{"id":983,"date":"2008-06-09T16:06:44","date_gmt":"2008-06-09T16:06:44","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/06\/09\/sviluppo-pi-vertici-meno-cibo\/"},"modified":"2008-06-09T16:06:44","modified_gmt":"2008-06-09T16:06:44","slug":"sviluppo-pi-vertici-meno-cibo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/06\/09\/sviluppo-pi-vertici-meno-cibo\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: Pi&ugrave; vertici, meno cibo"},"content":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 9 giugno 2008 (IPS) &#8211; Dopo due grandi vertici Onu sull&rsquo;alimentazione, uno nel 1996 e l&rsquo;altro nel 2002, la comunit&agrave; internazionale continua a chiedere di alleviare la fame e ridurre la malnutrizione nel mondo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1215\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1215\" class=\"size-full wp-image-1215\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/FAO_buiding.JPG\" alt=\"183 paesi si sono riuniti a Roma, nel quartier generale della FAO per il vertice sulla crisi alimantare Sabina Zaccaro\/IPS\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1215\" class=\"wp-caption-text\">183 paesi si sono riuniti a Roma, nel quartier generale della FAO per il vertice sulla crisi alimantare<br \/>Sabina Zaccaro\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>E ancora prima, un&rsquo;altra conferenza mondiale sull&rsquo;alimentazione nel 1974 non aveva dato esiti migliori, avendo addirittura promesso di sradicare la fame nel mondo &rdquo;entro dieci anni&rdquo;. <\/p>\n<p>Ma quasi tutte le promesse fatte nei tre incontri Onu non sono mai state mantenute, bench&eacute; provenissero direttamente dai leader mondiali. <\/p>\n<p>Di fronte ai conflitti sul cibo in corso oggi in oltre 30 paesi, e alle carenze di riso e mais in pi&ugrave; di 60 paesi, il terzo summit globale di 150 leader mondiali ha chiesto gioved&igrave; &ldquo;un&rsquo;azione urgente e coordinata&rdquo; per risolvere la crisi attuale.<\/p>\n<p>Il segretario generale dell&rsquo;Onu Ban Ki-moon ha sottolineato la drammaticit&agrave; del deficit alimentare, dichiarando al vertice di Roma: &ldquo;In Liberia ho visto di recente persone che normalmente comprano sacchi di riso, che oggi lo comprano a tazze&rdquo;. <\/p>\n<p>Il grido d&rsquo;allarme lanciato al vertice rispondeva alla necessit&agrave; di sollecitare la volont&agrave; politica della comunit&agrave; internazionale, e in particolare dei paesi ricchi, perch&eacute; rispondano alla crisi &#8211; e subito.<\/p>\n<p>&rdquo;Se non agiamo subito, il miliardo di persone in fondo alla lista (dei pi&ugrave; poveri al mondo) raggiunger&agrave; i due miliardi, e questo avverr&agrave; nel giro di poco, visto che il loro potere d&rsquo;acquisto &egrave; stato dimezzato in seguito al raddoppiamento dei prezzi di cibo e carburante&rdquo;, ha avvertito Josette Sheeran, direttrice esecutiva del Programma alimentare mondiale (PAM), la principale agenzia dell&rsquo;Onu che si occupa della distribuzione di aiuti alimentari agli affamati.<\/p>\n<p>Il PAM assicura che quest&rsquo;anno destiner&agrave; circa 5,0 miliardi di dollari di aiuti alimentari a circa 90 milioni di persone in 78 paesi. La lista include alcuni tra i paesi pi&ugrave; colpiti: Haiti, Afghanistan, Somalia, Etiopia e Kenya.<\/p>\n<p>Il vertice di tre giorni ospitato dall&rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&rsquo;alimentazione e l&rsquo;agricoltura con sede a Roma, ha avuto un esito scontato: una timida dichiarazione per combattere la fame e la malnutrizione nel mondo. Ma quanto di questa dichiarazione verr&agrave; effettivamente attuato? <\/p>\n<p>Insieme alla dichiarazione, sono state presentate delle cifre sconcertanti. Come ha ribadito il segretario generale al vertice, sono necessarie &ldquo;nuove risorse sostanziali&rdquo; &#8211; forse addirittura 15-20 miliardi di dollari l&rsquo;anno &#8211; per gestire l&rsquo;impatto della crisi globale, tra cui 8,0-10 miliardi l&rsquo;anno per rispondere alle esigenze di una &ldquo;Rivoluzione verde&rdquo; in Africa. <\/p>\n<p>Anuradha Mittal, direttrice esecutiva dell&rsquo;Oakland Institute di San Francisco, che ha studiato a fondo le tematiche riguardanti gli scambi alimentari e l&rsquo;agricoltura, ha detto all&rsquo;IPS che le promesse avanzate al vertice sono, apparentemente, di grande effetto.<\/p>\n<p>Secondo Mittal, gli appelli per un&rsquo;azione immediata per aiutare i paesi colpiti dalla crisi alimentare e le soluzioni politiche proposte &#8211; il sostegno ai piccoli produttori, il rafforzamento delle reti di sicurezza sociale, lo sviluppo di &ldquo;soluzioni tampone&rdquo; come le scorte alimentari e altri meccanismi di gestione del rischio &#8211; saranno essenziali per assicurare la sicurezza alimentare. <\/p>\n<p>Allo stesso tempo, ha aggiunto, anche le proposte per il medio e lungo periodo che chiedono ai governi di prendere in considerazione un piano d&rsquo;azione per l&rsquo;agricoltura centrato &#039;sulle persone&#039;, sarebbero in grado di garantire la sicurezza alimentare.    Secondo Mittal, l&rsquo;attuale crisi dei prezzi e la crescente domanda di cibo richiedono un nuovo sistema agricolo e alimentare che si preoccupi di nutrire le popolazioni, invece che di scambiare le merci sui mercati internazionali. <\/p>\n<p>E per questo &egrave; necessario che i paesi del Terzo mondo abbiano lo spazio politico necessario per adottare delle misure in grado di assicurare la sovranit&agrave; alimentare.<\/p>\n<p>Sar&agrave; anche necessario, ha proseguito, uno spazio in cui la FAO e il Fondo per lo sviluppo agricolo (IFAD) possano operare con un budget che gli permetta di adempiere al loro mandato. <\/p>\n<p>&rdquo;I paesi del Terzo mondo dovranno essere in grado di prendere le distanze dalle sconsiderate politiche proposte dalle istituzioni finanziarie internazionali&rdquo;, ha aggiunto Mittal.<\/p>\n<p>&rdquo;Si tratterebbe di creare un sistema agricolo basato sui piccoli agricoltori, i lavoratori agricoli, i pescatori e le comunit&agrave; indigene che sono i migliori custodi della terra e che possono assicurare la sovranit&agrave; alimentare e l&rsquo;autosufficienza delle nazioni&rdquo;, ha sostenuto. <\/p>\n<p>Secondo Ban Ki-moon, il sistema internazionale sta gi&agrave; rispondendo ai bisogni immediati. <\/p>\n<p>La FAO ha chiesto 1,7 miliardi di dollari in nuovi fondi per fornire ai paesi a basso reddito le sementi e altri aiuti per l&rsquo;agricoltura. <\/p>\n<p>Il PAM ha raccolto 755 milioni di dollari aggiuntivi, soprattutto dall&rsquo;Arabia Saudita, necessari per rispondere quest&rsquo;anno agli impegni gi&agrave; avanzati. <\/p>\n<p>L&rsquo;IFAD ha stanziato 200 milioni di dollari extra per i piccoli agricoltori dei paesi pi&ugrave; colpiti.   E la Banca Mondiale ha stabilito un nuovo finanziamento di 1,2 miliardi di dollari per rispondere ai bisogni pi&ugrave; urgenti e per stimolare la produzione alimentare, di cui 200 milioni destinati alle nazioni pi&ugrave; povere. <\/p>\n<p>Anche le Nazioni Unite hanno stanziato una riserva di 100 milioni di dollari dal Fondo centrale di risposta alle emergenze (Cerf) per aiutare a finanziare i nuovi bisogni umanitari generati dall&rsquo;impennata nei prezzi del cibo.<\/p>\n<p>Intanto, il documento finale del vertice stabilisce anche che i membri dell&rsquo;Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ribadiscano il proprio impegno per una &ldquo;conclusione rapida e a buon fine&rdquo; dell&rsquo;Agenda di sviluppo di Doha, che preveda anche il rafforzamento della capacit&agrave; commerciale dei paesi in via di sviluppo.<\/p>\n<p>Quanto all&rsquo;impatto dell&rsquo;Agenda di Doha, Mittal ha commentato che alcune delle conquiste della dichiarazione del vertice sono state &ldquo;annullate&rdquo; dall&rsquo;appello per una rapida conclusione dei negoziati di Doha del WTO per risolvere la crisi attuale. <\/p>\n<p>A suo parere il Round di Doha, allo stato attuale, non far&agrave; altro che intensificare la crisi, rendendo pi&ugrave; volatili i prezzi del cibo, aumentando la dipendenza dei paesi in via di sviluppo dalle importazioni, e rafforzando il potere delle multinazionali dell&rsquo;agrobusiness sui mercati alimentari e agricoli. <\/p>\n<p>&ldquo;I paesi in via di sviluppo potrebbero perdere ulteriore spazio d&rsquo;azione nel settore agricolo, il che porterebbe a limitare la loro capacit&agrave; di gestire l&rsquo;attuale crisi e di rafforzare la sussistenza dei piccoli produttori&rdquo;, ha spiegato. <\/p>\n<p>L&rsquo;incapacit&agrave; di gestire la crisi alimentare &egrave; una dimostrazione del fallimento di tre decenni di deregulation del mercato agricolo. <\/p>\n<p>&rdquo;Chiediamo perci&ograve; soluzioni concrete in grado di stabilizzare la distribuzione e la produzione alimentare, per soddisfare la domanda globale di un&rsquo;alimentazione sana, adeguata e accessibile&rdquo;, ha affermato Mittal. <\/p>\n<p>Intanto, 237 organizzazioni non governative (Ong), sindacati e movimenti sociali provenienti da circa 50 paesi hanno avvertito il direttore generale del WTO Pascal Lamy che la risposta a questo forte rialzo nei prezzi del cibo &ldquo;non sta in una maggiore deregulation della produzione e degli scambi alimentari&rdquo;. <\/p>\n<p>Nella lettera si afferma che i negoziati di Doha non risolveranno le grandi sfide del sistema alimentare globale, come il cambiamento climatico, l&rsquo;esaurimento delle risorse naturali, l&rsquo;aumento quadruplicato dei prezzi del petrolio, l&rsquo;assenza di concorrenza sui mercati mondiali dei prodotti di base, la speculazione finanziaria e la rapida espansione della produzione insostenibile di agrocarburanti. <\/p>\n<p>Tra i firmatari della lettera: ActionAid International, Africa Trade Network, Asian Peasant Coalition, Oxfam, Oakland Institute, Coordinamento dei movimenti rurali dell&rsquo;America Latina, Third World Network, Friends of the Earth, Grassroots International e FoodSpan.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 9 giugno 2008 (IPS) &#8211; 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