{"id":98,"date":"2004-05-21T05:21:50","date_gmt":"2004-05-21T05:21:50","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2004\/05\/21\/america-latina-la-fuga-degli-investimenti-stranieri\/"},"modified":"2004-05-21T05:21:50","modified_gmt":"2004-05-21T05:21:50","slug":"america-latina-la-fuga-degli-investimenti-stranieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/05\/21\/america-latina-la-fuga-degli-investimenti-stranieri\/","title":{"rendered":"AMERICA LATINA: La fuga degli investimenti stranieri"},"content":{"rendered":"<p>SANTIAGO DEL CILE, 21 maggio 2004 (IPS) &#8211; Gli investimenti stranieri in America Latina e Caraibi sono diminuiti nel 2003 per il quarto anno consecutivo, ha segnalato lo scorso mercoled&igrave; la Cepal, anche perch&eacute; sono venute a mancare le condizioni che provocarono, tra il 1995 e il 1999, un&#8217;impennata del flusso di capitali verso la regione<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Quest&#8217;anno l&#8217;investimento straniero diretto nei paesi piccoli e medi potrebbe aumentare, ma non ci si aspetta una ripresa significativa per la regione nell&#8217;insieme, ha segnalato l&#8217;economista argentino Jos&eacute; Luis Machinea, segretario esecutivo della Cepal (Commissione economica per America Latina e Caraibi), con sede a Santiago del Cile.<\/p>\n<p>Il rapporto annuale dell&#8217;agenzia Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite) osserva che l&#8217;investimento straniero diretto nei paesi latinoamericani e caraibici ha sfiorato i 36.500 milioni di dollari nel 2003, con un brusco calo del 19 per cento rispetto all&#8217;anno precedente, attribuibile soprattutto a crisi in Brasile e Messico.<\/p>\n<p>America Latina e Caraibi &egrave; stata l&#8217;unica regione al mondo che ha visto ridursi l&#8217;afflusso di capitali stranieri nel 2003, con quattro anni di calo consecutivi, dopo aver registrato nel 1999 il maggior volume di investimenti stranieri mai visto, con 88.000 milioni di dollari.<\/p>\n<p>Machinea ha ricordato che il &#8220;boom&#8221; della seconda met&agrave; degli anni &#8217;90 &egrave; stato dovuto sostanzialmente alle privatizzazioni, che hanno attirato grandi multinazionali, in particolare verso il settore dei servizi e in misura minore verso le risorse naturali e l&#8217;industria manifatturiera.<\/p>\n<p>I benefici della presenza delle multinazionali sono relativi in termini di capacit&agrave; di esportazione e incorporazione di tecnologia, secondo il rapporto, che critica in particolare la dipendenza dal mercato statunitense del Messico e dei Caraibi in tema di sviluppi nell&#8217;elettronica, vestiario e industria automobilistica.<\/p>\n<p>&#8220;Per ottenere migliori risultati sono necessarie politiche migliori&#8221;, sottolinea il rapporto del Cepal, che nelle conclusioni raccomanda agli stati latinoamericani di definire priorit&agrave; nazionali affinch&eacute; gli investimenti delle multinazionali siano intesi come integrazione del capitale locale.<\/p>\n<p>&#8220;Deve esserci una regolazione e un orientamento nazionale per gli investimenti. La prima cosa &egrave; avere una buona regolamentazione interna. Che non ci siano sussidi agli investimenti stranieri&#8221;, ha detto all&#8217;IPS l&#8217;economista Manuel Riesco, direttore della Scuola di ingegneria commerciale dell&#8217;Universit&agrave; privata Arcis.<\/p>\n<p>&#8220;Dell&#8217;investimento multinazionale &egrave; stato preso finora solo il suo risvolto positivo. Siamo stati influenzati da una visione assai distorta. L&#8217;investimento, seppure generi attivit&agrave; economica, ha i suoi limiti&#8221;, ha aggiunto Riesco, che ha menzionato l&#8217;eccessiva apertura del settore minerario in Cile, sfociato in una sovrapproduzione di rame e un calo dei prezzi di questo prodotto primario.<\/p>\n<p>&#8220;Non tutto pu&ograve; essere regolamentato dal mercato. &Egrave; dimostrato che i paesi pi&ugrave; sviluppati hanno grandi governi&#8221;, ha detto l&#8217;esperto, dopo aver criticato l&#8217;&#8220;anarchismo borghese&#8221; che controlla i movimenti di capitali nel mondo.<\/p>\n<p>&#8220;Gli investimenti stranieri sono sempre positivi ed &egrave; un peccato che siano diminuiti&#8221;, ha commentato invece all&#8217;IPS Tom&aacute;s Flores, direttore del Programma economico dell&#8217;instituto &#8220;Libertad y Desarrollo&#8221; (Libert&agrave; e sviluppo), di orientamento liberale.<\/p>\n<p>La caduta di investimenti stranieri in America Latina &egrave; associata alla crisi del 1999 in Brasile e nel periodo 2001-2002 in Argentina, ha segnalato Flores. Nei processi di privatizzazione tra il 1994 e il 1999, i grandi compratori sono state le multinazionali spagnole, ha ricordato.<\/p>\n<p>&#8220;Non deve esserci nessuna regolamentazione che limiti o spaventi l&#8217;arrivo di capitali stranieri&#8221; ha affermato l&#8217;economista, sostenendo che le agevolazioni fiscali e di altro tipo offerte alle multinazionali permetterebbero di rendere dinamiche le economie nazionali e incorporare &#8220;nuove e migliori forme di fare affari&#8221;.<\/p>\n<p>La Cepal afferma nel rapporto che gli investimenti stranieri diretti hanno permesso di modernizzare settori industriali e migliorare servizi e infrastrutture.<\/p>\n<p>Cita come esempi positivi in questo senso le piattaforme esportatrici di automobili in Messico e di microprocessori in Costa Rica, le telecomunicazioni in Brasile, i servizi finanziari in Argentina, e la rete stradale e servizi aeroportuali del Cile.<\/p>\n<p>La relazione del Cepal riporta dati preliminari della Conferenza delle Nazioni Unite su Commercio e Sviluppo (Unctad), secondo cui gli investimenti stranieri diretti nel mondo sono stati di 653.100 milioni di dollari nel 2003, con una leggera crescita rispetto ai 651.200 milioni dell&#8217;anno precedente.<\/p>\n<p>Di questo totale, 467.000 milioni erano investimenti nei paesi industrializzati e 155.000 milioni ai paesi in via di sviluppo, con pi&ugrave; di un terzo di questa cifra (57.000 milioni) concentrati solo in Cina.<\/p>\n<p>La Unctad riporta 42.300 milioni di investimenti in America Latina e Caraibi, comprendendo centri finanziari come le isole Cayman, non considerati nel rapporto del Cepal.<\/p>\n<p>Dopo il record di 88.000 milioni di dollari nel 1999, gli investimenti in America Latina e Caraibi sono scesi a 78.143 milioni nel 2000 e a 69.534 nel 2001, continuando a scendere a 44.979 milioni di dollari nel 2002 e 36.466 nel 2003.<\/p>\n<p>Nonostante questo calo, le multinazionali mantengono una presenza preponderante. Nel periodo 2000-2002 controllavano il 39 per cento delle vendite delle 500 principali imprese della regione e il 55 per cento delle vendite delle principali imprese manifatturiere.<\/p>\n<p>Nel settore dei servizi, le multinazionali controllavano il 38 per cento delle vendite delle 100 maggiori imprese, il 42 per cento delle vendite esterne tra le 200 principali imprese esportatrici e il 37 per cento degli utili delle 100 maggiori banche.<\/p>\n<p>Secondo i volumi delle vendite del 2002, la principale multinazionale nella regione &egrave; Telef&oacute;nica della Spagna, del settore telecomunicazioni, seguita dalla General Motors (automobilistica), Delphi (indotto automobilistico), e Wal-Mart (commercio) degli Stati Uniti. Vengono poi le industrie automobilistiche Volkswagen e Daimler-Chrysler, tedesche.<\/p>\n<p>La lista dei 10 giganti multinazionali nella regione si chiude con la compagnia automobilistica Ford, degli Usa, Repsol YPF, spagnola, nel settore petrolio e gas, Samsung della Corea del Sud, nel ramo elettronico, e la giapponese Nissan, per le automobili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SANTIAGO DEL CILE, 21 maggio 2004 (IPS) &#8211; Gli investimenti stranieri in America Latina e Caraibi sono diminuiti nel 2003 per il quarto anno consecutivo, ha segnalato lo scorso mercoled&igrave; la Cepal, anche perch&eacute; sono venute a mancare le condizioni&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/05\/21\/america-latina-la-fuga-degli-investimenti-stranieri\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[38,5,18,1,32],"tags":[],"class_list":["post-98","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sviluppo","category-america-latina","category-economia","category-headlines","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=98"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=98"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=98"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}