{"id":885,"date":"2007-12-12T16:33:12","date_gmt":"2007-12-12T16:33:12","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/12\/12\/migrazioni-pu-essere-difficile-resistere-a-una-sottile-xenofobia\/"},"modified":"2017-11-08T17:51:56","modified_gmt":"2017-11-08T17:51:56","slug":"migrazioni-pu-essere-difficile-resistere-a-una-sottile-xenofobia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/12\/12\/migrazioni-pu-essere-difficile-resistere-a-una-sottile-xenofobia\/","title":{"rendered":"MIGRAZIONI: Pu&ograve; essere difficile resistere a una sottile xenofobia"},"content":{"rendered":"<p>VENEZIA, 11 dicembre 2007 (IPS) &#8211; Con le ondate di ostilit&agrave; verso le maree di migranti che si riversano in Europa, Peter Schatzer ha il suo da fare. E visto che il Mediterraneo &egrave; la porta d&#039;ingresso per l&rsquo;immigrazione in Europa, documentata o no, Schatzer lavora in prima linea per mostrare il volto umano dell&rsquo;emigrazione di fronte all&rsquo;opposizione politica ad essa.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Peter Schatzer, direttore dell&rsquo;ufficio regionale per il Mediterraneo e capo missione dell&rsquo;Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) per Italia e Malta, ha parlato con Sanjay Suri dell&rsquo;IPS durante il meeting sul ruolo della comunicazione nell&rsquo;alleanza fra le civilt&agrave;, organizzato a Venezia dall&rsquo;IPS insieme all&rsquo;OIM e alla Provincia di Venezia.  <\/p>\n<p>IPS: Gli immigrati sono lo strumento per rispondere alla domanda di manodopera dell&#039;Europa? <\/p>\n<p>Peter Schatzer: Gli immigrati in realt&agrave; stanno ai due estremi del mercato del lavoro, in positivo e in negativo. Molti di loro occupano l&#039;estremit&agrave; inferiore, ma altri stanno al vertice. Perch&eacute; alcuni dei professionisti pi&ugrave; capaci che si muovono, e che ogni paese cerca di attrarre a s&eacute;, sono migranti. Tuttavia, &egrave; vero che molti immigrati, anche quelli pi&ugrave; qualificati, devono iniziare con lavori molto umili semplicemente perch&eacute; sono gli unici disponibili, e molti degli autoctoni in Europa e in altre parti del mondo non vogliono pi&ugrave; svolgere certe mansioni. &Egrave; stato sempre cos&igrave; nella storia dell&rsquo;emigrazione. <\/p>\n<p>IPS: Ma la stragrande maggioranza si trova ai livelli pi&ugrave; bassi. <\/p>\n<p>PS: S&igrave;, in genere con impieghi di servizio, o nell&rsquo;agricoltura, quei campi non molto richiesti perch&eacute; gli orari sono lunghi e i salari molto bassi. Sono gli impieghi di tipo &#039;D&#039;, che sta per &ldquo;dangerous, dirty jobs&rdquo;, ovvero sporchi e pericolosi, ma anche impieghi di tipo &#039;B&#039;, &ldquo;boring, below standard&rdquo;, cio&egrave; noiosi e sotto gli standard, tutti scarsamente retribuiti. Sono questi i mestieri disponibili sul mercato del lavoro per i migranti. <\/p>\n<p>IPS: Questo li rende utili, ma non accettabili? <\/p>\n<p>PS: Ricordiamo innanzitutto che i migranti sono prima di ogni altra cosa esseri umani, come tutti noi, non si dovrebbe usare questo approccio utilitaristico. Inoltre, non hanno un ruolo di utilit&agrave; solo per la societ&agrave; che li ospita, ma anche per la societ&agrave; di provenienza, dato che le rimesse che spediscono a casa contribuiscono allo sviluppo. Tuttavia, portano con s&eacute; anche la loro cultura, i loro principi, e con questo contribuiscono a modificare le societ&agrave; che li ospitano. <\/p>\n<p>IPS: Con quale grado di integrazione? <\/p>\n<p>PS: Ancora una volta, dipende. Vi sono alcuni gruppi di migranti che si amalgamano senza grossi problemi, e ve ne sono altri per i quali l&rsquo;integrazione &egrave; pi&ugrave; difficile; vediamo i segni di una mancata integrazione anche nella seconda generazione in molte parti d&rsquo;Europa, anche in quei paesi dove il modello di integrazione ci era sembrato perfetto fino a qualche tempo fa. Quindi c&rsquo;&egrave; ancora molto da fare, e servono maggiori investimenti per integrare le persone. <\/p>\n<p>IPS: Integrare come? <\/p>\n<p>PS: L&rsquo;integrazione avviene a diversi livelli. Prima di tutto vi sono la scuola, la lingua, l&rsquo;alloggio, poi viene naturalmente il lavoro e l&rsquo;integrazione culturale. L&rsquo;accettazione dei diversi credo religiosi e il modo in cui vengono praticati. Tutti questi elementi insieme sono necessari per raggiungere una vera integrazione. Inoltre, serve un consenso di base tra i migranti e chi ha vive sul posto da pi&ugrave; tempo, per concordare sui valori fondamentali che devono essere accettati da tutti. <\/p>\n<p>IPS: Dopo due, tre generazioni, qualcuno pu&ograve; essere davvero accettato come cittadino? <\/p>\n<p>PS: Questo &egrave; un altro problema. In alcuni paesi acquisiscono la nazionalit&agrave;, la cittadinanza, il passaporto, ma non si sentono ancora cittadini, o almeno cittadini di prima classe, perch&eacute; sono in qualche modo lasciati indietro dalla societ&agrave;. Si pu&ograve; anche avere la nazionalit&agrave; di un paese, e sentirsi tuttavia ancora cittadini di seconda classe, ed &egrave; qui che inizia il problema, perch&eacute; la seconda generazione non accetta le privazioni che le prime generazioni ammettevano in quanto nuovi arrivati, consci del fatto che sarebbe stata dura per loro. <\/p>\n<p>IPS: Questo &egrave; un errore di una o di entrambe le parti? <\/p>\n<p>PS: &Egrave; ovviamente un errore da entrambe le parti, ma per entrambe le parti devono essere presenti le istituzioni. Non bastano i governi, perch&eacute; l&rsquo;integrazione non avviene a livello di governo, avviene a livello locale, quindi comunit&agrave;, leader, istituzioni, ong, societ&agrave; civile, ma anche i media, perch&eacute; le storie che vengono raccontate possono parlare di integrazione e immigrazione pi&ugrave; o meno di successo, oppure di conflitti e di come risolverli. <\/p>\n<p>IPS: Perch&eacute; l&rsquo;Occidente pu&ograve; andare ovunque, ma non &egrave; altrettanto vero che chiunque pu&ograve; andare in Occidente? <\/p>\n<p>PS: &Egrave; sempre difficile per i pi&ugrave; poveri stabilirsi in un paese pi&ugrave; ricco. &Egrave; successo agli italiani &ndash; siamo in un&rsquo;area che ha avuto fino a 40, 50 anni fa un&rsquo;emigrazione verso gli Stati Uniti, o verso la Gran Bretagna e la Svizzera: erano considerati immigrati poveri, sporchi, inaccettabili, proprio come alcune delle nostre societ&agrave; considerano oggi coloro che vengono dalla Romania o da certe parti dell&rsquo;Africa. Questo ha a che fare soprattutto con lo status economico, e prescinde dall&rsquo;essere europei o bianchi, o di un altro colore. <\/p>\n<p>IPS: La questione dell&rsquo;accettazione sta migliorando o peggiorando? <\/p>\n<p>PS: Non credo che esista una tabella con classifiche o votazioni in proposito. In particolare, direi che c&rsquo;&egrave; un piccolo progresso in alcuni posti, perch&eacute; nella maggior parte d&rsquo;Europa oggi &egrave; semplicemente inaccettabile essere razzisti, o almeno essere apertamente razzisti e xenofobi. Tuttavia, ci sono sacche di resistenza, in diversi paesi e in tempi differenti, e dobbiamo essere sempre vigili e cercare di combatterle, anche se non basta combattere, bisogna trovare la cura; perch&eacute; la xenofobia &egrave; in primo luogo una fobia, ovvero una malattia, e le malattie devono essere curate con i metodi giusti, e non attaccando il paziente. <\/p>\n<p>IPS: Crede che il razzismo si stia insinuando in maniera pi&ugrave; sottile? <\/p>\n<p>PS: Assolutamente s&igrave;, perch&eacute; il linguaggio di alcuni tra coloro che praticano la xenofobia diventa sempre pi&ugrave; cauto, dato che sanno di essere stati scoperti e di trovarsi sotto i riflettori. Per&ograve; ovviamente anche la nostra capacit&agrave; di analizzare il fenomeno diventa sempre pi&ugrave; sottile. Dobbiamo cercare di mantenere alcuni di questi temi fondamentali fuori dal dibattito politico il pi&ugrave; possibile. Il che non &egrave; facile, perch&eacute; in Europa e in altre parti del mondo le elezioni si possono persino vincere o perdere &#8212; e questo vale anche per i partiti pi&ugrave; forti &#8212; in base alla percezione che l&rsquo;emigrazione sia o meno un fenomeno sotto controllo. <\/p>\n<p>IPS: Un&rsquo;analisi sottile dovrebbe essere pi&ugrave; facile di una cura sottile. <\/p>\n<p>PS: Credo che si debba distinguere caso per caso. Alcuni casi possono essere &#039;curati&#039; con estrema facilit&agrave;, soprattutto nel caso dei pi&ugrave; giovani, ma ovviamente, analizzare &egrave; di solito pi&ugrave; semplice che arrivare a soluzioni perfette. <\/p>\n<p>IPS: Come si pu&ograve; affrontare una xenofobia che viene espressa, ma si ferma poco prima di infrangere la legge? <\/p>\n<p>PS: Bisogna isolarla il pi&ugrave; possibile, e assicurarsi che non abbia un impatto decisivo sulle politiche e sul comportamento della maggioranza delle persone. <\/p>\n<p>IPS: Dove si registrano le pratiche migliori e dove le peggiori? <\/p>\n<p>PS: Non credo che il fenomeno si possa misurare, ogni paese ha strumenti diversi per valutare l&rsquo;integrazione, e anche i crimini commessi da immigrati, quindi &egrave; molto difficile fare comparazioni. In generale, credo che la situazione migliore in termini di integrazione, diversit&agrave;, unit&agrave;, si possa registrare in Canada. In Europa vi sono sforzi significativi, ma non esiste il sistema perfetto, nemmeno in quei paesi che fino a qualche anno fa consideravamo in cima alla classifica, come l&rsquo;Olanda, o alcuni dei paesi scandinavi. <\/p>\n<p>IPS: Come dovrebbe essere la storia delle migrazioni in un mondo perfetto? <\/p>\n<p>PS: Che chi desidera emigrare dovrebbe poterlo fare liberamente, e che nessuno sia costretto a farlo per via delle crisi o di un conflitto, o per ragioni economiche e di persecuzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VENEZIA, 11 dicembre 2007 (IPS) &#8211; Con le ondate di ostilit&agrave; verso le maree di migranti che si riversano in Europa, Peter Schatzer ha il suo da fare. 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