{"id":911,"date":"2008-02-08T12:35:50","date_gmt":"2008-02-08T12:35:50","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/02\/08\/obiettivi-del-millennio-le-battaglie-internazionali-vanno-combattute-a-livello-nazionale\/"},"modified":"2008-02-08T12:35:50","modified_gmt":"2008-02-08T12:35:50","slug":"obiettivi-del-millennio-le-battaglie-internazionali-vanno-combattute-a-livello-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/02\/08\/obiettivi-del-millennio-le-battaglie-internazionali-vanno-combattute-a-livello-nazionale\/","title":{"rendered":"OBIETTIVI DEL MILLENNIO: Le battaglie internazionali vanno combattute a livello nazionale"},"content":{"rendered":"<p>ROMA, 8 febbraio 2008 (IPS) &#8211; Dopo la recente inaugurazione di due centri regionali in Africa e Asia, la Campagna per gli obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite arriva in Europa. Il nuovo ufficio europeo, con quartier generale a Roma, sar&agrave; diretto da Marina Ponti, vice direttore della campagna globale e direttrice per l&rsquo;Europa.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1104\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1104\" class=\"size-full wp-image-1104\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Marina_Ponti.jpg\" alt=\"Marina Ponti Millennium Campaign\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1104\" class=\"wp-caption-text\">Marina Ponti<br \/>Millennium Campaign<\/p><\/div><\/div>\n<p>&rdquo;La Campagna del Millennio &egrave; stata lanciata nel 2002 in Italia, e cinque anni dopo torniamo nel luogo da cui siamo partiti&rdquo;, ha detto Marina Ponti all&#039;IPS in un&rsquo;intervista. &ldquo;Naturalmente, questo sar&agrave; un ufficio regionale e sosterr&agrave; attivit&agrave; di cittadini e organismi in tutti i paesi europei, anche se una parte fondamentale del lavoro si svolger&agrave; qui in Italia&rdquo;.<\/p>\n<p>La Campagna del Millennio &egrave; stata lanciata dall&rsquo;Onu per aiutare i cittadini a fare pressione sui loro governi, perch&eacute; mantengano gli impegni assunti in sede internazionale per il raggiungimento degli otto obiettivi del millennio entro il 2015. <\/p>\n<p>Tra gli obiettivi, il dimezzamento del numero di persone che oggi vivono nella povert&agrave; estrema &#8211; 1 miliardo nel mondo &#8211; l&rsquo;istruzione primaria universale, l&rsquo;uguaglianza di genere, la riduzione di due terzi la mortalit&agrave; infantile e materna, la lotta ad Hiv\/Aids, malaria e altre importanti malattie, la sostenibilit&agrave; ambientale, e il raggiungimento di una &#8220;alleanza globale per lo sviluppo&#8221;. <\/p>\n<p>IPS: Perch&eacute; la Campagna ha deciso di aprire la sua sede europea proprio a Roma? <\/p>\n<p>Marina Ponti: Spostare l&rsquo;ufficio regionale da New York in Europa &egrave; una decisione importante, che in verit&agrave; &egrave; stata presa dopo gli ottimi risultati ottenuti dagli uffici regionali aperti a Nairobi e a Bangkok. Risultati tanto positivi hanno evidenziato l&rsquo;esigenza di aprire un ufficio anche in Europa. <\/p>\n<p>Abbiamo scelto l&rsquo;Italia non solo perch&eacute; &egrave; un paese del G7 (gruppo di sette nazioni industrializzate, Usa, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Giappone), ma perch&eacute; la societ&agrave; civile italiana &egrave; estremamente attiva. C&rsquo;&egrave; un movimento pacifista molto vivo, con molti attori coinvolti, come gli enti locali e le Ong, e la popolazione ha mostrato di avere un grande interesse per i temi della lotta alla povert&agrave;, alla tutela dell&rsquo;ambiente, e alla costruzione di un sistema commerciale internazionale pi&ugrave; equo. <\/p>\n<p>IPS: Che tipo di supporto vi aspettate dall&rsquo;Italia, in un periodo di cos&igrave; grande incertezza politica? <\/p>\n<p>MP: Il governo uscente ha dimostrato di credere fermamente nella campagna come un modo per sfidare le istituzioni e promuovere un maggiore impegno. &Egrave; vero, siamo in una situazione politica molto instabile, andremo alle elezioni tra due mesi&#8230;quello che possiamo dire &egrave; che noi realmente speriamo che gli Obiettivi del Millennio (MDG) diventino una priorit&agrave; per tutti i partiti, una componente fondamentale della loro piattaforma politica, e che il prossimo governo, qualunque sia il suo colore, si fonder&agrave; realmente su quello che &egrave; stato fatto e sui passi positivi gi&agrave; compiuti dal governo uscente sulla cooperazione allo sviluppo. <\/p>\n<p>IPS: Nel suo precedente impegno con Mani Tese aveva esplorato il &ldquo;lato oscuro&rdquo; del sistema finanziario internazionale. Il suo lato &ldquo;pi&ugrave; oscuro&rdquo;, la corruzione, ha un impatto estremamente negativo sullo sviluppo delle popolazioni povere in tutto il mondo. I dati parlano di flussi di riciclaggio del denaro in aumento di mille miliardi di dollari ogni anno, ottenuti con il traffico di droga, di armi e altre attivit&agrave; criminali. Eppure, questo tema &egrave; assente dagli otto obiettivi di sviluppo. Perch&eacute;? <\/p>\n<p>MP: &Egrave; una domanda molto importante. Gli MDG sono il risultato di un accordo tra nazioni ricche e povere. I paesi poveri si sono dovuti impegnare, e la loro responsabilit&agrave; &egrave; raggiungere i primi sette obiettivi, mentre i paesi ricchi dovranno raggiungere l&rsquo;obiettivo numero otto, che riguarda la qualit&agrave; e quantit&agrave; degli aiuti e la riforma delle regole commerciali. <\/p>\n<p>Ma tra le istanze politiche della Campagna al Sud, in Africa e in Asia, il 90 per cento delle richieste ai governi riguarda proprio la lotta alla corruzione. Responsabilit&agrave;, lotta alla corruzione, e sostegno reale delle riforme istituzionali costituiscono una componente essenziale per il raggiungimento degli obiettivi. <\/p>\n<p>IPS: Perch&eacute; dunque la Campagna del Millennio non ha avviato una discussione sui meccanismi per la lotta internazionale alla corruzione? <\/p>\n<p>MP: Innanzitutto perch&eacute; non esistono istituzioni internazionali in grado di superare la sovranit&agrave; nazionale degli stati. Noi crediamo fermamente che i governi e gli organismi istituzionali stiano fondamentalmente seguendo le indicazioni dei governi. <\/p>\n<p>Saremo in grado di combattere la corruzione superando la sovranit&agrave; degli stati nel momento in cui la lotta alla corruzione diventer&agrave; una realt&agrave; a livello nazionale. Molti si battono contro istituzioni come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, l&rsquo;Organizzazione mondiale per il commercio e altri organismi internazionali. Ma questi organismi riflettono in qualche modo le richieste &ndash; e dipendono realmente dalla voce &ndash; dei governi che concretamente li gestiscono.    Come Campagna, abbiamo bisogno che i cittadini, e i gruppi di rappresentanza civile, facciano pressione sui governi, in modo che questi possano cambiare le politiche a livello nazionale, dove davvero serve, e in tutti gli organismi istituzionali che rappresentano. Quello che chiediamo &egrave; una vera coerenza delle politiche, ma la coerenza deve iniziare a casa propria, a livello nazionale. <\/p>\n<p>IPS: Pu&ograve; farci un esempio? <\/p>\n<p>MP: Stiamo lottando contro i sussidi agricoli, e tra i peggiori nemici di quel sistema c&rsquo;&egrave; la Commissione Europea. Ma non intendiamo combattere quella battaglia a Bruxelles, perch&eacute; Bruxelles non ha di fatto il potere di cambiare le politiche, finch&eacute; i governi nazionali, soprattutto quelli dell&rsquo;Europa meridionale, non cambieranno la loro posizione al riguardo. <\/p>\n<p>Molte delle politiche che combattiamo nelle organizzazioni internazionali sono il risultato di decisioni prese a livello nazionale. &Egrave; per questo che privilegiamo quel livello. <\/p>\n<p>IPS: Avete denunciato una scarsa volont&agrave; politica da parte dei paesi ricchi di sostenere la cooperazione allo sviluppo. Concretamente, avete chiesto ai paesi ricchi un maggiore impegno nelle aree rurali pi&ugrave; povere, una riformulazione della sostenibilit&agrave; del debito estero all&rsquo;interno del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, e pratiche commerciali pi&ugrave; eque. A met&agrave; strada verso il 2015, qualcosa &egrave; cambiato? Cosa &egrave; successo in Europa? <\/p>\n<p>MP: Nel 2005 si &egrave; verificato qualcosa di molto speciale rispetto agli MDG, quando a Lussemburgo si &egrave; arrivati a un importante accordo europeo su come raggiungere lo 0,7 per cento (dell&#039;aiuto pubblico allo sviluppo), e abbiamo ottenuto un programma intermedio ben definito. &Egrave; stato un traguardo estremamente importante per gli obiettivi. Ma di nuovo, questi impegni non sono vincolanti, quindi corrisponderanno alla realt&agrave; politica solo se governi e parlamenti percepiranno una pressione molto forte da parte dei loro elettori. <\/p>\n<p>Credo che attualmente l&rsquo;Europa stia ancora tenendo fede a quegli impegni, ma tra pochi anni vedremo se l&rsquo;Europa vorr&agrave; realmente fare la sua parte. Credo sia fondamentale, giunti a met&agrave; strada, attivare nuovamente una forte mobilitazione e far crescere la pressione da parte dei media, dei governi locali, della societ&agrave; civile, per trasmettere il messaggio che i cittadini europei vogliono davvero che i loro governi mantengano le promesse fatte. <\/p>\n<p>IPS: Quali sono i punti fondamentali della strategia della Campagna del Millennio di quest&rsquo;anno? <\/p>\n<p>MP: Questo sar&agrave; un anno molto importante, particolarmente attento a un problema chiave per la campagna europea, la qualit&agrave; degli aiuti. <\/p>\n<p>&Egrave; pi&ugrave; facile parlare dello 0,7 per cento, e pronunciarsi sulla quantit&agrave;, perch&eacute; &egrave; qualcosa di misurabile e che possiamo chiedere con precisione ai governi. Ma quantit&agrave; e qualit&agrave; non possono essere separate. Se chiediamo maggiori risorse non &egrave; solo per il gusto di avere di pi&ugrave;, ma perch&eacute; davvero ne abbiamo bisogno per raggiungere gli MDG, per occuparci dei paesi pi&ugrave; poveri del mondo, per pensare alle categorie pi&ugrave; deboli &ndash; donne, gruppi indigeni, bambini. Ritengo che nei prossimi dieci anni sar&agrave; sempre pi&ugrave; difficile per i governi aumentare le risorse se i cittadini non avranno la certezza che queste siano state ben investite. <\/p>\n<p>Credo che il dibattito sulla qualit&agrave; sia tanto rilevante quanto quello sulla quantit&agrave;. A settembre ci sar&agrave; un&rsquo;importante conferenza ad Accra (Ghana) che valuter&agrave; i progressi fatti dai paesi donatori per migliorare la qualit&agrave; dei loro aiuti allo sviluppo. <\/p>\n<p>E anche quest&rsquo;anno avremo lo &rdquo;Stand Up&rdquo; (la consueta mobilitazione globale contro la povert&agrave;, alla sua terza edizione), dal 17 al 19 ottobre. L&rsquo;anno scorso, oltre 44 milioni di persone nel mondo si sono unite al movimento Stand Up. Di queste, 750mila erano in Italia. <\/p>\n<p>IPS: Qual &egrave; la relazione, se esiste, tra la spinta per lo sviluppo e le crisi globali in Medio Oriente, Pakistan, Birmania, Africa&#8230; <\/p>\n<p>MP: Non possiamo ignorare quello che sta accadendo nel mondo, le emergenze sono estremamente visibili attraverso i media e l&rsquo;opinione pubblica, quindi &egrave; impossibile evitare l&#039;argomento. <\/p>\n<p>Tuttavia, serve anche un cambiamento culturale, dobbiamo smettere di spostarci da un&rsquo;emergenza all&rsquo;altra, e iniziare a discutere di come si possa creare un ambiente capace di sostenere crescita sociale, pace, diritti umani, empowerment di uomini e donne, e sostegno del pianeta. <\/p>\n<p>Finch&eacute; continueremo a saltare da un conflitto all&rsquo;altro, senza interrogarci sulle noiose questioni di lungo termine &#8211;  le domande che in molti casi i politici non si pongono, perch&eacute; potrebbero non essere pi&ugrave; al potere nel lungo periodo &ndash; avremo poche possibilit&agrave; di successo. Con una visione a breve termine, qualunque soluzione troveremo, sar&agrave; una soluzione a breve termine. Naturalmente dobbiamo occuparci di ci&ograve; che accade nel mondo, ma allo stesso tempo dobbiamo conoscere e affrontare quelle domande fondamentali e quelle sfide che non sono sotto i riflettori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA, 8 febbraio 2008 (IPS) &#8211; Dopo la recente inaugurazione di due centri regionali in Africa e Asia, la Campagna per gli obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite arriva in Europa. 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