{"id":977,"date":"2008-05-27T13:17:40","date_gmt":"2008-05-27T13:17:40","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/05\/27\/intervista-la-scarsit-alimentare-un-mito-persistente\/"},"modified":"2008-05-27T13:17:40","modified_gmt":"2008-05-27T13:17:40","slug":"intervista-la-scarsit-alimentare-un-mito-persistente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/05\/27\/intervista-la-scarsit-alimentare-un-mito-persistente\/","title":{"rendered":"INTERVISTA: La scarsit&agrave; alimentare &egrave; un &quot;mito persistente&quot;"},"content":{"rendered":"<p>LONDRA, 27 maggio 2008 (IPS) &#8211; La crisi alimentare in corso ha rinvigorito il mito per cui il mondo non produrrebbe cibo a sufficienza per i sei miliardi di persone che lo abitano, secondo Michel Pimbert, autore di una nuova ricerca che mette l&#039;accento sulla produzione locale come potenziale soluzione del problema.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1207\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1207\" class=\"size-full wp-image-1207\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Michel_Pimbert_IIED_chica.jpg\" alt=\"L'esperto di sviluppo Michel Pimbert propone il ritorno alla produzione e alla distribuzione alimentare locale IIED\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1207\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;esperto di sviluppo Michel Pimbert propone il ritorno alla produzione e alla distribuzione alimentare locale<br \/>IIED<\/p><\/div><\/div>\n<p>Si tratta di una &#8220;crisi fabbricata&#8221;, esito di un sistema alimentare globale guidato dal mercato, sostiene Pimbert, direttore del programma di agricoltura e biodiversit&agrave; presso l&#039;International Institute for Environment and Development (IIED) di Londra. <\/p>\n<p>Il sistema deve evolvere verso una produzione alimentare localizzata che consenta di migliorare l&#039;alimentazione, il reddito e le economie, a partire dalle unit&agrave; familiari per arrivare al livello regionale, afferma lo scienziato. <\/p>\n<p>&#8220;Towards Food Sovereignty&#8221;, lo studio di Pimbert, &egrave; disponibile sul web, insieme a link e file audio e video con testimonianze di coltivatori, indigeni e consumatori. I primi tre capitoli si possono leggere sul sito Internet dell&#039;IIED (www.iied.org).<\/p>\n<p>Pimbert non &egrave; il solo a invocare un cambiamento radicale delle politiche agricole.<\/p>\n<p>Il 15 aprile, l&#039;International Assessment of Agricultural Science and Technology for Development (IAASTD) ha reso noti i risultati di tre anni di ricerche. La conclusione &egrave; che senza un &#8220;cambio di rotta&#8221; l&#039;agricoltura rischia di andare incontro al disastro.<\/p>\n<p>Bench&eacute; non sia direttamente coinvolto nell&#039;IAASTD, Pimbert spiega che la sua ricerca va nella stessa direzione, e lavora direttamente con contadini e pastori tradizionali per includere il punto di vista degli emarginati di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Stephen Leahy, corrispondente di Tierram&eacute;rica lo ha intervistato nel suo ufficio londinese.<\/p>\n<p><strong>TIERRAM&Eacute;RICA: Molti dirigenti pubblici e molte istituzioni chiedono di aumentare la produzione di alimenti per risolvere la crisi in corso. Cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p>MICHEL PIMBERT: L&#039;idea che non ci sia cibo a sufficienza per sfamare tutti &egrave; un mito persistente. C&#039;&egrave; ancora cibo a sufficienza per sfamare tutti. Le vere questioni in gioco sono la distribuzione degli alimenti e la disparit&agrave; di reddito. <\/p>\n<p>La FAO (Food and Agricultural Organisation), il CGIAR (Consultative Group on International Agriculture and Research) e altri centri di ricerca sull&#039;agricoltura chiedono pi&ugrave; ricerche per incrementare i prodotti di coltura. &Egrave; sempre la stessa solfa. Nessuno prende in considerazione l&#039;accesso al cibo e alla terra. &Egrave; molto pi&ugrave; facile parlare delle difficolt&agrave; tecniche che concentrarsi sul quadro generale.  Ormai &egrave; tempo di riflettere a fondo e con attenzione sui guasti del sistema alimentare globale per trovare il modo di farlo funzionare meglio, soprattutto per le comunit&agrave; povere ed emarginate. Dobbiamo ampliare le nostre vedute, altrimenti i problemi che abbiamo di fronte non faranno altro che aumentare.<\/p>\n<p><strong>TA: Cosa sono i sistemi alimentari locali?<\/strong><\/p>\n<p>MP: I sistemi alimentari locali iniziano a livello di unit&agrave; familiare e si estendono a livelli di quartiere, municipali e regionali. Oltre alla produzione alimentare, comprendono anche la lavorazione, la distribuzione, l&#039;accesso, l&#039;uso, il riciclo e lo smaltimento. I sistemi alimentari locali variano considerevolmente e sono la base del sostentamento, della cultura e del benessere di centinaia di milioni di persone, per la maggior parte nelle nazioni in via di sviluppo.<\/p>\n<p><strong>TA: Quali sono i vantaggi della produzione alimentare locale?<\/strong><\/p>\n<p>MP: Sono molto pi&ugrave; democratici, permettono un maggior controllo da parte dei cittadini. Dal punto di vista ecologico sono pi&ugrave; sostenibili e si adattano meglio a condizioni variabili. Inoltre mantengono i capitali nella comunit&agrave; e generano maggior reddito locale. E altrettanto importante &egrave; il fatto che la produzione alimentare locale valorizzi la diversit&agrave; culturale, rispecchiando la storia e le condizioni del luogo. In fondo, il cibo &egrave; cultura. <\/p>\n<p><strong>TA: Cosa bisogna fare per creare o potenziare sistemi alimentari locali?<\/strong><\/p>\n<p>MP: I governi, le grandi imprese internazionali e altre &eacute;lite emarginano o minacciano direttamente questi sistemi diversi e le ecologie da cui dipendono. Trent&#039;anni di politiche neoliberiste hanno devastato i sistemi alimentari locali vendendo sottocosto alle nazioni povere alimenti fortemente sussidiati provenienti da quelle ricche.<\/p>\n<p><strong>TA: Come si potrebbero ricostruire dei sistemi alimentari locali in un posto come Haiti, poniamo, dove ci sono state rivolte per il cibo?<\/strong><\/p>\n<p>MP: Innanzitutto bisogna considerare le politiche che impediscono od ostacolano lo sviluppo di sistemi alimentari locali. Un primo passo potrebbe essere quello di bloccare le importazioni di alimenti sussidiati a basso costo. I sistemi alimentari possono diventare equi e sostenibili, ma affinch&eacute; questo si realizzi c&#039;&egrave; bisogno di politiche nazionali e internazionali che promuovano la sovranit&agrave; alimentare, insieme al rafforzamento delle federazioni tra organizzazioni locali. <\/p>\n<p>La protezione dell&#039;agricoltura interna &egrave; assolutamente necessaria in molti paesi poveri. La cosa interessante &egrave; che molte nazioni stanno facendo esattamente questo, adesso. L&#039;India, per esempio, ha cominciato a respingere il mantra dei mercati aperti ripetuto dalla World Trade Organisation, per assumere in prima persona il controllo della sicurezza alimentare.<\/p>\n<p><strong>TA: Cosa intende, quando parla di sovranit&agrave; alimentare?<\/strong><\/p>\n<p>MP: La sovranit&agrave; alimentare &egrave; il diritto dei popoli di determinare la propria alimentazione e la propria agricoltura. Si tratta di rigenerare una pluralit&agrave; di sistemi alimentari autonomi basati sull&#039;equit&agrave;, la giustizia sociale e la sostenibilit&agrave; ecologica.<\/p>\n<p><strong>TA: Che impatto avr&agrave; l&#039;aumento dei prezzi del petrolio e dell&#039;energia sull&#039;agricoltura?<\/strong><\/p>\n<p>MP: Il sistema dell&#039;agricoltura industrializzata globale dipende completamente dall&#039;energia a basso costo. In quel sistema si usano da dieci a quindici unit&agrave; di energia per produrre un&#039;unit&agrave; energetica di cibo. I sistemi di produzione alimentare locale sono molto pi&ugrave; efficienti, a livello energetico, e l&#039;aumento dei costi dell&#039;energia pu&ograve; spingere governi e altri a riconoscerlo.<\/p>\n<p>Come conclude la ricerca dell&#039;IAASTD, il nostro sistema alimentare ha bisogno di una trasformazione completa per poter rispondere alle sfide dei prossimi decenni. Ci arrabatteremo ai margini del sistema insostenibile esistente, o realizzeremo la profonda trasformazione che integra cibo, ecologia, sostentamento e cultura?<\/p>\n<p><strong>TA: Quali risultati spera di conseguire con il suo libro?<\/strong><\/p>\n<p>MP: Spero che dia vita a un dibattito su questi temi importanti e serva ad aumentare la consapevolezza che c&#039;&egrave; bisogno di una trasformazione a tutti i livelli. Spero davvero che le persone riflettano a fondo e premano per un cambiamento.<\/p>\n<p>(*Originariamente pubblicato dai quotidiani affiliati al network di Tierram&eacute;rica. Tierram&eacute;rica &egrave; un servizio di informazione specializzata della IPS ,con il sostegno del Programma Sviluppo delle Nazioni Unite e il Programma Ambiente delle Nazioni Unite).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LONDRA, 27 maggio 2008 (IPS) &#8211; La crisi alimentare in corso ha rinvigorito il mito per cui il mondo non produrrebbe cibo a sufficienza per i sei miliardi di persone che lo abitano, secondo Michel Pimbert, autore di una nuova&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/05\/27\/intervista-la-scarsit-alimentare-un-mito-persistente\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":309,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[38,4,18,22,1,25],"tags":[],"class_list":["post-977","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sviluppo","category-ambiente","category-economia","category-europa","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/977","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/309"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=977"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/977\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=977"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=977"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=977"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}