{"id":971,"date":"2008-05-21T11:52:27","date_gmt":"2008-05-21T11:52:27","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/05\/21\/sviluppo-la-crisi-alimentare-dilaga-come-uno-tsunami\/"},"modified":"2008-05-21T11:52:27","modified_gmt":"2008-05-21T11:52:27","slug":"sviluppo-la-crisi-alimentare-dilaga-come-uno-tsunami","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/05\/21\/sviluppo-la-crisi-alimentare-dilaga-come-uno-tsunami\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: La crisi alimentare dilaga come uno tsunami"},"content":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 21 maggio 2008 (IPS) &#8211; &ldquo;Un impetuoso tsunami di malcontento sociale dilaga proprio mentre parliamo &#8211; le persone affamate sono persone disperate, e capaci di azioni disperate. Questo tsunami sta sommergendo rapidamente il Sud del mondo, e non ci vorr&agrave; molto prima che bussi alla porta anche del Nord&rdquo;, avverte Vicente Garcia-Delgado, rappresentante Onu di Civicus, l&rsquo;alleanza mondiale per la cittadinanza attiva.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>In un forum sulla crisi alimentare mondiale tenutosi presso le Nazioni Unite venerd&igrave; scorso, i gruppi della societ&agrave; civile hanno sottolineato che pi&ugrave; di 800 milioni di persone rischiano oggi la fame, mentre 100 milioni hanno raggiunto i livelli della povert&agrave; estrema solo negli ultimi mesi, e adesso vivono con meno di un dollaro al giorno. <\/p>\n<p>L&rsquo;indice dei prezzi alimentari dell&rsquo;Organizzazione per l&rsquo;alimentazione e l&rsquo;agricoltura (Fao) &egrave; salito del 9 per cento nel 2006 e del 23 per cento nel 2007. A marzo di quest&rsquo;anno, i prezzi di grano e mais erano aumentati rispettivamente del 130 e del 30 per cento rispetto all&rsquo;anno scorso. Quanto ai prezzi del riso, sono pi&ugrave; che raddoppiati dalla fine di gennaio. <\/p>\n<p>In un nuovo briefing questa settimana, il Consiglio economico e sociale dell&rsquo;Onu ha dichiarato che i poveri, soprattutto nelle aree urbane ma anche i senza terra delle aree rurali e i piccoli agricoltori che devono comprare gli alimenti sono pi&ugrave; vulnerabili alle impennate dei prezzi, visto che una altissima percentuale del loro reddito familiare finisce negli acquisti alimentari. <\/p>\n<p>Ma &ldquo;anche nei paesi ricchi, sempre pi&ugrave; persone hanno seri problemi nel portare il cibo in tavola e potersi permettere altri bisogni di base&rdquo;, ha osservato Garcia-Delgado. <\/p>\n<p>Le sfide della pace e della sicurezza, ha sottolineato, poste dalla crisi alimentare e dal cambiamento climatico devono essere lette come sfide globali, che esigono risposte globali rivolte alle preoccupazioni di tutti i paesi e i popoli.<\/p>\n<p>&ldquo;I governi non devono cedere alla tentazione di cercare soluzioni unilaterali basate su non-soluzioni difensive o militaristiche. Sarebbe estremamente pericoloso guardare all&rsquo;attuale crisi solo da una prospettiva nazionale. Ricorrere istintivamente alla mentalit&agrave; di &ldquo;fortezza America&rdquo; o &ldquo;fortezza Europa&rdquo; non farebbe che aggravare i rischi del caos sociale e politico, e non funzionerebbe&rdquo;, sostiene Garcia-Delgado. <\/p>\n<p>Secondo Asma Lateef del World Institute, organizzazione cristiana di lobby sui temi della fame e della povert&agrave; presente negli Usa e in varie parti del mondo, l&rsquo;aumento globale dei prezzi alimentari &egrave; dovuto almeno a quattro cambiamenti strutturali. <\/p>\n<p>Il primo fattore, sostiene Lateef, &egrave; la crescente domanda di cibo e regimi alimentari diversificati, che comprendono la carne, in molti paesi in via di sviluppo dove la popolazione comincia ad uscire dalla povert&agrave; e vede aumentare i propri redditi. <\/p>\n<p>In secondo luogo, sottolinea Lateef, la concorrenza per l&rsquo;uso della terra e la diversificazione delle colture imposta dai biocarburanti; terzo, il dissesto delle colture legate alle condizioni climatiche, come ad esempio il calo nella produzione di grano dovuta ad una estesa siccit&agrave; in Australia; infine, anche l&rsquo;aumento dei prezzi del petrolio sembrerebbe contribuire all&rsquo;inflazione alimentare.<\/p>\n<p>Lateef ha fatto appello ai donatori, tra cui gli Stati Uniti, per cercare di ottenere i massimi benefici dalle risorse degli aiuti alimentari, riducendo le restrizioni sugli approvvigionamenti e le spedizioni degli aiuti alimentari. <\/p>\n<p>L&rsquo;attuale sistema degli aiuti alimentari, sostiene, deve essere pieno di risorse, efficiente e flessibile, poich&eacute; &ldquo;la capacit&agrave; del sistema degli aiuti alimentari viene messa a dura prova mentre il mondo cerca di combattere questa crisi, nei disastri del Myanmar e in Cina, e negli attuali sforzi umanitari&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;Per di pi&ugrave;, bisogna incoraggiare i governi ad attenuare o ad evitare le restrizioni sulle esportazioni alimentari. Non fanno che aggravare il problema a livello mondiale. Dobbiamo avere un orientamento globale&rdquo;, ha detto. <\/p>\n<p>&rdquo;Bisognerebbe poi rendere accessibili speciali canali di credito e garanzie, per permettere ai paesi importatori di prodotti alimentari di soddisfare i bisogni dei popoli poveri e di continuare a comprare sui mercati internazionali, in modo tale da non aumentare il peso del debito o imporre troppe condizioni&rdquo;, ha affermato Lateef. <\/p>\n<p>Alan Imai, co-direttore del Shumei International Institute, che ha parlato delle sue esperienze positive di collaborazione con una cooperativa di contadine in Zambia, ha aggiunto che oltre all&rsquo;azione immediata, la comunit&agrave; internazionale deve considerare soluzioni a lungo termine che portino a una produzione alimentare sostenibile e allo sviluppo economico.    Ha anche sottolineato l&rsquo;importanza dell&rsquo;empowerment delle comunit&agrave; locali e del loro coinvolgimento nei processi decisionali. &ldquo;Le Nazioni Unite, i governi e altre organizzazioni coinvolte devono consultare, affidarsi e ascoltare gli agricoltori locali per portarli verso l&rsquo;autosufficienza, invece di dipendere da qualche esperto o azienda le cui motivazioni e prospettive non possono essere le stesse di chi non ha pi&ugrave; da mangiare&rdquo;, ha detto Imai. <\/p>\n<p>Secondo Garcia-Delgado, &egrave; forte la tentazione di gridare &ldquo;Ve l&rsquo;avevamo detto!&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;Anni di indugi, promesse non mantenute, negoziati interminabili, una lenta risposta al cambiamento climatico e il rifiuto di mettere un freno alla globalizzazione del mercato &#8211; sono tra le ragioni principali che ci hanno portato alla difficile e penosa situazione in cui ci troviamo nel ventunesimo secolo&rdquo;, ha dichiarato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 21 maggio 2008 (IPS) &#8211; &ldquo;Un impetuoso tsunami di malcontento sociale dilaga proprio mentre parliamo &#8211; le persone affamate sono persone disperate, e capaci di azioni disperate. 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