{"id":945,"date":"2008-04-08T16:25:11","date_gmt":"2008-04-08T16:25:11","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/04\/08\/medio-oriente-gaza-sta-per-rimanere-a-secco\/"},"modified":"2008-04-08T16:25:11","modified_gmt":"2008-04-08T16:25:11","slug":"medio-oriente-gaza-sta-per-rimanere-a-secco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/04\/08\/medio-oriente-gaza-sta-per-rimanere-a-secco\/","title":{"rendered":"MEDIO ORIENTE: Gaza sta per rimanere a secco"},"content":{"rendered":"<p>GAZA, 8 aprile 2008 (IPS) &#8211; Ayman Eid &egrave; rimasto fermo, come il suo taxi Hyundai arancione. Il problema non &egrave; portare un passeggero da qualche parte, ma piuttosto capire come riuscire a tornare a casa.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1156\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1156\" class=\"size-full wp-image-1156\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/fuel1.jpg\" alt=\"In coda per la benzina a Gaza Mohammed Omer\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1156\" class=\"wp-caption-text\">In coda per la benzina a Gaza<br \/>Mohammed Omer<\/p><\/div><\/div>\n<p>La coda al distributore sembra infinita. Gli automobilisti hanno finito il carburante anche per poter fare la fila nella loro auto; perci&ograve; si mettono in coda a piedi, ciascuno con la sua tanica vuota. Solo i pi&ugrave; fortunati potranno tornare a casa con la benzina a fine giornata. <\/p>\n<p>Qualcun altro parcheggia vicino al distributore e dorme nell&#039;auto, nella speranza che prima o poi arrivi il camion con il petrolio. Le strade sono deserte, senza trasporti n&eacute; vita. <\/p>\n<p>Gaza avrebbe bisogno di 850mila litri di carburante ogni settimana, segnala Mahmoud al-Khozendar, vicepresidente dell&#039;Associazione dei proprietari di stazioni di servizio (Petrol Station Owners Association) a Gaza, oltre che di 2,5 milioni di litri di gas di carbone la settimana. Ma quelli che arrivano sono appena 800mila litri a settimana. <\/p>\n<p>Israele ha tagliato i rifornimenti di carburante e elettricit&agrave; da quando Hamas ha preso il controllo della striscia di Gaza dal partito di Fatah lo scorso giugno. E questo dopo la vittoria alle elezioni democratiche del 2006. I tagli sono stati inaspriti dopo un attacco di missili artigianali lanciati da Gaza contro Israele. <\/p>\n<p>Secondo Eid, l&rsquo;attesa &egrave; durata pi&ugrave; a lungo del nuovo assedio israeliano. &ldquo;Ci stiamo appellando al mondo da 40 anni, e da 40 anni le nostre sofferenze quotidiane non si fermano. Sono infinite&rdquo;. <\/p>\n<p>Ma adesso la situazione &egrave; ancora pi&ugrave; difficile. &ldquo;In questi giorni, mentre il prezzo di ogni singolo prodotto aumenta a causa dell&rsquo;assedio di Israele, i tagli sul gas ci feriscono ancora di pi&ugrave;&rdquo;. <\/p>\n<p>E ci feriscono in tutti i sensi. Gli studenti sono scomparsi da al-Talatini Street, nei pressi dell&rsquo;universit&agrave;. Adesso &egrave; difficile raggiungere il campus universitario, e quando ci si riesce, pu&ograve; essere ancora pi&ugrave; difficile tornare a casa. Migliaia di studenti non frequentano le lezioni da settimane, soprattutto quelli che abitano pi&ugrave; lontano, a sud o a nord. <\/p>\n<p>Poi, a casa, non &egrave; facile studiare al buio e nel fetore. Senza carburante per alimentarlo, il sistema fognario ha smesso di funzionare. I liquami continuano ad accumularsi per le strade. Il cattivo odore &egrave; sempre pi&ugrave; insostenibile, e aumentano le preoccupazioni per la salute e per l&rsquo;ambiente. <\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo incontrato gli israeliani, che ci hanno detto che Gaza &egrave; un&rsquo;entit&agrave; ostile&rdquo;, ha segnalato al-Khozendar. La sua organizzazione, riferisce, ha detto ai funzionari israeliani che la loro politica di embargo di carburante viola la Convenzione Ginevra (in cui l&rsquo;articolo 4 garantisce i diritti dei popoli vittime dell&rsquo;occupazione); ma gli &egrave; stato fatto notare che la loro situazione &egrave; migliore di quella degli iracheni sotto l&rsquo;occupazione Usa. <\/p>\n<p>I membri della Petrol Station Owners Association stanno organizzando uno sciopero, ha detto al-Khozendar. Nel frattempo, lui si &egrave; appellato alla comunit&agrave; internazionale perch&eacute; convinca Israele a cambiare la sua politica. <\/p>\n<p>Un possibile segno di speranza &egrave; arrivato dal quotidiano egiziano al-Ahram, secondo cui il ministro egiziano del petrolio Sameh Fahmi avrebbe emesso direttive urgenti per rifornire Gaza di gas egiziano. <\/p>\n<p>Dopo un incontro con Omar Kittaneh, funzionario dell&rsquo;Autorit&agrave; palestinese responsabile dell&rsquo;energia e delle risorse naturali, il ministro Fahmi avrebbe anche promesso l&rsquo;aiuto dell&rsquo;Egitto per sviluppare le zone ricche di gas scoperte al largo delle coste di Gaza. Ma pochi a Gaza credono che Israele lo permetter&agrave;, nei tempi brevi. &Egrave; da due anni che se ne parla, senza che a questo sia mai seguita nessuna azione. <\/p>\n<p>Pochi sembrano non cogliere l&rsquo;ironia della situazione. Non di certo un uomo che si avvicina a Ayman Eid mentre &egrave; l&igrave; fermo in attesa: &ldquo;Israele prende il petrolio arabo&rdquo;, gli dice. &ldquo;E poi si rifiuta di venderlo agli arabi&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GAZA, 8 aprile 2008 (IPS) &#8211; Ayman Eid &egrave; rimasto fermo, come il suo taxi Hyundai arancione. 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