{"id":881,"date":"2007-12-03T16:34:42","date_gmt":"2007-12-03T16:34:42","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/12\/03\/sviluppo-di-fronte-agli-scontri-bisogna-parlare\/"},"modified":"2007-12-03T16:34:42","modified_gmt":"2007-12-03T16:34:42","slug":"sviluppo-di-fronte-agli-scontri-bisogna-parlare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/12\/03\/sviluppo-di-fronte-agli-scontri-bisogna-parlare\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: Di fronte agli scontri, bisogna parlare"},"content":{"rendered":"<p>VENEZIA, 3 dicembre 2007 (IPS) &#8211; Negli scontri tra le civilt&agrave; e tra i popoli, c&rsquo;&egrave; solo una strategia che funziona: parlarne il pi&ugrave; possibile. Il problema pi&ugrave; difficile, per&ograve;, &egrave; come parlarne.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il tema &egrave; stato affrontato durante il meeting sulla comunicazione e lo scontro di civilt&agrave; organizzato da IPS e dall&rsquo;Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), tenutosi la settimana scorsa nell&rsquo;isola veneziana di San Servolo.<\/p>\n<p>&rdquo;Non esiste nessun tipo di conflitto che non abbia soluzione&rdquo;, ha detto Martii Ahtisaari, direttore dell&rsquo;Iniziativa per la gestione delle crisi (Crisis Management Initiative). Ahtisaari ha dedicato la sua vita a gestire diverse situazioni di conflitto nel mondo; la pi&ugrave; recente &egrave; il Kosovo. Non tutti i casi si sono risolti, ma questo non ha scosso la sua profonda convinzione che una soluzione &egrave; sempre possibile.<\/p>\n<p>Uno dei primi passi, ha riferito, &egrave; stabilire la comunicazione tra i gruppi pi&ugrave; importanti. In Medio Oriente, per esempio, come si pu&ograve; sperare di raggiungere la pace senza coinvolgere Hamas nelle consultazioni?. &ldquo;Non si raggiunge la pace (escludendo) i gruppi che godono del sostegno della popolazione, qualunque sia il motivo&rdquo;, ha osservato Ahtisaari.<\/p>\n<p>La comunicazione &egrave; necessaria non solo tra i leader, ma anche tra le popolazioni &#8211; coinvolgendo i media, non sempre con risultati positivi. La presenza dei media sembra sempre pi&ugrave; forte, ma diminuiscono i rappresentanti dell&rsquo;informazione indipendente. <\/p>\n<p>&rdquo;I media diventano sempre pi&ugrave; simili tra loro, perch&eacute; le fonti diminuiscono. Non credo che i mezzi di informazione siano all&rsquo;altezza delle sfide che questi tempi ci pongono&rdquo;, ha detto durante il meeting Roberto Savio, fondatore di IPS.<\/p>\n<p>Nei casi in cui il conflitto riguarda soprattutto la religione, sta ai gruppi religiosi parlare. &ldquo;Dei 6,5 miliardi di persone nel mondo, cinque miliardi si identificano come membri di comunit&agrave; religiose&rdquo;, ha osservato Leonid Kishkovsky della Conferenza mondiale delle religioni per la pace. &ldquo;E solo le comunit&agrave; religiose possono raggiungere queste persone&rdquo;.<\/p>\n<p>Gli estremisti utilizzano strumenti di comunicazione digitale per promuovere la violenza, avverte Kishkovsky. &ldquo;Le comunit&agrave; multi-religiose devono usare questi stessi strumenti per combattere la violenza&rdquo;.<\/p>\n<p>I gruppi religiosi si stanno gi&agrave; muovendo, anche in Iraq, anche se questo non ha portato al cambiamento sperato. Ma &ldquo;i tentativi dei leader religiosi iracheni di rimanere uniti vengono riferiti poco dai media&rdquo;, ha detto Kishkovsky. <\/p>\n<p>Questo solleva il vecchio interrogativo sul perch&eacute; i media non prendono in considerazione le storie che dovrebbero essere raccontate.<\/p>\n<p>Un modo per affrontare il problema &egrave; liberarsi dall&rsquo;attenzione ossessiva dei media per le personalit&agrave;, secondo il direttore generale (DG) di IPS Mario Lubetkin.   Nessuno pensa che sia facile; il problema solleva naturalmente pi&ugrave; domande che risposte, ha detto Lubetkin in apertura della conferenza. Tuttavia, il dibattito stesso &egrave; un &ldquo;modo provocatorio per iniziare una discussione sul ruolo della comunicazione&rdquo;, ha proseguito il DG, aggiungendo che &ldquo;dobbiamo trasformare le idee in pratica&rdquo;. L&rsquo;IPS potrebbe ad esempio collaborare con altre organizzazioni della stampa che cercano di dare voce ai senza voce.<\/p>\n<p>&rdquo;Speriamo di poter avviare delle idee concrete nel futuro prossimo, magari in una partnership con altri protagonisti del mondo dell&rsquo;informazione, o con la societ&agrave; civile e le universit&agrave;, o anche con istituzioni nazionali e internazionali che hanno una missione o delle idee simili alle nostre&rdquo;.<\/p>\n<p>Da parte sua, la viceministra degli Esteri Patrizia Sentinelli ha osservato che l&rsquo;Europa ha una lunga storia di conflitti, eppure &ldquo;tutti i paesi europei hanno deciso di cercare una maggiore unit&agrave;, sulla base del dialogo e del pieno rispetto per le differenze e le culture diverse&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;La comunicazione deve essere fondata sull&rsquo;interazione e lo scambio di informazioni&rdquo;, ha aggiunto. &ldquo;L&rsquo;Islam e l&rsquo;Occidente sono due realt&agrave; importanti per il futuro del mondo&rdquo;.<\/p>\n<p>Il dialogo potrebbe funzionare anche per gli altri, cos&igrave; come un nuovo linguaggio di alleanza rispettosa. L&rsquo;Europa oggi si oppone alla classificazione dei paesi in donatori e riceventi, sostiene Sentinelli. Piuttosto, i paesi vengono considerati &ldquo;su (uno) stesso piano di partner per lo sviluppo&rdquo;. E per questo motivo, ha aggiunto, &ldquo;abbiamo bisogno del sostegno della societ&agrave; civile per sviluppare nuove strategie&ldquo;.<\/p>\n<p>Potenziare la comunicazione pu&ograve; contribuire allo sviluppo dei paesi, non solo a porre fine ai conflitti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VENEZIA, 3 dicembre 2007 (IPS) &#8211; Negli scontri tra le civilt&agrave; e tra i popoli, c&rsquo;&egrave; solo una strategia che funziona: parlarne il pi&ugrave; possibile. 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