{"id":837,"date":"2007-09-11T11:47:20","date_gmt":"2007-09-11T11:47:20","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/09\/11\/ambiente-india-a-ventanni-dalla-tragedia-di-bhopal-non-ancora-iniziata-la-bonifica-dai-gas\/"},"modified":"2007-09-11T11:47:20","modified_gmt":"2007-09-11T11:47:20","slug":"ambiente-india-a-ventanni-dalla-tragedia-di-bhopal-non-ancora-iniziata-la-bonifica-dai-gas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/09\/11\/ambiente-india-a-ventanni-dalla-tragedia-di-bhopal-non-ancora-iniziata-la-bonifica-dai-gas\/","title":{"rendered":"AMBIENTE-INDIA: A vent&#8217;anni dalla tragedia di Bhopal, non ancora iniziata la bonifica dai gas"},"content":{"rendered":"<p>NEW DELHI, 11 settembre 2007 (IPS) &#8211; Oltre vent&rsquo;anni dopo il pi&ugrave; grave disastro industriale nella storia, avvenuto in un impianto chimico di propriet&agrave; di una multinazionale Usa a Bhopal, nell&rsquo;India centrale, si continuano ad eludere le responsabilit&agrave; per la bonifica di migliaia di tonnellate di prodotti chimici tossici che hanno contaminato il suolo e l&rsquo;acqua dell&#039;intera area.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La multinazionale statunitense Dow Chemical ha proposto di assumersi parte dei costi per la bonifica del sito dell&rsquo;impianto da cui, nel dicembre 1984, sono fuoriusciti gas letali a base di cianuro, che si sono dispersi nell&rsquo;aria provocando 4.000 morti immediate. La Dow vorrebbe essere liberata dalle responsabilit&agrave; legali ereditate dalla Union Carbide Corp., che ha acquisito nel 2001. <\/p>\n<p>Per legge, la Dow ne ha rilevato attivi e passivi, beni e responsabilit&agrave;. Ma l&rsquo;impresa ha fatto molte pressioni, sia direttamente sia attraverso il governo Usa, per influenzare gli alti funzionari del governo indiano e ottenere un giudizio in suo favore.   Se avr&agrave; successo, la Dow potr&agrave; evadere le sue responsabilit&agrave; di ripulire il disastro provocato dalla Carbide, che comprende pi&ugrave; di 9.000 tonnellate di prodotti chimici tossici che hanno contaminato il suolo e l&rsquo;acqua e colpito oltre 25.000 persone che vivono nella zona. La Dow ha lanciato l&rsquo;amo, promettendo potenziali investimenti su vasta scala in India se riuscir&agrave; ad averla vinta sulla questione delle responsabilit&agrave;. <\/p>\n<p>L&rsquo;ultima offerta di Dow &egrave; seguita a numerose dichiarazioni in suo favore presentate da potenti funzionari indiani nella Commissione pianificazione, dal ministro delle finanze P. Chidambaram e del commercio, Kamal Nath, come anche dal Consiglio aziendale Usa-India, composto dai massimi imprenditori di entrambi i paesi. <\/p>\n<p>Oltre alla letale fuoriuscita di isocianato di metile e di altri gas tossici, che gli attivisti ritengono abbiano ucciso almeno 8.000 persone solo nella prima settimana, ci sono stati enormi danni chimici che hanno colpito pi&ugrave; di 200.000 persone. Questi potrebbero aver provocato altri 15.000 morti, oltre a stati di invalidit&agrave; e forti disagi tra i sopravvissuti, come gravissimi danni ai polmoni e altri organi. <\/p>\n<p>La Carbide riusc&igrave; a sfuggire alle responsabilit&agrave; civili per i difetti nella progettazione dell&rsquo;impianto e le gravi negligenze che portarono all&rsquo;incidente, sborsando la somma irrisoria di 470 milioni di dollari Usa, grazie a ci&ograve; che fu ritenuto un accordo collusivo e disonesto, firmato nel 1989. Ma le sue responsabilit&agrave; legali restano. <\/p>\n<p>Sia la Union Carbide che i suoi dirigenti hanno per&ograve; rifiutato di farsi processare da una corte criminale di Bhopal e sono stati dichiarati latitanti. La Dow ha di fatto dato rifugio a un latitante secondo la legge indiana e venduto i prodotti, le tecnologie e i servizi della Carbide in India. <\/p>\n<p>&ldquo;La proposta della Dow pone il governo indiano di fronte a una scelta difficile&rdquo;, osserva Satinath Sarangi, del Bhopal Group for Information and Action (BGIA), che nel 1990 fu il primo a scoprire e a stabilire la contaminazione tossica del suolo e della falda freatica. &ldquo;Pu&ograve; collaborare, e concludere un accordo mercenario con la multinazionale; oppure schierarsi con le vittime, rimaste colpite dai gas chimici prodotti dalle scorie industriali, alcuni dei quali hanno causato difetti di nascita, tumori e danni a polmoni, reni e fegato&rdquo;.<\/p>\n<p>Il governo indiano &egrave; molto diviso sulla questione. Il ministro dei prodotti chimici e fertilizzanti ha giudicato la Dow legalmente responsabile della bonifica del sito delle scorie, e ha chiesto in tribunale che l&rsquo;impresa paghi un miliardo di rupie (25 milioni di dollari) come risarcimento iniziale per i costi dei rimedi (la decontaminazione), in attesa di una decisione finale sul caso. <\/p>\n<p>Ma il ministro della giustizia si &egrave; opposto, sostenendo che l&rsquo;attribuzione delle responsabilit&agrave; dipende dai termini della fusione, nel 2001, tra la Dow e la Carbide, i cui dettagli dovranno essere attentamente esaminati.<\/p>\n<p>Secondo le organizzazioni delle vittime di Bhopal, la Carbide avrebbe dichiarato il falso, sostenendo di non avere nessuna responsabilit&agrave; nel disastro della fuoriuscita dei gas. In realt&agrave; la Union Carbide, alcuni suoi dirigenti, tra cui l&rsquo;ex presidente Warren Anderson, e la sua filiale indiana, sono stati accusati da un tribunale indiano di aver provocato le morti per un atto di negligenza.<\/p>\n<p>La Dow afferma di non essere soggetta, essendo un&rsquo;impresa Usa, alla giurisdizione delle Corti indiane. Le corti non hanno ancora emesso una sentenza sulle responsabilit&agrave; della Dow, ma hanno solo chiesto che una parte delle scorie, circa 386 tonnellate messe al sicuro in un magazzino, vengano trasportate in una citt&agrave; nel Gujarat per essere incenerite. <\/p>\n<p>Ma l&rsquo;Alta Corte del Madhya Pradesh non si pronuncia sul destino delle 8.000 tonnellate di scorie chimiche che si trovano nel sottosuolo sul sito dello stabilimento, e neanche delle centinaia di tonnellate ancora sparse nell&rsquo;intera area. Secondo le organizzazioni delle vittime, l&rsquo;incenerimento sarebbe un metodo pericoloso e inadeguato di smaltire le scorie, e l&rsquo;India non sarebbe in possesso delle tecnologie adatte per bonificarle.<\/p>\n<p>Come metodo alternativo, esse citano l&rsquo;esempio della Unilever Corp., alla quale nel 2003 l&rsquo;Alta Corte del Madras aveva ordinato di portare negli Stati Uniti le 230 tonnellate di scorie di mercurio che aveva prodotto a Kodaikanal, nel Tamil Nadu, per decontaminarle. <\/p>\n<p>Due anni fa, i gruppi delle vittime, tra cui il Bhopal Gas Peedit Mahila Stationery Karamchari Sangh, il Bhopal Gas Peedit Mahila Purush Sangarsh Morcha, insieme al BGIA, riuscirono a far annullare un contratto firmato tra la Dow Chemical e l&rsquo;impresa pubblica Indianoil Corporation. Questo prevedeva la concessione di una tecnologia brevettata dalla Union Carbide, una filiale di propriet&agrave; al c100 per cento della Dow. <\/p>\n<p>La Dow sta negoziando la vendita di tecnologie petrolchimiche con Reliance Industries Ltd,una delle maggiori imprese private indiane, che appartiene al gruppo Mukesh Ambani.<\/p>\n<p>&ldquo;Evidentemente, hanno mobilitato ogni genere di interesse comune per aiutare la Dow ad eludere le sue responsabilit&agrave; e i suoi obblighi legali di bonifica del sito&rdquo;, sostiene Nityanandan Jayaraman, della Campagna Internazionale Giustizia per Bhopal. &ldquo;&Egrave; davvero terrificante che il governo indiano si pieghi alle loro pressioni, e questo in un momento in cui grossi volumi di investimenti diretti esteri, che quest&rsquo;anno superano i dieci miliardi di dollari, si stanno riversando nel paese&rdquo;. <\/p>\n<p>Jayaraman ha aggiunto che questo dimostra il totale servilismo del governo nei confronti degli Usa e dei giganti delle multinazionali: un fenomeno emerso chiaramente sin dal 1984. Ovviamente, gli alti tassi di crescita del PIL e le pretese dell&rsquo;India di essere una superpotenza economica emergente non le hanno impedito di comportarsi come un paese del Quarto mondo, che mette gli investimenti aziendali al di sopra della vita e del benessere dei suoi cittadini&rdquo;. <\/p>\n<p>Se il governo indiano soccombe alle pressioni della Dow, dei potenti industriali indiani come Ratan Tata (che hanno fatto azione di lobby per conto della Dow), e di alcuni dei suoi stessi ministri favorevoli al neoliberismo, ci&ograve; non far&agrave; altro che aggiungere danni alla colossale beffa gi&agrave; subita dalle vittime, sostengono gli attivisti.    Quasi tutte le vittime di Bhopal hanno ricevuto meno di 150 dollari per i gravi danni subiti e le lunghe sofferenze; e anche le famiglie dei morti hanno ricevuto appena 5.000 dollari. Sembra che gran parte dei risarcimenti sia finita nelle mani di funzionari, politici e intermediari corrotti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NEW DELHI, 11 settembre 2007 (IPS) &#8211; Oltre vent&rsquo;anni dopo il pi&ugrave; grave disastro industriale nella storia, avvenuto in un impianto chimico di propriet&agrave; di una multinazionale Usa a Bhopal, nell&rsquo;India centrale, si continuano ad eludere le responsabilit&agrave; per la&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/09\/11\/ambiente-india-a-ventanni-dalla-tragedia-di-bhopal-non-ancora-iniziata-la-bonifica-dai-gas\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[4,38,8,11,1,27,25,33],"tags":[],"class_list":["post-837","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente","category-sviluppo","category-asia-e-oceania","category-columnas","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/837","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=837"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/837\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=837"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=837"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=837"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}