{"id":968,"date":"2008-05-19T16:33:14","date_gmt":"2008-05-19T16:33:14","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/05\/19\/medio-oriente-lanniversario-passato-le-sofferenze-restano\/"},"modified":"2008-05-19T16:33:14","modified_gmt":"2008-05-19T16:33:14","slug":"medio-oriente-lanniversario-passato-le-sofferenze-restano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/05\/19\/medio-oriente-lanniversario-passato-le-sofferenze-restano\/","title":{"rendered":"MEDIO ORIENTE: L&#8217;anniversario &egrave; passato, le sofferenze restano"},"content":{"rendered":"<p>CAMPO PROFUGHI DI RAFAH, Gaza, 19 maggio 2008 (IPS) &#8211; Una vecchia chiave di rame nelle mani, Yousef al-Hums si prepara a raccontare di nuovo la storia della cacciata da quella che un tempo era la sua terra e adesso &egrave; Israele. Perch&eacute; il sessantesimo anniversario della nascita di Israele &egrave; passato, ma l&rsquo;occupazione della casa di cui al-Hums ancora conserva la chiave prosegue.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1197\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1197\" class=\"size-full wp-image-1197\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/humskey1.jpg\" alt=\"Yousef al-Hums conserva ancora la chiave di quella che una volta era la sua casa Mohammed Omer\/IPS\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1197\" class=\"wp-caption-text\">Yousef al-Hums conserva ancora la chiave di quella che una volta era la sua casa<br \/>Mohammed Omer\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>L&rsquo;atto che ha segnato la nascita dello stato di Israele, per i palestinesi &egrave; al-Nakba, la catastrofe, la cacciata dalle proprie case e dalla loro terra. Da quell&rsquo;evento sono passati sessant&rsquo;anni, e il tempo continua a scorrere.<\/p>\n<p>I bambini palestinesi non apprendono i fatti dai libri di storia, ma da persone come al-Hums. &ldquo;Oggi non possiamo tornare alle nostre case&rdquo;, spiega ai figli e alla cinquantina di nipoti radunati attorno a lui, con la chiave sollevata. &ldquo;Ma voi tornerete a casa di vostro nonno nel villagio di Yebna&rdquo;.<\/p>\n<p>Il fatto che la casa o il villaggio non esistano pi&ugrave; contribuisce soltanto ad accrescere l&rsquo;emozione intorno alla chiave levata in aria. &ldquo;Ogni giorno prego che quando morir&ograve; sia sepolto nella mia terra a Yebna&rdquo;, dice. &ldquo;Quelli sono stati i giorni pi&ugrave; belli della mia vita. Nel nostro villaggio si aiutavano tutti l&rsquo;uno con l&rsquo;altro&rdquo;.<\/p>\n<p>Al-Hums si spos&ograve; nel 1947 a quindici anni. Poi, nel maggio del 1948, tutto cambi&ograve;.<\/p>\n<p>&ldquo;Erano circa le due del mattino. Fummo costretti a scappare tutti dopo aver saputo che l&rsquo;Haganah (una forza armata ebraica dell&rsquo;epoca) aveva invaso il nostro villaggio&rdquo;. Come altri, si rifugi&ograve; con la moglie a Gaza, unica via di fuga rimasta. Sopravvisse a stento, racconta, mostrando alcune cicatrici sulla mano che attribuisce all&rsquo;attacco di un elicottero britannico in appoggio ai reparti ebraici.<\/p>\n<p>Oggi, la sua casa &egrave; il campo profughi di Yebna, a Gaza, dove vive con due mogli, sette figli e molti nipoti.<\/p>\n<p>&Egrave; tornato nella vera Yebna due volte, la prima nel 1976 e la seconda nel 2000. L&rsquo;ultima volta, racconta, non era rimasto pi&ugrave; niente della fattoria che aveva conosciuto. &ldquo;Avevano portato via tutto e c&rsquo;erano solo macerie&rdquo;. Eppure conserva ancora la chiave, a sostegno della sua storia. E agli occhi dei bambini appare come un&rsquo;esortazione a rivendicare la propria terra e la propria eredit&agrave;.<\/p>\n<p>Non esiste quasi nulla che sia assimilabile a una storia unica dei fatti di sessant&rsquo;anni fa: soltanto versioni molto diverse, raccontate dalle due parti. Nel racconto di al-Hums, Yebna era una delle 675 citt&agrave; e villaggi distrutti dalle forze armate ebraiche. In seguito furono ricostruite come citt&agrave; israeliane o ricoperte con piantagioni d&rsquo;albero.<\/p>\n<p>I preparativi per l&#039;espulsione erano cominciati gi&agrave; da tempo, racconta al-Hums ai bambini raccolti attorno a lui. &ldquo;All&rsquo;inizio i gruppi ebraici venivano a casa nostra come ospiti&rdquo;, dice. &ldquo;Alcuni dormivano nel nostro grande palazzo a due piani&rdquo;. Poi arrivarono le offerte per comprare terra palestinese a cifre ben inferiori al prezzo di mercato. Alcuni vendettero, mentre gli altri alla fine vennero allontanati a forza dalla loro terra e costretti a lasciare le proprie case. Da un giorno all&rsquo;altro, famiglie benestanti divennero profughi.<\/p>\n<p>Ci&ograve; che non &egrave; in dubbio &egrave; il numero altissimo di palestinesi costretti ad abbandonare le proprie abitazioni: secondo stime palestinesi, circa 750 mila. Molti di loro ormai vedono crescere una quarta generazione nei campi profughi. <\/p>\n<p>I palestinesi rimasti si trovarono ad affrontare discriminazioni, umiliazioni e miseria. In gran parte continuano ancora oggi.<\/p>\n<p>E continua anche l&rsquo;incapacit&agrave; dei paesi arabi di lottare per i palestinesi, per vie diplomatiche o con altri mezzi. <\/p>\n<p>Nel 1948 una forza armata araba composta da Egitto, Giordania e Siria non poteva competere con le forze ebraiche, che avevano un forte sostegno britannico e statunitense, allora come oggi.<\/p>\n<p>La storia di al-Hums, e altre simili raccontate continuamente da una famiglia di profughi palestinesi all&rsquo;altra, ha una valenza forte, perch&eacute; i palestinesi vedono aumentare giorno dopo giorno le forze a loro contrarie. Le storie raccontano tutte di una vita felice e orgogliosa distrutta con la forza e l&rsquo;inganno.<\/p>\n<p>La chiave di rame fa la sua parte per assicurare che i giovani almeno non perdano lo sdegno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CAMPO PROFUGHI DI RAFAH, Gaza, 19 maggio 2008 (IPS) &#8211; Una vecchia chiave di rame nelle mani, Yousef al-Hums si prepara a raccontare di nuovo la storia della cacciata da quella che un tempo era la sua terra e adesso&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/05\/19\/medio-oriente-lanniversario-passato-le-sofferenze-restano\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":285,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[15,1,28,29,25,33],"tags":[],"class_list":["post-968","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diritti-umani","category-headlines","category-medioriente","category-migrazioni","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/968","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/285"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=968"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/968\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=968"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=968"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}