{"id":838,"date":"2007-09-14T12:03:57","date_gmt":"2007-09-14T12:03:57","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/09\/14\/diritti-abusi-sulle-donne-africane-in-libano\/"},"modified":"2007-09-14T12:03:57","modified_gmt":"2007-09-14T12:03:57","slug":"diritti-abusi-sulle-donne-africane-in-libano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/09\/14\/diritti-abusi-sulle-donne-africane-in-libano\/","title":{"rendered":"DIRITTI: Abusi sulle donne africane in Libano"},"content":{"rendered":"<p>BEIRUT, 15 settembre 2007 (IPS) &#8211; Piegate dalla povert&agrave; e dalla guerra nei loro paesi d&rsquo;origine, le donne africane vanno in Libano per ritrovarsi affamate, abusate, stuprate e in condizioni simili alla schiavit&ugrave;.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Amira ha 25 anni, viene dalla Repubblica democratica del Congo. &ldquo;Una volta Madame ha trovato polvere sui mobili e mi ha detto che la casa era sporca come la mia pelle&rdquo;.<\/p>\n<p>Per quattro anni, Amira &egrave; stata confinata nell&rsquo;appartamento dei suoi datori di lavoro, usciva solo per portare fuori la spazzatura. A causa del conflitto nel suo paese, era partita per il Libano con un contratto di sei anni come domestica. Sveglia alle 5.30, e 18 ore di duro lavoro senza pausa.<\/p>\n<p>&rdquo;Anche ai cani viene permesso di uscire, invece noi siamo rinchiuse&rdquo;, dice dal terrazzo. &ldquo;Lavoriamo come schiavi&rdquo;.<\/p>\n<p>Amira &egrave; tra le oltre 30 mila lavoratrici domestiche africane in Libano. La maggior parte arrivano da Etiopia, Eritrea, Nigeria e Sudan, e in Libano rappresentano il grosso della forza lavoro per servizi domestici e di pulizia.<\/p>\n<p>Tradizionalmente, le famiglie assumevano per i lavori domestici giovani donne libanesi, provenienti per lo pi&ugrave; da aree rurali povere &#8211; palestinesi, siriane o egiziane. Oggi in Libano difficilmente le donne arabe svolgono questo tipo di mansioni &#8211; considerandole umilianti e inaccettabili &ndash; e le lasciano a donne immigrate che accettano lavori modesti, condizioni di vita povere e salari bassi.<\/p>\n<p>&rdquo;A volte non mi fanno mangiare, se mi danno qualcosa &egrave; solo pane e formaggio&rdquo;; racconta la diciannovenne Aisha, nigeriana. &ldquo;Se scappassi, la polizia mi troverebbe, e senza documenti mi arresterebbero&rdquo;.<\/p>\n<p>Il datore di lavoro requisisce alla domestica passaporto e documenti di identit&agrave;, che vengono restituiti solo alla fine del contratto, quando la lavoratrice viene &ldquo;rilasciata&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;Requisire i passaporti &egrave; considerato una garanzia per il proprio investimento&rdquo;, dichiara Najla Chada, direttrice del Centro migranti Caritas. &ldquo;Le collaboratrici domestiche non rientrano tra le categorie dei lavoratori, quindi non sono coperte dalle leggi del lavoro libanesi: sono considerate serve&rdquo;.<\/p>\n<p>Le lavoratrici domestiche immigrate in Libano sono coperte dalla Kafala, o sistema di protezione, che impone alle donne un finanziamento legale per la durata dei loro contratti, obbligando le immigrate a dipendere dai loro datori di lavoro, e rendendole vulnerabili all&rsquo;abuso.<\/p>\n<p>Elisa ha 16 anni ed &egrave; etiope. Sua madre &egrave; morta l&rsquo;anno scorso; &egrave; venuta in Libano sei mesi fa per lavorare e mandare soldi alla famiglia. Per 100 dollari al mese, pulisce cinque case al giorno.<\/p>\n<p>&rdquo;Quando ho iniziato a lavorare qui, subivo regolarmente abusi sessuali da parte del padre della famiglia per cui lavoravo. I figli mi picchiavano tutti i giorni, io cercavo di spiegare a Madame, ma lei non faceva niente. A volte il padre veniva a dormire con me e mi minacciava che se avessi rifiutato mi avrebbe picchiato. Per questo ho lasciato quella casa&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), in Libano sono oltre 20.000 le donne etiopi che lavorano come collaboratrici domestiche. Prima di lasciare l&rsquo;Etiopia, l&rsquo;agenzia aveva assicurato ad Elisa che se i datori di lavoro l&rsquo;avessero picchiata avrebbe potuto contattare l&rsquo;ambasciata etiope a Beirut.<\/p>\n<p>L&rsquo;Etiopia non ha ancora istituito la propria ambasciata in Libano, a causa delle relazioni politiche tra i due paesi, e l&rsquo;immane compito di proteggere gli interessi degli immigrati etiopi &egrave; delegato a un consolato sottodimensionato. Molte donne contraggono debiti per pagare la provvigione all&rsquo;agenzia nei loro paesi d&rsquo;origine per il finanziamento all&rsquo;estero. Malgrado Elisa abbia paura di accettare un nuovo lavoro, dice di voler rimanere in Libano a lavorare.<\/p>\n<p>&rdquo;Forse mi succeder&agrave; la stessa cosa con il mio nuovo datore di lavoro, ma devo pensare ai problemi da risolvere in Etiopia e quindi devo provarci&rdquo;.<\/p>\n<p>Malgrado il Libano sia membro del comitato consultivo dell&rsquo;UNHCR, non ha firmato la Convenzione di Ginevra del 1951 che riguarda i lavoratori migranti. Mancando i regolari diritti per i cittadini di accedere all&rsquo;assistenza pubblica, la scelta per i migranti &egrave; di scappare e diventare illegali, oppure subire quotidianamente gli abusi. Nonostante la pressione delle organizzazioni per il lavoro, il governo libanese non ha ancora fatto nulla per affrontare il problema.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BEIRUT, 15 settembre 2007 (IPS) &#8211; Piegate dalla povert&agrave; e dalla guerra nei loro paesi d&rsquo;origine, le donne africane vanno in Libano per ritrovarsi affamate, abusate, stuprate e in condizioni simili alla schiavit&ugrave;.<\/p>\n","protected":false},"author":257,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,11,15,16,1,27,28,25],"tags":[],"class_list":["post-838","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-columnas","category-diritti-umani","category-donne-e-sviluppo","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-medioriente","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/838","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/257"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=838"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/838\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=838"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=838"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=838"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}