{"id":982,"date":"2008-06-05T17:13:31","date_gmt":"2008-06-05T17:13:31","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/06\/05\/sviluppo-aumentare-la-produzione-alimentare-del-50-per-cento\/"},"modified":"2008-06-05T17:13:31","modified_gmt":"2008-06-05T17:13:31","slug":"sviluppo-aumentare-la-produzione-alimentare-del-50-per-cento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/06\/05\/sviluppo-aumentare-la-produzione-alimentare-del-50-per-cento\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: Aumentare la produzione alimentare del 50 per cento"},"content":{"rendered":"<p>ROMA, 4 giugno 2008 (IPS) &#8211; &Egrave; necessario incrementare la produzione alimentare del 50 per<br \/>\ncento entro il 2030 per poter rispondere alla domanda crescente,<br \/>\nha dichiarato il segretario generale Ban Ki-moon ai leader mondiali<br \/>\nnella prima giornata di un summit convocato per affrontare la crisi<br \/>\ndei prezzi del cibo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1213\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1213\" class=\"size-full wp-image-1213\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Sarojeni_Rengam.JPG\" alt=\"Sarojeni Rangam Sabina Zaccaro IPS\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1213\" class=\"wp-caption-text\">Sarojeni Rangam<br \/>Sabina Zaccaro IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>&ldquo;Il mondo deve produrre pi&ugrave; cibo&rdquo;, ha detto nel suo discorso  d&rsquo;apertura marted&igrave;, alla Conferenza sulla sicurezza alimentare  mondiale ospitata a Roma dall&rsquo;Organizzazione per  l&rsquo;alimentazione e l&rsquo;agricoltura (FAO). &ldquo;Dobbiamo rispondere con  urgenza al rialzo dei prezzi alimentari, ma nel frattempo &egrave;  fondamentale che l&rsquo;attenzione sul lungo periodo vada al  miglioramento della sicurezza alimentare mondiale &#8211; e che  rimanga tale nei prossimi anni&rdquo;.<\/p>\n<p>Quaranta capi di stato e di governo stanno partecipando alla tre  giorni della FAO per proporre delle soluzioni politiche per evitare  che l&rsquo;impennata dei prezzi dei prodotti di base, i pi&ugrave; alti negli  ultimi 30 anni, aggravi ulteriormente la condizione di centinaia  di milioni di persone che soffrono di fame cronica.<\/p>\n<p>Il segretario generale Onu ha chiarito che le politiche  economiche globali saranno al centro del dibattito. &ldquo;Prima di  questa emergenza, pi&ugrave; di 850 milioni di persone nel mondo  soffrivano di carenze alimentari; e secondo la Banca mondiale  questa cifra potrebbe aumentare di altri 100 milioni&rdquo;, ha  segnalato. &ldquo;I pi&ugrave; poveri tra i poveri spendono almeno due terzi  del loro reddito nel cibo; e saranno i pi&ugrave; colpiti&rdquo;.<\/p>\n<p>Oltre a ribadire l&rsquo;appello di Ban per un aumento della  produzione, il direttore generale della FAO Jacques Diouf ha  anche chiesto ai leader mondiali 30 miliardi di dollari l&rsquo;anno per  rilanciare l&rsquo;agricoltura e prevenire la minaccia futura di conflitti  per il cibo.<\/p>\n<p>&ldquo;Oggi i fatti parlano da soli&rdquo;, ha osservato. &ldquo;Gli aiuti  all&rsquo;agricoltura sono calati da 8 miliardi di dollari nel 1984 a 3,4  miliardi nel 2004, ossia una riduzione in termini reali del 58 per  cento&rdquo;. La quota dell&rsquo;agricoltura negli Aiuti pubblici allo sviluppo  (APS), ha detto, sono calati dal 17 per cento nel 1980 al 3 per  cento nel 2006.<\/p>\n<p>&ldquo;La soluzione strutturale al problema della sicurezza alimentare  nel mondo &egrave; nell&rsquo;aumento della produzione e della produttivit&agrave;  nei paesi a basso reddito con deficit alimentare&rdquo;, ha spiegato  Diouf. Ma all&rsquo;attuale crisi hanno contribuito anche  contraddizioni e distorsioni a livello politico internazionale, ha  precisato.<\/p>\n<p>&rdquo;Nessuno riesce a capire come si possa avere un mercato del  carbone di 64 miliardi di dollari nei paesi sviluppati, e non si  riescano a trovare fondi per impedire ogni anno la distruzione di  13 milioni di ettari di foreste&rdquo;, ha detto.<\/p>\n<p>I prezzi globali delle derrate sono aumentati del 37 per cento lo  scorso anno, e di un altro 16 per cento nel primo trimestre del  2008, secondo l&rsquo;indice FAO. E questo sarebbe da attribuire  all&rsquo;aumento nell&rsquo;uso del mais per l&rsquo;etanolo, la crescente  domanda di cibo dall&rsquo;Asia, le restrizioni commerciali, e la  scarsit&agrave; dei raccolti.<\/p>\n<p>Tra le risposte a questi problemi cruciali, il segretario generale  Onu ha proposto di ampliare l&rsquo;assistenza alimentare, di  promuovere la produzione alimentare dei piccoli proprietari  agricoli attraverso la fornitura di semi e fertilizzanti, di eliminare  politiche commerciali e fiscali che &ldquo;distorcono il mercato&rdquo;, e  attraverso una &ldquo;rapida risoluzione del Round di Doha&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;I negoziati commerciali del Round di Doha del WTO possono  essere in parte la risposta sul medio e lungo periodo alla crisi  dei prezzi dei generi alimentari&rdquo;, ha detto marted&igrave; sera  all&#039;incontro il direttore generale dell&rsquo;Organizzazione mondiale  del commercio Pascal Lamy. Attraverso &ldquo;una concorrenza  maggiore e pi&ugrave; giusta, il commercio internazionale pu&ograve;  contribuire a ridurre i prezzi&rdquo;, ha detto. &ldquo;Semplificare gli scambi  e renderli pi&ugrave; aperti pu&ograve; rafforzare la capacit&agrave; produttiva dei  paesi in via di sviluppo, rendendoli meno vulnerabili&rdquo;.<\/p>\n<p>Lamy si dice consapevole del fatto che non tutti condividono  quest&rsquo;idea e che a detta di alcuni un commercio pi&ugrave; aperto  potrebbe danneggiare la capacit&agrave; produttiva nazionale. Ma la  tesi del WTO &egrave; avvalorata dai numeri, sostiene Lamy.<\/p>\n<p>&rdquo;Se guardiamo alla lista dei 22 paesi che la FAO considera pi&ugrave;  vulnerabili alla crisi dei prezzi delle derrate, vediamo che ci sono  alcune tra le economie meno integrate al mondo nel mercato  agricolo&rdquo;. Tra questi, Lamy ha citato lo Zambia, che importa solo  il 4 per cento delle sue forniture di grano, e la Cambogia, con  solo il 5 per cento.<\/p>\n<p>La posizione di Lamy ha suscitato la dura reazione dei gruppi  della societ&agrave; civile, secondo cui il Round di Doha non risolver&agrave; la  crisi alimentare globale.<\/p>\n<p>Secondo una rete globale internazionale di 237 Ong,  organizzazioni di agricoltori, sindacati e movimenti sociali  provenienti da oltre 50 paesi, &ldquo;la risposta non &egrave; una maggiore  deregulation nella produzione e negli scambi alimentari&rdquo;.<\/p>\n<p>Questi gruppi sostengono che il Round di Doha non far&agrave; altro  che &ldquo;intensificare la crisi, rendendo i prezzi del cibo pi&ugrave; volatili,  aumentando la dipendenza dei paesi in via di sviluppo dalle  importazioni, e rafforzando il potere delle multinazionali  dell&rsquo;agrobusiness nei mercati alimentari e agricoli&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;I leader mondiali presenti al summit devono assumersi le loro  responsabilit&agrave;, e rivedere le politiche che vanno contro i bisogni  delle popolazioni povere&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS Marco De Ponte,  segretario generale di ActionAid International,  un&rsquo;organizzazione impegnata nella lotta contro la povert&agrave;.<\/p>\n<p>Secondo De Ponte, i governi ricchi devono aiutare i paesi poveri  &ldquo;a gestire le sfide poste dal WTO, e devono riconoscere che gli  aiuti alimentari non sono sufficienti a rispondere a questa crisi  globale&rdquo;.<\/p>\n<p>Ci&ograve; che serve davvero &egrave; aumentare gli investimenti in agricoltura  e promuovere il processo di riforma del sistema agricolo a livello  globale, ha detto. &ldquo;Perch&eacute; il problema &egrave; politico, non  umanitario&rdquo;.<\/p>\n<p>ActionAid ha indetto una manifestazione fuori dai cancelli della  FAO, dispiegando uno striscione di 200 metri con la scritta:  &ldquo;Basta approfittare della fame &#8211; diritto al cibo adesso!&rdquo;.<\/p>\n<p>I gruppi della societ&agrave; civile aspettano il verice del G8 di luglio in  Giappone (degli otto paesi pi&ugrave; industrializzati: Usa, Canada,  Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Giappone e Russia)  come un&rsquo;altra opportunit&agrave; cruciale per portare avanti un&rsquo;azione  concreta sugli aiuti, la produzione alimentare e il cambiamento  climatico.<\/p>\n<p>Il primo ministro giapponese Yasuo Fukuda ha chiesto ai leader  mondiali di distribuire le derrate eccedenti ai paesi pi&ugrave; poveri  per compensare il loro deficit alimentare, e ha offerto pi&ugrave; di  trecentomila tonnellate di riso importato e conservato dal  Giappone.<\/p>\n<p>&rdquo;Credo che non sia solo una misura d&rsquo;emergenza per rispondere  alla carenza di cibo, ma che serva anche come una misura a  breve termine per restituire un certo grado di equilibrio al  mercato alimentare&rdquo;, ha detto al summit.<\/p>\n<p>&rdquo;Al vertice del G8 di Hokkaido Toyako il mese prossimo, a  partire dalle discussioni e dai risultati di questo incontro di alto  livello, approfondiremo il dibattito sul mercato, gli scambi, lo  sviluppo, il cambiamento climatico e l&rsquo;energia &#8211; che sono  certamente i fattori alla base di questa impennata nei prezzi del  cibo &#8211; per poi tradurlo in azione&rdquo;, ha dichiarato.<\/p>\n<p>&rdquo;Chiediamo ai governi di adempiere ai loro obblighi sui diritti  umani e di ascoltare le proposte delle stesse popolazioni  colpite&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS Sarojeni Rengam, direttore esecutivo di  Pesticide Action Network, con sede in Malaysia.<\/p>\n<p>Secondo Rengam, la risposta alla crisi alimentare non pu&ograve; essere  &ldquo;la pericolosa intensificazione di input creati dal modello della  rivoluzione verde, che qualcuno propone, e neanche un&rsquo;ulteriore  liberalizzazione degli scambi. Aiutare i piccoli agricoltori e  sostenere i loro sistemi agro-ecologici pu&ograve; essere l&rsquo;unico modo  per allontanare la crisi attuale; ma temo che non se ne parli a  sufficienza in quel palazzo&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA, 4 giugno 2008 (IPS) &#8211; &Egrave; necessario incrementare la produzione alimentare del 50 per cento entro il 2030 per poter rispondere alla domanda crescente, ha dichiarato il segretario generale Ban Ki-moon ai leader mondiali nella prima giornata di un&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/06\/05\/sviluppo-aumentare-la-produzione-alimentare-del-50-per-cento\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":152,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[38,18,22,1,25,32],"tags":[],"class_list":["post-982","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sviluppo","category-economia","category-europa","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/982","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/152"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=982"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/982\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=982"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=982"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=982"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}