchi si pensa alla Tb come a una malattia del passato”, ha detto all’IPS Joanne Carter, direttrice legislativa di Results International, che ha co-finanziato il “Rapporto 2005”.
“Quando la gente muore in un incidente aereo, in uno tsunami o in un altro grave disastro, in tempi e luoghi determinati, queste tragedie catturano la scena globale”, ha dichiarato. “Ma se ogni giorno muoiono 5000 persone in villaggi e baraccopoli di tutto il mondo per una malattia curabile, c'è soltanto silenzio”.
I farmaci anti-Tb costano appena 10-12 dollari, e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) riferisce che cure così economiche possono curare l’85 per cento dei casi di Tb.
”Se un set completo di medicine anti-Tb costa appena 10 dollari, è incomprensibile che chi necessiti del trattamento possa morire”, dichiara il rapporto di Results. “Eppure, è questo il tragico scenario che si ripete ogni giorno in tutto il mondo”.
Per essere efficace, la terapia – chiamata “strategia di Trattamento di breve durata sotto stretta sorveglianza (DOTS, Directly Observed Treatment Short-Course) – deve durare sei mesi consecutivi. Se viene interrotta, o proseguita a intervalli irregolari per carenza di fondi o altre ragioni, la Tb può sviluppare una resistenza al farmaco. L’importanza di un trattamento completo è pertanto assolutamente vitale, secondo gli esperti sanitari.
“Dal punto di vista della salute pubblica, una terapia anti-Tb scarsamente controllata o incompleta è peggio che nessuna terapia”, afferma l’OMS.
Mentre i tassi di incidenza della Tb sono diminuiti del 20 per cento dal 1990, e si stanno stabilizzando in molte parti del mondo, la malattia continua a far tremare regioni come il Sud-est asiatico, dove si stimano tre milioni di nuovi casi, o l’Europa dell’est, con un aumento dei morti per Tb dopo il calo degli ultimi quarant’anni, secondo il Fondo globale per la lotta all’Aids, tubercolosi e malaria (GFATM).
Il GFATM valuta, in base alle tendenze attuali, la possibilità di 1 miliardo di nuovi contagi entro il 2020, data entro cui la malattia potrebbe aver ucciso 35 milioni di persone.
In Africa, l'incidenza di Tb è triplicata dal 1990, e ogni anno si registra una crescita di tre o quattro punti percentuali, dovuta soprattutto alla combinazione letale di Tb e Hiv/Aids.
Circa una persona su tre, con un sistema immunitario indebolito dall’Hiv/Aids, verrà contagiata dalla Tb, che è il killer numero uno delle vittime dell’Hiv/Aids.
In occasione della Giornata mondiale della Tb, il direttore generale dell’OMS, Lee Jong-wook, ha ribadito la necessità di includere il trattamento della Tb nella lotta globale all’Aids.
Jong-wook ha citato l’ex presidente sudafricano Nelson Mandela, che l’anno scorso aveva dichiarato: “La Tb è troppo spesso una sentenza di morte per le persone affette dall’Aids. Non possiamo combattere l’Aids senza un impegno più significativo anche nella lotta alla Tb”.
Nonostante i progressi degli ultimi anni nella sfida alla malattia, i rapporti divulgati da OMS, Results International e altri, mostrano che molte nazioni del mondo hanno mancato gli obiettivi per l’individuazione della Tb e la strategia DOTS.
L’obiettivo dell’OMS era di raggiungere un tasso del 70 per cento nell’individuazione della Tb entro il 2000, ma il traguardo mancato ha rimandato la scadenza al 2005. Eppure, il rapporto dell’OMS, basato su statistiche del 2003, mostra un tasso di individuazione di appena il 45 per cento.
Su 22 paesi HBC, solo il Vietnam ha raggiunto l’obiettivo.
“Questo rapporto ci rende effettivamente ottimisti circa la sconfitta della Tb”, ha dichiarato Jong-wook. “Ma costituisce anche un chiaro monito”.