{"id":923,"date":"2008-02-29T15:30:50","date_gmt":"2008-02-29T15:30:50","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/02\/29\/diritti-un-film-riporta-a-casa-la-verit\/"},"modified":"2008-02-29T15:30:50","modified_gmt":"2008-02-29T15:30:50","slug":"diritti-un-film-riporta-a-casa-la-verit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/02\/29\/diritti-un-film-riporta-a-casa-la-verit\/","title":{"rendered":"DIRITTI: Un film riporta a casa la verit&agrave;"},"content":{"rendered":"<p>ROMA, 29 febbraio 2008 (IPS) &#8211; L&rsquo;Italia deve ammettere il proprio coinvolgimento in almeno due<br \/>\ncasi certi di detenzione illegale. Lo chiede Amnesty International,<br \/>\ndopo l&#039;ammissione da parte del governo britannico che una base<br \/>\nUsa su suolo britannico &ndash; l&#039;isola di Diego Garcia nell&#039;Oceano<br \/>\nIndiano &ndash; sia stata usata due volte nel 2002 dagli Stati Uniti come<br \/>\nsosta durante il trasferimento segreto di due sospetti terroristi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1125\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1125\" class=\"size-full wp-image-1125\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/rendition.jpg\" alt=\" \" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1125\" class=\"wp-caption-text\"><br \/><\/p><\/div><\/div>\n<p>Quello di Maher Arar &egrave; uno dei due casi italiani di traduzioni  straordinarie di detenuti, ovvero il trasferimento illegale di  presunti terroristi realizzato direttamente o indirettamente dalla  Central Intelligence Agency (CIA), e la loro detenzione senza  processo in prigioni segrete oltreoceano. <\/p>\n<p>Ingiustamente accusato di coinvolgimento in atti di terrorismo,  Arar, cittadino canadese nato in Siria, &egrave; stato arrestato dalle  autorit&agrave; Usa a New York nel settembre 2002 e successivamente  trasferito in Siria, dove ha subito 11 mesi di carcere e torture.  Nel suo percorso verso la Siria, il volo segreto si &egrave; fermato  nell&#039;aeroporto militare romano di Ciampino, una notte  dell&rsquo;ottobre 2002, secondo i gruppi per i diritti umani. Il  governo italiano ha ufficialmente negato questa circostanza. <\/p>\n<p>L&rsquo;anno scorso, il Canada si &egrave; scusato ufficialmente con Arar,  accettando di riconoscergli un indennizzo di nove milioni di  dollari. <\/p>\n<p>La vera storia di Maher Arar ha ispirato il film&ldquo;Rendition &ndash;  Detenzione illegale&rdquo;, diretto dal regista sudafricano Gavin Hood  e sostenuto da Amnesty International, in uscita oggi nei cinema  italiani. <\/p>\n<p>&rdquo;&Egrave; un film importante, perch&eacute; descrive in maniera estremamente  realistica gli aspetti pi&ugrave; inquietanti del fenomeno della  detenzione illegale: scomparsa, impossibilit&agrave; per i genitori della  vittima di conoscere i fatti, smentite dalla politica, assenza di  condanna chiara di una simile procedura, detenzione segreta,  abuso, umiliazione, tortura, e violazione dei diritti umani  fondamentali&rdquo;, riferisce Riccardo Noury, portavoce dell&rsquo;ufficio  italiano di Amnesty International. <\/p>\n<p>Amnesty si aspetta che il film risvegli la consapevolezza del  pubblico su questo tema, e aiuti a fare giustizia per tutte le  vittime di consegne straordinarie. <\/p>\n<p>Il film &egrave; stato presentato nei cinema internazionali nell&rsquo;ottobre  del 2007, ma secondo i distributori ha avuto pi&ugrave; successo di  pubblico in Europa che negli Stati Uniti. Il lancio in Italia ha gi&agrave;  acceso il dibattito sulla connivenza del governo nei casi di  consegne illegali.  <\/p>\n<p>La complicit&agrave; del paese &egrave; stata documentata da una  commissione speciale nominata dal Parlamento europeo nel  2005, per indagare su casi di traduzione di prigionieri e imporre  sanzioni a membri Ue che hanno violato i diritti umani in  collusione con la CIA. <\/p>\n<p>Tra i paesi europei il cui coinvolgimento &egrave; documentato,  Germania, Svezia, Spagna, Italia, Irlanda, Grecia, Cipro,  Danimarca, Turchia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia,  Bosnia e Romania. <\/p>\n<p>Dopo 12 mesi di audizioni e ricerche, la commissione ha  stabilito che almeno 1.245 voli compiuti dalla CIA hanno  attraversato lo spazio aereo europeo o hanno sostato in  aeroporti del continente tra la fine del 2001 e la fine del 2005.  La commissione ha chiesto al Consiglio europeo, ente politico  del blocco, di ordinare un&rsquo;indagine indipendente e, &ldquo;ove  necessario, imporre sanzioni a stati membri in caso di violazioni  gravi e continuate&rdquo;.   Secondo Claudio Fava, a capo della commissione, sarebbe  necessario un follow-up delle indagini, che tuttavia appare  difficilmente realizzabile. Fava ha detto all&rsquo;IPS di aver  ripetutamente chiesto di riaprire l&rsquo;inchiesta, ma ora, &ldquo;dopo sei  mesi di attesa, ho capito che il Parlamento europeo non ha  alcuna intenzione di farlo, forse per evitare l&rsquo;imbarazzo con  alcuni paesi membri, come Portogallo, Germania, Gran Bretagna,  e Italia &ndash; dove Maher Arar &egrave; stato interrogato prima di andare  incontro ai suoi 11 mesi di tortura in Siria&#8221;. <\/p>\n<p>&rdquo;I governi che hanno assecondato simili abusi devono  assumersene la responsabilit&agrave;&rdquo;, ha ribadito. &ldquo;Alcuni di loro  stanno facendo il possibile per evitare una nuova inchiesta, e  dimenticare i risultati delle indagini dello scorso anno. Tuttavia,  l&rsquo;ammissione finale del governo britannico, che aveva  ripetutamente negato di aver concesso alla CIA l&rsquo;utilizzo di  spazio aereo o territorio britannico per i voli segreti, conferma  che tali abusi sono stati commessi con la complicit&agrave; dell&rsquo;Europa;  dobbiamo fare il possibile per accertarci che questi eventi  appartengono realmente al passato&rdquo;.<\/p>\n<p>Alla domanda se esistono la prove che le detenzioni illegali  siano davvero terminate, Fava risponde di non poter escludere il  perdurare dei voli segreti, anche se &ldquo;sono meno probabili  rispetto al passato, perch&eacute; oggi i sistemi illegali devono  misurarsi con il controllo di una stampa libera e democratica, e  dei gruppi per i diritti umani, e confrontarsi con una maggiore  consapevolezza della gente, che non vuole voltarsi dall&#039;altra  parte&rdquo;.<\/p>\n<p>L&rsquo;Italia &egrave; stata protagonista di un altro caso molto noto di  probabile detenzione illegale CIA. <\/p>\n<p>Abu Omar, religioso egiziano cui era stato concesso asilo in  Italia, ed ex imam della moschea di Milano, &egrave; stato sequestrato  nel 2003 a Milano da agenti della CIA, e successivamente  trasferito in Germania e in Egitto, dove ha subito torture. Agenti  segreti italiani, compreso l&rsquo;ex capo dei servizi segreti militari,  sono sotto processo per aver collaborato con la CIA.    Un processo in corso a Milano sta cercando di identificare  eventuali altri complici della CIA in Italia nelle fasi del sequestro.  Sospeso per l&#039;accusa del governo italiano di violazione del  segreto di stato, il processo dovrebbe riprendere il 12 marzo. <\/p>\n<p>Armando Spataro, pubblico ministero di Milano incaricato del  caso, ha detto all&rsquo;IPS che &ldquo;ci&ograve; di cui abbiamo bisogno oggi &egrave;  chiarezza, su questo e su tutti gli altri casi, che non sono  solamente  violazioni dei diritti umani, ma metodi illegali che  non favoriscono in alcun modo la lotta al terrorismo&rdquo;. <\/p>\n<p>&rdquo;Come documenta perfettamente il film &ldquo;Rendition &ndash; Detenzione  illegale&rsquo;, e come confermano gli ex agenti coinvolti negli  &lsquo;interrogatori&rsquo; illegali, mai nessuna informazione utile &egrave;  trapelata con la tortura&rdquo;, ha dichiarato il magistrato. &ldquo;Non sono  in grado di dire se il processo di Abu Omar verr&agrave; realmente  riaperto a marzo, ma spero sinceramente di s&igrave;, perch&eacute; tutti i  magistrati che hanno partecipato a questa indagine hanno  riscontrato prove inoppugnabili di violazione dei diritti umani&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA, 29 febbraio 2008 (IPS) &#8211; L&rsquo;Italia deve ammettere il proprio coinvolgimento in almeno due casi certi di detenzione illegale. 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