WASHINGTON, 1 dicembre 2003 (IPS) – I legislatori del Partito repubblicano al governo negli Usa hanno accordato alla Casa Bianca un aumento significativo di aiuti per la cooperazione, in particolare quelli destinati alla lotta contro l’Aids.
Secondo l’accordo, raggiunto da entrambe le camere, il prossimo anno Washington contribuirà per 2,4 miliardi di dollari alle iniziative globali contro l’Aids, 400 milioni in più della cifra richiesta dallo stesso presidente Bush.
Si tratta di parte del pacchetto statunitense per la cooperazione internazionale per l’anno fiscale 2004, che ammonterà a 17,1 miliardi di dollari su un bilancio totale di 373 miliardi.
Il pacchetto comprende un’assegnazione di 550 milioni di dollari al Fondo Mondiale per la Lotta contro l’HIV/Aids, tubercolosi (Tbc) e malaria (350 milioni in più della somma richiesta da Bush).
Gli attivisti si sono detti contenti dell’aumento, ma non soddisfatti.
Secondo loro, infatti, la cifra accordata dal Congresso è assai inferiore a quella necessaria per combattere un’epidemia che entro la fine dell’anno avrà raggiunto 3 milioni di morti: e di questi, secondo l’ultimo rapporto speciale dell’Onu, pubblicato lo scorso lunedì, quasi l’80% riguarda l’Africa subsahariana.
“Questo è un segnale evidente che i repubblicani al Congresso hanno rotto con la politica del governo”, ha dichiarato all’IPS Paul Zeitz, direttore dell’Ong (organizzazione non governativa) Alleanza Globale contro l’Aids.
Un miliardo di dollari del pacchetto per gli aiuti esteri è destinato alla creazione di un “Conto Sfida del Millennio”, controversa iniziativa di Bush secondo cui verranno aumentati gli aiuti ai paesi poveri che seguano le politiche economiche e governative preferite da Washington.
Questo progetto riceverà, secondo i piani dei leader del Congresso, 300 milioni di dollari in meno di ciò che aveva chiesto Bush lo scorso anno; ma 350 milioni in più rispetto al preventivo dei legislatori.
La maggior parte dei paesi poveri non risponde ai requisiti necessari per godere dei benefici del programma. Inoltre, il Conto è rimasto fuori dall’orbita dell’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (Usaid), l’organismo ufficiale che vanta la maggiore esperienza in cooperazione internazionale.
Il progetto di bilancio comprende punti molto diversi tra loro, come costruzione di strade ed etichettatura di alimenti, e la sua approvazione definitiva è prevista al massimo entro gennaio.
Il destino dell’iniziativa sembra ancora incerto, a causa delle proteste dei legislatori democratici e di alcuni repubblicani su determinati punti, in particolare quelli che riguardano questioni nazionali.
In ogni caso, tutte i pronostici indicano che le previsioni in materia di aiuti esterni sopravvivranno alle negoziazioni.
I 17,1 miliardi di dollari del pacchetto di aiuti rappresentano un aumento del sei per cento rispetto all’anno fiscale conclusosi il 30 settembre.
Ma la cifra è inferiore ai 20 miliardi di dollari che il Congresso ha destinato questo mese, su richiesta di Bush e mediante una legge d’emergenza, alla ricostruzione di Afghanistan e Iraq.
E la cooperazione internazionale ammonta ad appena il quattro per cento dei 460 miliardi assegnati per il prossimo anno fiscale al Dipartimento (Ministero) della difesa.
D’altra parte, 3 dei 17,1 miliardi di dollari andranno in contributi ad Israele, paese di 6,5 milioni di abitanti e il cui reddito pro capite supera di gran lunga quello della maggior parte dei paesi in via di sviluppo.
Altri 3 miliardi saranno invece assegnati a ben tre paesi: Colombia, Egitto e Giordania. Quasi un miliardo verrà speso in operazioni antidroga, di cui 731 milioni nella regione andina.
Sul totale, 1,835 miliardi di dollari sono destinati ad iniziative sanitarie, di cui 516,5 milioni all’ambito HIV/Aids.
185 milioni circa andranno in campagne contro altre malattie infettive, 330 milioni in programmi di assistenza medica materna e infantile e 375 milioni a programmi bilaterali di pianificazione familiare.
Un totale di 1,385 miliardi di dollari è stanziato in altri progetti di aiuto bilaterale allo sviluppo, tra cui iniziative per l’educazione, ma parte di questa somma sarà inserita nel “Conto Sfida del Millennio”.
Allo stesso modo, 913 milioni di dollari verranno dati all’Associazione per lo Sviluppo Internazionale, ramo della Banca Mondiale specializzato nei piccoli prestiti, e 95 milioni alla ristrutturazione del debito bilaterale dei paesi poveri.
Poco più di 1 miliardo di dollari verrà destinato a mitigare gli effetti dei disastri e andrà in aiuti ad emigrati e rifugiati, mentre 321 milioni di dollari ad organizzazioni internazionali, di cui la maggior parte, 321 milioni, passeranno al Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef).