{"id":94,"date":"2004-05-12T05:02:10","date_gmt":"2004-05-12T05:02:10","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2004\/05\/12\/armi-africa-il-protocollo-di-nairobi\/"},"modified":"2004-05-12T05:02:10","modified_gmt":"2004-05-12T05:02:10","slug":"armi-africa-il-protocollo-di-nairobi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/05\/12\/armi-africa-il-protocollo-di-nairobi\/","title":{"rendered":"ARMI-AFRICA: Il Protocollo di Nairobi"},"content":{"rendered":"<p>NAIROBI, 12 maggio 2003 (IPS) &#8211; Pochi giorni fa, a Nairobi, i ministri degli Esteri e i responsabili politici di undici paesi africani hanno firmato un protocollo d&#8217;intesa, frutto dei recenti sforzi per ridurre la circolazione delle armi leggere in Africa.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Al termine dell&#8217;incontro (durato due giorni), il Protocollo di Nairobi su prevenzione, controllo e riduzione delle armi leggere e di piccolo calibro &egrave; stato sottoscritto da undici paesi del corno d&#8217;Africa e della regione dei Grandi Laghi: Burundi, Ruanda, Uganda, Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Sudan, Tanzania, Gibuti, Eritrea e Seychelles.<\/p>\n<p>I governi, con questo accordo, devono necessariamente risolvere i conflitti interni che attraggono i flussi di armi leggere in Africa centrale e orientale. <\/p>\n<p>Durante una conferenza stampa, il ministro degli Esteri del Kenya, Kalonzo Musyoka, ha spiegato che &#8220;la principale caratteristica dei conflitti in atto &egrave; la presenza di armi leggere e di piccolo calibro, facilmente reperibili sia legalmente che illegalmente, e che diffondono morte e sofferenza&#8221;.<\/p>\n<p>Il protocollo impone ai governi di mettere al bando la fabbricazione illegale, il traffico, il possesso e l&#8217;abuso delle armi leggere e di piccolo calibro. Ma le organizzazioni non governative avvertono che le leggi possono essere efficaci solo se ugualmente restrittive in tutti i paesi.<\/p>\n<p>Il rapporto pubblicato quest&#8217;anno da SaferAfrica e Saferworld, due gruppi civili pan-africani, afferma: &#8220;La legislazione deve essere specifica per ogni paese, ma la natura transnazionale del traffico di armi leggere richiede la collaborazione tra i paesi, soprattutto su aspetti del controllo legale delle armi&#8221;.<\/p>\n<p>Se i paesi non avranno leggi uniformi, il traffico di armi non far&agrave; altro che spostare tutte le sue attivit&agrave; negli stati pi&ugrave; permissivi. <\/p>\n<p>&#8220;Il controllo sul traffico di armi e sulle attivit&agrave; illecite che spesso lo accompagnano, non pu&ograve; avere punti deboli. Queste attivit&agrave; potrebbero oltrepassare i confini nazionali e diffondersi nella subregione&#8221;, continua il rapporto.<\/p>\n<p>La Somalia, che non &egrave; tra i paesi firmatari del protocollo, ne &egrave; un esempio. Dalla caduta del governo di Siad Barre, 14 anni fa, il paese &egrave; sconvolto da guerre civili e ancora non ha un governo centrale. Secondo Musyoka, sarebbero 60.000 le armi contrabbandate illegalmente in Kenya e usate nei combattimenti tra le diverse fazioni somale, cifre confermate anche dall&#8217;Africa Peace Forum e dal Security Research Information Centre di Nairobi.<\/p>\n<p>&#8220;La Somalia deve disarmarsi completamente. Le armi sono vendute in strada e spesso gli acquirenti sono i signori della guerra, persone senza scrupoli. Sotto i colpi di queste armi continuano a morire donne e bambini&#8221;, ha detto all&#8217;IPS, Asha Abdi, esponente politico a Nairobi.<\/p>\n<p> &#8220;La comunit&agrave; internazionale e i paesi confinanti la Somalia dovrebbero preoccuparsi di quello che sta avvenendo. Bisogna far capire alle fazioni in lotta che &egrave; importante mettere da parte gli interessi personali e riunire la propria gente, per portare finalmente la pace nel Continente Africa&#8221;, ha aggiunto Abdi.<\/p>\n<p>Nel 2002, in Kenya, sono iniziati i colloqui di pace per ripristinare l&#8217;ordine in Somalia. Nonostante i disaccordi, qualche risultato &egrave; stato raggiunto. Entro il 5 giugno 2004, i delegati delle diverse realt&agrave; sociali dovranno eleggere i membri del parlamento che a loro volta eleggeranno un presidente.<\/p>\n<p>In Sudan, la guerra civile tra governo di Khartoum e ribelli del sud dura da 20 anni e si pensa che nel paese ci siano migliaia di armi illegali.<\/p>\n<p> &#8220;Il traffico di armi &egrave; un problema che investe molti paesi della regione e siamo a Nairobi per trovare una soluzione&#8221;, ha detto all&#8217;IPS Ali Abdalrahaman Numeri, ambasciatore sudanese in Kenya.<\/p>\n<p>I dati del 2003 del progetto di ricerca Small Arms Survey di Ginevra, parlano di circa 30 milioni di armi di piccolo calibro nell&#8217;Africa sub-Sahariana.<\/p>\n<p>Nel 2001, le Nazioni Unite hanno adottato un &#8220;programma di azione per prevenire, combattere ed eliminare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro&#8221;. Oyugi Onono, funzionario del Segretariato Onu di Nairobi per le armi di piccolo calibro nella regione dei Grandi Laghi e nel Corno d&#8217;Africa, ha dichiarato che tutti i paesi, oggi a Nairobi, hanno sottoscritto questo programma.<\/p>\n<p>Koffi Koffison, coordinatore presso il centro delle Nazioni Unite per la pace e il disarmo in Africa, ha dichiarato all&#8217;IPS: &#8220;Se tutti i paesi, in particolare quelli delle regioni pi&ugrave; deboli, aderiscono al programma delle Nazioni Unite e applicano il protocollo di Nairobi, riusciremo senza alcun dubbio a tenere sotto controllo la proliferazione di armi nella regione&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAIROBI, 12 maggio 2003 (IPS) &#8211; Pochi giorni fa, a Nairobi, i ministri degli Esteri e i responsabili politici di undici paesi africani hanno firmato un protocollo d&#8217;intesa, frutto dei recenti sforzi per ridurre la circolazione delle armi leggere in&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/05\/12\/armi-africa-il-protocollo-di-nairobi\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,15,18,1,32],"tags":[],"class_list":["post-94","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-diritti-umani","category-economia","category-headlines","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=94"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=94"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=94"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=94"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}