{"id":808,"date":"2007-07-18T11:28:48","date_gmt":"2007-07-18T11:28:48","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/07\/18\/diritti-iran-cera-sangue-ovunque-e-odore-di-morte\/"},"modified":"2007-07-18T11:28:48","modified_gmt":"2007-07-18T11:28:48","slug":"diritti-iran-cera-sangue-ovunque-e-odore-di-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/07\/18\/diritti-iran-cera-sangue-ovunque-e-odore-di-morte\/","title":{"rendered":"DIRITTI-IRAN: C&#8217;era sangue ovunque, e odore di morte"},"content":{"rendered":"<p>BERKELEY, Stati Uniti, 18 luglio 2007 (IPS) &#8211; Dilagano le critiche al sistema giudiziario iraniano dopo la brutale esecuzione di un uomo condannato per adulterio pi&ugrave; di dieci anni fa e lapidato a morte il 5 luglio scorso. Nonostante l&rsquo;ordine ufficiale di sospendere l&rsquo;esecuzione emesso un mese fa dall&rsquo;Ayatollah Mahmoud Shahroudi, capo dell&rsquo;ordinamento giudiziario, il giudice del caso ha insistito per lapidare a morte Jafar Kiani.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_963\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-963\" class=\"size-full wp-image-963\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/sahdi_sadr_final.jpg\" alt=\"Shadi Sadr, avvocatessa e attivista per i diritti umani \" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-963\" class=\"wp-caption-text\">Shadi Sadr, avvocatessa e attivista per i diritti umani<br \/><\/p><\/div><\/div>\n<p>La lapidazione &egrave; la pena prevista per adulterio dalla legge islamica in Iran. Ma negli ultimi anni, alcuni ufficiali giudiziari hanno deciso di non applicarla, per le forti obiezioni a livello nazionale e internazionale dovute alla sua natura disumana. Secondo la sharia (legge islamica), l&#039;uomo viene sotterrato fino alla cintola, mentre la donna fino al collo, e chi &egrave; incaricato di eseguire la sentenza lancia delle pietre contro il condannato fino a che non muore.<\/p>\n<p>Circa un mese fa, la campagna sociale &ldquo;Basta con le lapidazioni&rdquo;, coordinata da alcune donne attiviste, avvertiva che Kiani e Mokarrameh Ebrahimi, una donna di 43 anni madre di tre figli, sarebbero stati lapidati a morte a Takistan, una citt&agrave; nella provincia di Ghazvin. Per fermare l&rsquo;esecuzione, le attiviste hanno lanciato una campagna via Internet e contattato gli ufficiali giudiziari. <\/p>\n<p>Sono riuscite a entrare in contatto con la parte del ramo giudiziario che si oppone alla pratica della lapidazione in casi simili, convincendo l&rsquo;Ayatollah Mahmoud Shahroudi a ordinare la sospensione dell&rsquo;esecuzione. <\/p>\n<p>Dal momento che il governo iraniano controlla tutti i media principali, televisione, radio e giornali, Internet resta l&rsquo;unico mezzo di comunicazione che gli attivisti possono usare per eludere la censura, i filtri e la soppressione della libert&agrave; di parola. <\/p>\n<p>Il 10 luglio, il portavoce del giudiziario Alireza Jamshidi ha confermato che Jafar Kiani era gi&agrave; stato giustiziato per lapidazione cinque giorni prima, mentre nel caso della sua compagna Mokarrameh Ebrahimi, la sentenza non era ancora stata eseguita.<\/p>\n<p>Jamshidi si &egrave; detto sorpreso della decisione a procedere presa del giudice locale: &ldquo;Di recente &egrave; stata eseguita una condanna di lapidazione da un giudice di Takistan, ma le sentenze non dovevano essere eseguite in questo modo, secondo il ramo giudiziario, e l&rsquo;ordine di divieto dovrebbe assicurare un&rsquo;adeguata cautela da parte dei giudici nell&rsquo;emettere ed eseguire simili sentenze&rdquo;. <\/p>\n<p>&rdquo;Ma in questo caso, essendo stata confermata [dalla Corte suprema], la sentenza dell&#039;uomo &egrave; stata eseguita, mentre quella della donna &egrave; stata sospesa&rdquo;, ha aggiunto.    &rdquo;La misura in cui l&rsquo;ordine di divieto pu&ograve; privare il giudice della sua indipendenza &egrave; un discorso lungo, ma un giudice pu&ograve; agire in modo indipendente &#8211; anche se, con l&rsquo;ordine del capo del giudiziario, &egrave; necessaria una maggiore cautela nell&rsquo;emettere ed eseguire queste sentenze&rdquo;, ha ripetuto.<\/p>\n<p>Secondo diverse fonti, l&rsquo;ufficio del giudice Ashabi, che ha attuato la sentenza, &egrave; chiuso, e l&rsquo;uomo non &egrave; stato visto dopo l&rsquo;esecuzione. Anche il capo del giudiziario della Provincia di Ghazvin ha detto che la sentenza &egrave; stata effettuata senza che lui ne fosse a conoscenza, e il giudice ha attuato la sentenza su iniziativa personale. Ci sono prove evidenti di lotte interne nell&rsquo;ordinamento giudiziario su questo tema, tra islamici radicali e moderati. <\/p>\n<p>Asieh Amini, una giornalista e attivista per i diritti delle donne che ha visitato Aghche-Kands, il villaggio vicino Takistan dove &egrave; avvenuta la lapidazione, ha detto all&rsquo;IPS che nessuno degli abitanti locali con cui ha parlato sapeva che si fosse verificato un simile fatto.<\/p>\n<p>&rdquo;Da quanto ho scoperto, l&rsquo;Ayatollah Shahroudi aveva solo sospeso la lapidazione ma senza cancellarla. Perci&ograve;, il giudice poteva attuare la sentenza legalmente secondo le leggi attualmente in vigore in Iran&rdquo;, ha spiegato.<\/p>\n<p>&ldquo;Il giudice, con l&rsquo;aiuto di alcuni agenti di polizia, ha prelevato il prigioniero dal centro di detenzione in un villaggio molto piccolo, insieme ad altri suoi colleghi dell&rsquo;ufficio giudiziario della provincia di Ghazvin. Bench&eacute; nessuno degli abitanti del villaggio fosse d&rsquo;accordo sulla lapidazione, il giudice e i suoi complici lo hanno lapidato a morte&rdquo;, ha detto Amini, in base alle osservazioni raccolte durante il suo viaggio nella zona. <\/p>\n<p>La giornalista &egrave; riuscita a rintracciare una copia del rapporto del giudice, diretto all&rsquo;ufficiale superiore. Sarebbe stato lo stesso giudice a dare il via all&rsquo;esecuzione, lanciando la prima pietra.<\/p>\n<p>&rdquo;Sono stata l&igrave;; c&rsquo;era sangue ovunque, e odore di morte. Uccidere un uomo lanciandogli delle pietre [&egrave;] un&rsquo;azione a sangue freddo. Sembra sia un gioco politico e una lotta di potere tra radicali, tradizionalisti e moderati. Non credo che l&rsquo;Ayatollah Shahroudi sia un sostenitore delle esecuzioni per lapidazione, ma trattandosi della legge islamica, non pu&ograve; opporsi ai fondamentalisti nell&rsquo;ordinamento giudiziario, e rimane in silenzio di fronte all&rsquo;applicazione di una sentenza tanto brutale&rdquo;, ha aggiunto Amini.<\/p>\n<p>Molti altri paesi e gruppi che si battono per i diritti umani hanno condannato duramente questa pena crudele. Appena qualche giorno fa, Human Rights Watch ha inviato una lettera all&rsquo;Ayatollah Shahroudi, esortandolo ad eliminare questa pena dalla costituzione iraniana.<\/p>\n<p>&rdquo;Abbiamo scritto all&rsquo;Ayatollah Shahroudi per diverse ragioni: primo, questa uccisione a sangue freddo &egrave; stata eseguita da ufficiali giudiziari provinciali che figurano sotto la sua supervisione, almeno nominalmente; secondo, aveva da poco ordinato in questo caso la sospensione dell&rsquo;esecuzione &#8211; che le autorit&agrave; provinciali hanno ignorato; terzo, aveva gi&agrave; emesso in precedenza una moratoria sulle esecuzioni per lapidazione&rdquo;, ha spiegato all&rsquo;IPS Joe Stork, capo della divisione Medio Oriente e Nord Africa di Human Rights Watch. &ldquo;Sarebbe un passaggio logico, dopo la moratoria, eliminare dai libri qualsiasi norma che raccomandi o autorizzi le esecuzioni per lapidazione per qualsiasi reato&rdquo;, ha aggiunto. &ldquo;Il passo successivo, che non abbiamo specificato nella nostra lettera, dovrebbe essere vietare l&rsquo;esecuzione per lapidazione, dichiarandola un reato penale&rdquo;. <\/p>\n<p>Secondo Shadi Sadr, nota avvocatessa e importante collaboratrice nella campagna &ldquo;Basta con le lapidazioni&rdquo;, c&rsquo;&egrave; un evidente conflitto tra posizioni diverse all&rsquo;interno dell&rsquo;ordinamento giudiziario circa l&rsquo;eliminazione delle leggi sulla lapidazione nella costituzione. <\/p>\n<p>&rdquo;Dando voce al radicalismo nei discorsi di stato, alcune fazioni del giudiziario che sostengono la lapidazione, in quanto prevista dalla legge islamica, e si oppongono alla sua eliminazione, sono diventati pi&ugrave; forti delle altre fazioni che vorrebbero eliminarla dalla costituzione&rdquo;; ha detto all&rsquo;IPS Sadr, da Teheran.<\/p>\n<p>&rdquo;L&rsquo;Ayatollah Shahroudi e i suoi sostenitori nel giudiziario non hanno l&rsquo;autorit&agrave; legale e politica per opporsi alla fazione islamica radicale&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Nonostante le pressioni internazionali per fermare la lapidazione della compagna di Jafar Kiani, Mokarrameh Ebrahimi, Sadr si dice scettica sulla possibilit&agrave; che persino il pi&ugrave; alto ufficiale giudiziario del paese riesca pi&ugrave; a sospendere tali sentenze, anche se secondo gli ufficiali il caso della donna sarebbe attualmente in riesame. <\/p>\n<p>&rdquo;Prima, le leggi sulla lapidazione esistevano, ma il potere politico dell&rsquo;Ayatollah Shahroudi gli permetteva di sospendere un ordine di esecuzione. Adesso purtroppo, da quando i radicali hanno acquisito pi&ugrave; potere nel governo, la sua autorit&agrave; e volont&agrave; politica sono state fortemente minate&rdquo;.<\/p>\n<p>* Omid Memarian &egrave; un giornalista iraniano e attivista della societ&agrave; civile. Ha vinto diversi premi, tra cui il massimo riconoscimento di Human Rights Watch per i difensori dei diritti umani nel 2005<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BERKELEY, Stati Uniti, 18 luglio 2007 (IPS) &#8211; Dilagano le critiche al sistema giudiziario iraniano dopo la brutale esecuzione di un uomo condannato per adulterio pi&ugrave; di dieci anni fa e lapidato a morte il 5 luglio scorso. 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