{"id":817,"date":"2007-07-31T12:41:33","date_gmt":"2007-07-31T12:41:33","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/07\/31\/sviluppo-povert-come-dire-muraglia\/"},"modified":"2007-07-31T12:41:33","modified_gmt":"2007-07-31T12:41:33","slug":"sviluppo-povert-come-dire-muraglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/07\/31\/sviluppo-povert-come-dire-muraglia\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: Povert&agrave; &egrave; come dire &#8216;muraglia&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>MONTEVIDEO, 31 luglio 2007 (IPS) &#8211; Prima, per portare l&rsquo;acqua in casa si usavano dei grandi recipienti; ed era un compito che spettava alle donne. Poi siamo riusciti a farla arrivare attraverso dei grandi acquedotti. E quando sono arrivati i rubinetti, abbiamo cominciato a comprare l&rsquo;acqua in bottiglia.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Questa volta, l&rsquo;acqua &egrave; privata. Ma &ldquo;se si parla di mortalit&agrave; infantile, si parla di accesso all&rsquo;acqua come di un diritto umano&rdquo;, ha dichiarato la viceministra degli esteri Patrizia Sentinelli in occasione di un seminario per giornalisti latinoamericani sugli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG), organizzato gioved&igrave; scorso a Montevideo.<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;acqua deve essere riconosciuta come un diritto umano dall&rsquo;Onu. In caso contrario, diventa una merce, e l&rsquo;acqua non pu&ograve; essere fonte di lucro. &Egrave; parte del ciclo vitale&rdquo;, ha aggiunto, proponendo un esempio concreto di come la stampa pu&ograve; trattare il tema del raggiungimento degli MDG.<\/p>\n<p>Questi otto obiettivi sono stati adottati dalla comunit&agrave; internazionale nel 2000, un programma per sconfiggere la fame, la miseria e le disuguaglianze, migliorare l&rsquo;educazione, la salute materna e infantile, combattere l&rsquo;Aids e assicurare la sostenibilit&agrave; ambientale, tra gli altri traguardi.<\/p>\n<p>Bench&eacute; la povert&agrave; sia diminuita in Uruguay dal 2005, questo paese vive delle regressioni, per esempio in tema di diffusione dell&#039;Aids (sindrome da immunodeficienza acquisita).<\/p>\n<p>&ldquo;Ci sono aspetti in cui stiamo regredendo&rdquo; in tutto il mondo, come nel &ldquo;cambiamento climatico, dove abbiamo fatto dei passi indietro&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS Pablo Mandeville, coordinatore dell&rsquo;Onu in Uruguay e rappresentante del Programma Onu per lo sviluppo (UNDP).<\/p>\n<p>Secondo Juan Jos&eacute; Calvo, del Fondo Onu per la popolazione (Unfpa), in uno spot della stessa Onu in Uruguay non compare, per esempio, nessuna coppia eterosessuale adolescente, n&eacute; una coppia omosessuale, che ricorra all&rsquo;uso di preservativi.<\/p>\n<p>Il primo caso sarebbe pertinente nelle campagne contro la gravidanza nell&rsquo;adolescenza, e in entrambi i casi per prevenire la diffusione dell&rsquo;Aids. Quest&rsquo;ultimo indicatore continua a crescere nella regione.<\/p>\n<p>&ldquo;Sono cambiamenti concettuali rilevanti, che non si riflettono neanche nella comunicazione dello stesso UNDP&rdquo;, ha commentato, dopo aver mostrato uno spot di sensibilizzazione sugli MDG.<\/p>\n<p>Nel corso della giornata, una cinquantina di giornalisti provenienti da otto diversi paesi sudamericani hanno tentato di capire cosa vuol dire esattamente informare sugli MDG, ne &ldquo;L&rsquo;agenda sociale dimenticata&rdquo;, un seminario-workshop organizzato dall&#039;UNDP, dall&rsquo;agenzia giornalistica internazionale IPS e dalla Intendencia Municipal (Comune) di Montevideo, con il patrocinio del governo italiano.<\/p>\n<p>&ldquo;La parola povert&agrave; &egrave; come la parola muraglia. &Egrave; un problema di divisione. Ma riguarda solo chi si trova dietro di essa, quanto piuttosto tutta la societ&agrave;&rdquo;, ha detto Ricardo Ehrlich, sindaco della capitale uruguaiana.<\/p>\n<p>Sergio Danishewsky, capo redattore di Clar&iacute;n, uno dei principali quotidiani argentini, ha descritto con chiarezza come funziona questa &ldquo;muraglia&rdquo;.<\/p>\n<p>Noi mezzi di comunicazione siamo sottoposti a una serie di pressioni economiche e sociali che rendono difficile dare informazioni sul tema della povert&agrave;, ha spiegato.<\/p>\n<p>&ldquo;Il povero &egrave; sempre l&rsquo;altro&rdquo;, noi lavoratori dei grandi quotidiani, in linea di principio, &ldquo;non siamo poveri&rdquo;; il nostro reddito &ldquo;ci basta per vivere&rdquo;, e &ldquo;inoltre, la nostra esperienza quotidiana della povert&agrave; &egrave; nulla&rdquo;, e questo ci impedisce di comprendere il fenomeno.<\/p>\n<p>Infine, &ldquo;i poveri non comprano i nostri giornali, e non sono sicuro che la loro situazione interessi alle persone che invece li comprano&rdquo;, ha aggiunto. Cos&igrave;, &ldquo;comunicare la povert&agrave; nei quotidiani di massa i cui clienti non sono poveri e i proprietari neanche&rdquo;, &egrave; qualcosa che &ldquo;non ci si aspetta da noi&rdquo; giornalisti.<\/p>\n<p>Danishewsky ritiene che &ldquo;molti giornalisti sentano una distanza reale rispetto alla povert&agrave;, nel senso che non capiscono cosa stia succedendo nel mondo in materia di concentrazione dei redditi&rdquo;.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni c&rsquo;&egrave; un rapporto tra gli sforzi per ridurre la povert&agrave; e la societ&agrave; civile. Ma &ldquo;persino le organizzazioni non governative hanno difficolt&agrave; a comunicare ci&ograve; che stanno facendo&rdquo;, e a &ldquo;canalizzare i loro sforzi in modo adeguato&rdquo;; e inoltre, &ldquo;non hanno un buon rapporto con la stampa&rdquo;.<\/p>\n<p>Molti di loro non sono del tutto affidabili come fonti giornalistiche, o non sanno presentare i loro risultati.<\/p>\n<p>Se i piccoli mezzi di comunicazione hanno elementi che li condizionano nelle loro attivit&agrave; quotidiane, per la dipendenza dai pubblicitari, e in generale dallo Stato, &ldquo;questo vale ancora di pi&ugrave; con i grandi media&rdquo;<\/p>\n<p>La relazione tra il grande mezzo di comunicazione e il potere generalmente condiziona il modo di trattare certi temi. Quando il giornalista ha superato tutte queste barriere, pu&ograve; capitare che tocchi qualche interesse che il giornale non vuole toccare. Cos&igrave;, il suo reportage cade &ldquo;come un castello di carte&rdquo;, ha commentato.<\/p>\n<p>Se la povert&agrave; si affronta raccontando le storie della gente, c&rsquo;&egrave; il rischio di cadere nella stigmatizzazione. Ma se raccontiamo una storia di successo, sappiamo che si tratta di un cammino isolato, che la maggior parte della gente non pu&ograve; percorrere.<\/p>\n<p>E queste sfide si presentano tutte nello stesso momento, ha segnalato l&rsquo;argentino. In ogni caso, &ldquo;continuo a credere che un giornalista sensibile sia nelle condizioni di superare tutti questi ostacoli, e arrivare a un finale felice: raccontare alla gente frammenti di storie&rdquo;, ha detto.<\/p>\n<p>Alfonso Lessa, direttore della rete televisiva uruguaiana Canal 12, ritiene che &ldquo;probabilmente, la maggior parte dei giornalisti, ma anche dei politici, non sa di cosa si tratta&rdquo; quanto agli MDG che, per di pi&ugrave;, &ldquo;non sono sull&rsquo;agenda giornalistica in quanto tali&rdquo;.<\/p>\n<p>Tuttavia, attribuisce la &ldquo;crescente presenza di questioni sociali nei media&rdquo; alla &ldquo;realt&agrave; uruguaiana&rdquo;, e all&rsquo;arrivo al potere di un governo di sinistra, che ha adottato programmi contro la povert&agrave;.<\/p>\n<p>La viceministra italiana ha lanciato altre idee suggestive sui temi che riguardano gli MDG, e che i giornalisti raramente mettono in relazione.<\/p>\n<p>Un esempio &egrave; il cambiamento climatico e il degrado del pianeta: &ldquo;Assicurare la sostenibilit&agrave; ambientale&rdquo;, dice il settimo obiettivo. &ldquo;Ma il dibattito resta in piedi solo come denuncia&rdquo;, ha segnalato la Sentinelli.<\/p>\n<p>In Italia, che sta vivendo un estate molto calda, l&rsquo;uso eccessivo di condizionatori aumenta la temperatura dell&rsquo;ambiente esterno di cinque o sei gradi, ha spiegato.<\/p>\n<p>Sentinelli, delegata italiana alla cooperazione internazionale, ha preso parte a tutti i Forum sociali mondiali, il principale ambito in cui si muove la societ&agrave; civile internazionale nato nel 2001.<\/p>\n<p>La cooperazione &ldquo;ha imparato dalle esperienze dell&rsquo;America Latina il valore della democrazia partecipativa&rdquo;, ha affermato. &ldquo;L&rsquo;importante &egrave; riconoscere (i poveri) come pari&rdquo;, come &ldquo;partner che possano servire per il cambiamento&rdquo;, ha sostenuto.<\/p>\n<p>Proprio con i Forum sociali &egrave; nata Carta Maior, una rivista digitale che si pubblica a San Paolo.<\/p>\n<p>Il capo redattore di Carta Maior, Fl&aacute;vio Wolf Aguiar, intervenendo in &ldquo;Agenda dimenticata&rdquo;, ha detto che quando gli Stati investono sui poveri, si parla di &ldquo;assistenzialismo&rdquo;, &ldquo;spesa pubblica&rdquo;, o addirittura di &ldquo;populismo&rdquo;.<\/p>\n<p>Ma quando lo stesso Stato d&agrave; denaro ai ricchi, allora si parla di &ldquo;investimenti produttivi&rdquo;, &ldquo;incentivi economici&rdquo; e &ldquo;modernit&agrave;&rdquo;.<\/p>\n<p>Il povero viene presentato nel dibattito pubblico come il principale responsabile della sua stessa povert&agrave;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>&ldquo;Dare la parola all&rsquo;altro&rdquo;, il passaggio &ldquo;pi&ugrave; coraggioso ma il pi&ugrave; difficile&rdquo; di Carta Maior, &egrave; stato cercare di raggiungere i destinatari dei programmi governativi contro la povert&agrave; in zone remote.<\/p>\n<p>Poi, si &egrave; passati ad informare sui limiti e la portata di questi programmi, per poi indagare sul perch&eacute; si sia arrivati alle attuali dimensioni della povert&agrave; in Brasile, uno dei paesi al mondo con maggiori disuguaglianze tra ricchi e poveri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MONTEVIDEO, 31 luglio 2007 (IPS) &#8211; Prima, per portare l&rsquo;acqua in casa si usavano dei grandi recipienti; ed era un compito che spettava alle donne. 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