{"id":828,"date":"2007-08-27T13:27:46","date_gmt":"2007-08-27T13:27:46","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/08\/27\/commercio-malawi-il-governo-si-unisce-al-coro-di-allarmi-sugli-epa\/"},"modified":"2007-08-27T13:27:46","modified_gmt":"2007-08-27T13:27:46","slug":"commercio-malawi-il-governo-si-unisce-al-coro-di-allarmi-sugli-epa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/08\/27\/commercio-malawi-il-governo-si-unisce-al-coro-di-allarmi-sugli-epa\/","title":{"rendered":"COMMERCIO-MALAWI: Il governo si unisce al coro di allarmi sugli EPA"},"content":{"rendered":"<p>BLANTYRE, 27 agosto 2007 (IPS) &#8211; I produttori, gli esportatori e persino i funzionari di governo attendono con preoccupazione l&#039;avvicinarsi del primo gennaio 2008. Quel giorno, infatti, entreranno in vigore gli Accordi di partnership economica (EPA), attualmente negoziati tra l&rsquo;Unione europea (Ue) e sei raggruppamenti dei paesi di Africa, Caraibi e Pacifico (ACP).<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il governo del Malawi si &egrave; sempre detto ottimista sugli EPA, focalizzando l&rsquo;attenzione sull&rsquo;aspetto pi&ugrave; promettente degli accordi di scambio. Il ministro del commercio ha assicurato alla popolazione di questo paese povero dell&rsquo;Africa meridionale che gli accordi sono necessari per &ldquo;entrare a far parte dell&rsquo;economia globale&rdquo;. <\/p>\n<p>Il governo aspetta anche con impazienza che gli EPA facilitino l&rsquo;accesso agli aiuti da parte dell&rsquo;Ue, per poter migliorare le infrastrutture in settori come i trasporti e l&rsquo;energia.<\/p>\n<p>Il ministro del commercio non si era lasciato intimorire dalle proteste mosse da importanti organizzazioni non governative (Ong) all&rsquo;inizio di quest&rsquo;anno.<\/p>\n<p>Ad aprile, le Ong hanno addirittura scritto al presidente dell&rsquo;Ue, il cancelliere tedesco Angela Merkel, sostenendo che gli EPA sarebbero andati a detrimento degli interessi del Malawi e degli altri 15 paesi poveri del Mercato comune dell&rsquo;Africa australe e meridionale (COMESA), impedendo loro di proteggere le industrie nazionali attraverso tariffe e altre misure. <\/p>\n<p>Adesso per&ograve; anche il governo sembra condividere le preoccupazioni delle Ong. La scorsa settimana, il 14 agosto, il ministro del commercio si &egrave; incontrato con i produttori e gli esportatori del paese per elaborare una lista dei prodotti nazionali che potrebbero risultare sensibili alla concorrenza internazionale. <\/p>\n<p>L&rsquo;incontro in Malawi ha affrontato anche la questione della posizione di questo paese rispetto alle &ldquo;norme d&#039;origine&rdquo;, ossia le misure che regolano l&rsquo;input dei prodotti negli accordi commerciali. Le norme d&rsquo;origine esigono generalmente che i prodotti che godono di un accesso preferenziale al mercato provengano da un paese che aderisca all&rsquo;accordo, che consente tale accesso preferenziale. <\/p>\n<p>All&rsquo;incontro, le parti hanno concordato che le norme, nella loro forma attuale, ostacolano l&rsquo;accesso del Malawi nel mercato Ue. Sia i commercianti che il governo hanno sottolineato che gli EPA dovrebbero prendere in considerazione le realt&agrave; economiche e il diverso livello di sviluppo dei due partner negli EPA.<\/p>\n<p>Secondo Alfred Vilili, vicedirettore delle imprese nel ministero del commercio, le imprese del Malawi non vogliono delle norme restrittive, ma delle norme che permettano ai produttori di poter acquistare i materiali a tassi preferenziali dai paesi terzi (esterni agli EPA). <\/p>\n<p>Le attuali norme d&rsquo;origine ACP-Ue sono molto restrittive. Per questo, le tariffe preferenziali previste dal regime di scambio ACP-Ue vengono usate poco, sostiene Vilili. <\/p>\n<p>Nell&rsquo;incontro &egrave; stato poi stabilito che le procedure amministrative necessarie per applicare le norme d&rsquo;origine hanno un peso sui costi, e dovrebbero perci&ograve; essere semplificate. <\/p>\n<p>Le norme d&rsquo;origine sono importanti per le imprese che producono prodotti per l&rsquo;esportazione, in quanto sono uno strumento in grado favorire il commercio d&rsquo;esportazione tra il Malawi e l&rsquo;Ue, secondo il direttore per il commercio Harrison Mandindi.<\/p>\n<p>Circa 40 imprese si sono presentate al meeting e, insieme al governo, hanno elencato 102 prodotti potenzialmente sensibili; la lista comprende i principali prodotti di scambio con l&rsquo;estero del paese: tabacco, cotone, t&egrave;, tessili e zucchero.<\/p>\n<p>Altri prodotti sensibili sono birra, cemento, prodotti caseari, uova, pollame, ferro e acciaio, olio edibile raffinato, alcuni tipi di carburante ed etanolo, lievito, alcuni tipi e parti di autoveicoli, alcuni articoli di cancelleria, grano, mais, noci di macadamia, riso, paprika, patate, alcuni prodotti do origine animale, frutta, pesce, armi e munizioni e animali selvatici. <\/p>\n<p>&rdquo;Vogliamo proteggere i paesi piccoli che producono queste merci, incoraggiandoli a produrre grosse quantit&agrave; di beni che aggiungano valore alle loro merci. Dovrebbero anche essere incoraggiati e usare pi&ugrave; materiali locali&rdquo;, ha spiegato Mandindi.<\/p>\n<p>La lista &egrave; stata compilata secondo diversi criteri: il primo &egrave; la sensibilit&agrave; dei profitti, che si riferisce ai settori ai primi posti tra i prodotti di scambio con l&rsquo;estero. Il secondo &egrave; la sensibilit&agrave; dell&rsquo;occupazione, ossia i settori che offrono lavoro a una grande percentuale di popolazione del Malawi. <\/p>\n<p>Il terzo &egrave; la protezione delle industrie giovani, cio&egrave; le industrie nuove e future che potrebbero avere difficolt&agrave; nel competere con le imprese gi&agrave; affermate nel Nord. <\/p>\n<p>Il criterio della sicurezza generale e sociale si riferisce alla produzione degli agricoltori con scarse risorse. Un fattore relativo &egrave; la sicurezza alimentare e lo sviluppo della vita rurale, che prende in considerazione se un prodotto contribuisce al canestro alimentare di base del paese. <\/p>\n<p>Un altro criterio comprende la tutela ambientale, che guarda all&rsquo;impatto della produzione di alcune merci sul paese. Nella lista sono stati inclusi per ragioni di sicurezza anche prodotti come munizioni, armi da fuoco e esplosivi.<\/p>\n<p>Insieme a Mandindi, anche Vilili ha sottolineato l&rsquo;importanza di avere una lista di prodotti sensibili. Ha detto che tutti i paesi ACP, e non solo il Malawi, sono preoccupati del rischio di deindustrializzazione a seguito della liberalizzazione del commercio sotto gli EPA. <\/p>\n<p>&rdquo;Vi &egrave; un diverso livello di sviluppo delle due parti nell&rsquo;accordo (Ue e ACP). L&rsquo;economia del Malawi &egrave; agricola e perci&ograve; sono importanti le attivit&agrave; industriali basate sull&rsquo;agricoltura. La competitivit&agrave; di queste industrie &egrave; motivo di timore nei negoziati EPA. &Egrave; logico che il Malawi debba elaborare una lista dei prodotti sensibili&rdquo;, ha sostenuto Vilili.<\/p>\n<p>In molti paesi sviluppati dell&rsquo;Ue, le industrie tessili e dell&rsquo;acciaio impiegano grandi numeri di lavoratori. Se queste industrie chiudessero, non ci sarebbero lavori alternativi per i lavoratori colpiti sul breve termine. Perci&ograve; queste industrie sono sulla lista Ue dei prodotti sensibili, insieme al riso e allo zucchero. <\/p>\n<p>Il Malawi ha dovuto stilare la sua lista dei prodotti sensibili e presentarla al segretariato di COMESA entro il 15 agosto 2007. Il COMESA sta compilando una lista regionale da prendere in considerazione nei negoziati EPA. <\/p>\n<p>Una prima lista dei prodotti sensibili stilata dalla Comunit&agrave; per l&rsquo;Africa orientale e meridionale (ESA) nei negoziati EPA comprendeva 2.900 prodotti, con Uganda e Kenya ai primi posti per numero di prodotti.    Ma dopo il 12esimo forum di negoziati regionali (RNF), organizzato dal segretariato di COMESA all&rsquo;inizio di agosto, ai diversi paesi &egrave; stato chiesto di ridurre il numero di prodotti sensibili, in accordo con gli stakeholder. <\/p>\n<p>L&rsquo;RFN ha raccomandato ai diversi paesi di eliminare dalla lista i prodotti farmaceutici, medicinali e didattici, oltre ai prodotti esenti da dazio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BLANTYRE, 27 agosto 2007 (IPS) &#8211; I produttori, gli esportatori e persino i funzionari di governo attendono con preoccupazione l&#039;avvicinarsi del primo gennaio 2008. 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