{"id":995,"date":"2008-07-03T13:50:00","date_gmt":"2008-07-03T13:50:00","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/07\/03\/salute-sud-africa-negata-lassistenza-sanitaria-ai-rifugiati\/"},"modified":"2008-07-03T13:50:00","modified_gmt":"2008-07-03T13:50:00","slug":"salute-sud-africa-negata-lassistenza-sanitaria-ai-rifugiati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/07\/03\/salute-sud-africa-negata-lassistenza-sanitaria-ai-rifugiati\/","title":{"rendered":"SALUTE-SUD AFRICA: Negata l&#8217;assistenza sanitaria ai rifugiati"},"content":{"rendered":"<p>DURBAN, 3 luglio 2008 (IPS) &#8211; Rifugiati e migranti non hanno un accesso adeguato ai servizi sanitari in Sud Africa, denunciano alcune organizzazioni umanitarie e Ong. E questo va soprattutto a discapito delle persone affette dall&rsquo;Hiv e che hanno continuo bisogno di farmaci antiretrovirali (ARV): un&rsquo;interruzione del trattamento pu&ograve; causare malattie, resistenza ai farmaci e persino la morte.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1233\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1233\" class=\"size-full wp-image-1233\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/KristinPalitza010708Edited.jpg\" alt=\" migranti sono a rischio elevato di Hiv\/Aids e altre malattie, eppure si vedono negare le cure Kristin Palitza\/IPS\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1233\" class=\"wp-caption-text\">migranti sono a rischio elevato di Hiv\/Aids e altre malattie, eppure si vedono negare le cure<br \/>Kristin Palitza\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>&ldquo;Gli spostamenti comportano un rischio elevato per le persone con malattie croniche di non poter accedere alle medicine di cui hanno bisogno&rdquo;, spiega il portavoce di Treatment Action Campaign (TAC) Nathan Geffen. &ldquo;Ma finora (rifugiati e migranti) hanno ricevuto uno scarso sostegno da parte del Dipartimento nazionale della sanit&agrave;&rdquo;. <\/p>\n<p>La regolarit&agrave; &egrave; assolutamente cruciale per le persone sotto trattamento ARV, e un&rsquo;interruzione delle cure pu&ograve; avere gravi conseguenze sulla salute e portare addirittura alla morte del paziente. &ldquo;La sospensione della terapia pu&ograve; portare ad un aumento della carica virale e ad una diminuzione dei valori nella conta dei CD4 (che misura il numero di cellule T nell&rsquo;organismo) per un periodo di tempo relativamente breve&rdquo;, spiega Geffen.<\/p>\n<p>Alcune Ong africane come TAC &#8211; un gruppo di pressione nazionale fondato nel 1998 dall&rsquo;attivista Zackie Achmat, affetto da Hiv, che si batte per un migliore accesso alle cure ARV &#8211; hanno registrato alcuni casi di immigrati positivi all&rsquo;Hiv che dopo aver cominciato una terapia personalizzata nel loro paese d&rsquo;origine non hanno potuto portarla avanti perch&eacute; gli ambulatori del Sud Africa rifiutavano loro le cure, illegalmente. <\/p>\n<p>Sebbene dal 1988 i rifugiati abbiano lo stesso diritto di accedere ai servizi sanitari dei cittadini sudafricani, molti non possono esercitarlo. &ldquo;Per legge i rifugiati hanno accesso ai servizi di cure sanitarie in Sud Africa, ma in realt&agrave; hanno difficolt&agrave; ad accedervi&rdquo;, segnala Gloria Peutras, coordinatrice regionale per l&rsquo;Hiv e la salute pubblica dell&rsquo;ufficio dell&rsquo;Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). <\/p>\n<p>L&rsquo;Unhcr ha registrato casi di medici e infermiere di ambulatori nazionali che hanno rifiutato le cure ad alcuni pazienti stranieri perch&eacute; non conoscevano la legge, spiega. &ldquo;Il nostro staff ha riportato casi in cui alcuni operatori sanitari mostravano comportamenti xenofobi e preferivano prestare le terapie solo ai sudafricani&rdquo;, riferisce Peutras.<\/p>\n<p>M&eacute;d&eacute;cins Sans Fronti&egrave;res (MSF) ha riferito episodi analoghi: &ldquo;Abbiamo constatato che i rifugiati non ricevevano cure adeguate negli ambulatori&rdquo;, osserva il capo progetto di MSF Jonathan Whittall. &ldquo;Abbiamo assistito a episodi di discriminazione contro alcuni pazienti stranieri da parte di cittadini sudafricani negli ambulatori, dove il personale di MSF deve spesso accompagnare personalmente i rifugiati per assicurarsi che ricevano attenzione medica&rdquo;.<\/p>\n<p>Eric, un rifugiato di 33 anni proveniente dal Burundi, conferma che i comportamenti xenofobi sono diffusi tra il personale sanitario sudafricano: &ldquo;Veniamo trattati con disprezzo, ci dicono di aspettare in fondo alla coda o addirittura ci ignorano. E alla fine, molti di noi vengono rimandati a casa senza cure&rdquo;.<\/p>\n<p>Gli immigrati sono gli ultimi della lista in un sistema che funziona male anche per i cittadini sudafricani. Secondo TAC, circa mezzo milione di sudafricani positivi all&rsquo;Hiv &#8211; che sono qualificati per le cure con una conta di CD4 inferiore a 200 &#8211; sono attualmente in lista d&rsquo;attesa; il dipartimento della salute sudafricano parla invece di numeri inferiori, di circa 30mila pazienti.<\/p>\n<p>I rifugiati che si sentono discriminati o che sono privi di documenti, che non hanno possibilit&agrave; di trasporto o non dispongono di risorse finanziarie, potrebbero decidere di non rivolgersi ai servizi sanitari anche se ne avrebbero bisogno. <\/p>\n<p>&rdquo;Per paura di essere espulsi, molti rifugiati e immigrati illegali si nascondono, o scelgono di non ricorrere alle cure. Anche i rifugiati legalmente riconosciuti restano timorosi (delle autorit&agrave; sudafricane)&rdquo;, spiega Whittall. <\/p>\n<p>Per questo MSF provvede ai servizi sanitari per i migranti, invece di aspettare che i migranti si presentino spontaneamente. L&rsquo;organizzazione fornisce assistenza sanitaria primaria mobile a rifugiati e migranti nei campi o in altri alloggi. Si offre poi di curare gli immigrati illegali anonimamente cos&igrave; che possano chiedere aiuto senza temere di essere espulsi. <\/p>\n<p>A peggiorare ulteriormente la situazione sanitaria di rifugiati e migranti c&rsquo;&egrave; il fatto che devono spesso sopravvivere in condizioni di vita inadeguate &#8211; come sovraffolamento, scarsa alimentazione, ventilazione insufficiente, scarsa igiene e scarso accesso all&rsquo;acqua pulita &#8211; che rappresentano seri rischi per la salute e li espongono a malattie come la tubercolosi, che ha un effetto particolarmente negativo sulla salute delle persone affette da Hiv. <\/p>\n<p>&ldquo;Oggi in Sud Africa, i diritti costituzionali dei rifugiati quanto a cure sanitarie, cibo e alloggio, sono compromessi. Migliaia di persone vivono affollate in spazi molto ristretti&rdquo;, dice Geffen. Queste condizioni rappresentano una &ldquo;enorme minaccia sanitaria&rdquo; e rendono difficile contenere lo scoppio di epidemie, ha spiegato all&rsquo;IPS: &ldquo;C&rsquo;&egrave; un altissimo rischio di tubercolosi e di altre malattie infettive&rdquo;. <\/p>\n<p>Un altro problema &egrave; che i rifugiati hanno scarso accesso all&rsquo;informazione su Hiv e Aids sia nei loro paesi d&rsquo;origine che in Sud Africa &#8211; come conseguenza di analfabetismo, mancanza d&rsquo;accesso all&rsquo;informazione e barriere linguistiche.<\/p>\n<p>&rdquo;In Sud Africa non sono disponibili informazioni mirate su Hiv e Aids in diverse lingue&rdquo;, sostiene Whittall. &ldquo;E lo scarso accesso ai profilattici espone ulteriormente i migranti alle infezioni da Hiv&rdquo;.<\/p>\n<p>Per di pi&ugrave;, il conflitto compromette i sistemi educativi e i programmi sociali, privando bambini e adulti di un&rsquo;educazione all&rsquo;Hiv. &ldquo;Chi vive in uno scenario di conflitto spesso resta isolato e non ha lo stesso grado di consapevolezza presente nelle popolazioni non colpite da conflitti&rdquo;, osserva Susan Purdin, consulente tecnico sulla salute riproduttiva dell&rsquo;International Rescue Committee (IRC), nel World Disaster Report 2008, pubblicato la settimana scorsa dalla Federazione internazionale delle Croci Rosse e delle Mezze Lune Rosse.<\/p>\n<p>Questa scarsa conoscenza mette particolarmente a rischio le popolazioni che fuggono da aree a bassa incidenza verso aree ad alta incidenza di Hiv, come il Sud Africa.<\/p>\n<p>Gli spostamenti aumentano poi la vulnerabilit&agrave; all&rsquo;Hiv, poich&eacute; rifugiati e migranti, soprattutto donne e ragazze, sono pi&ugrave; esposte a stupri, violenza sessuale e abusi. La perdita di sostentamento &#8211; dice ancora il rapporto &#8211; pu&ograve; portare alcune donne ad intraprendere attivit&agrave; sessuali ad alto rischio, come la prostituzione. <\/p>\n<p>MSF ha registrato negli ultimi mesi alcuni casi di aggressione e stupro di rifugiate che avevano appena attraversato il confine tra Zimbabwe e Sud Africa.<\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo conosciuto una giovane che &egrave; stata stuprata dopo aver passato il confine a Musina. Si era recata all&rsquo;ambulatorio locale dopo la violenza, ma &egrave; stata mandata via. MSF l&rsquo;ha ritrovata cinque giorni dopo, ma a quel punto era troppo tardi per una profilassi post-stupro&rdquo;, racconta Whittall. Questa profilassi riduce il rischio di infezione da Hiv se somministrata entro 72 ora dall&rsquo;esposizione al virus.<\/p>\n<p>Le organizzazioni umanitarie sperano che il governo del Sud Africa metta presto in atto delle strategie per l&rsquo;assistenza a rifugiati e migranti e per il loro accesso ai servizi sanitari. &ldquo;Il primo passo che dovrebbe fare il governo &egrave; assicurarsi che tutti i rifugiati ottengano lo status legale e mettere fine alle espulsioni, cos&igrave; che (queste persone) possano cercare aiuto senza timore&rdquo;, dice Whittall.<\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo anche bisogno di protocolli terapeutici standardizzati per l&rsquo;intera regione della Comunit&agrave; di Sviluppo dell&rsquo;Africa Australe, in modo da avere delle linee guida generali sulle terapie per i rifugiati adeguate ai programmi terapeutici nazionali del Sud Africa&rdquo;, spiega ancora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DURBAN, 3 luglio 2008 (IPS) &#8211; Rifugiati e migranti non hanno un accesso adeguato ai servizi sanitari in Sud Africa, denunciano alcune organizzazioni umanitarie e Ong. 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