{"id":790,"date":"2007-06-08T11:59:16","date_gmt":"2007-06-08T11:59:16","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/06\/08\/media-cosa-significa-essere-musulmani-in-italia\/"},"modified":"2007-06-08T11:59:16","modified_gmt":"2007-06-08T11:59:16","slug":"media-cosa-significa-essere-musulmani-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/06\/08\/media-cosa-significa-essere-musulmani-in-italia\/","title":{"rendered":"MEDIA: Cosa significa essere musulmani in Italia"},"content":{"rendered":"<p>ROMA, 8 giugno 2007 (IPS) &#8211; Con l&rsquo;aiuto di una nuova rivista mensile, &ldquo;Yalla Italia&rdquo; (Vai Italia), un gruppo di giovani immigrati di seconda generazione egiziani, marocchini e tunisini ha deciso di affrontare di petto, ma con ironia, gli stereotipi considerati un ostacolo alla loro piena integrazione.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_936\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-936\" class=\"size-full wp-image-936\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/YallaFotoInterna1.jpg\" alt=\"Credit:Yalla Italia - Vita \" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-936\" class=\"wp-caption-text\">Credit:Yalla Italia &#8211; Vita<br \/><\/p><\/div><\/div>\n<p>Non c&rsquo;&egrave; un solo Islam in Italia ma molti, cos&igrave; come ci sono molti modi di essere musulmani, spiegano i giovani giornalisti, tutti nati in Italia da genitori immigrati.<\/p>\n<p>Formata da due ragazzi e sei ragazze, la redazione smentisce gli stereotipi musulmani a partire dalla sua composizione. Buthaina Bussy Ibrahim, Karim Bruneo, Hassan Bruneo, Lubna Ammoune, Rassmea Salah, Sarah Sayed, Lubna Ammoune e Buthaina Ibrahim compongono lo staff editoriale di &ldquo;Yalla Italia&rdquo;, inserto mensile del settimanale Vita. <\/p>\n<p>Lo staff &egrave; composto soprattutto da studenti universitari e da altri giovani che partecipano al &ldquo;programma di integrazione&rdquo; lanciato nelle scuole di Milano, dove vivono 23.000 giovani musulmani, secondo gli ultimi dati del Comune. <\/p>\n<p>Sin dalla prima uscita &ldquo;Yalla Italia&rdquo; va dritto al punto, affrontando il tema critico dello humour e delle vignette nel mondo musulmano. &ldquo;Sorridete, per favore. Otto pagine contro gli stereotipi&rdquo;, il titolo di copertina. <\/p>\n<p>Dopo le settimane di proteste spesso violente in tutto il mondo scatenate l&rsquo;anno scorso dalla pubblicazione delle vignette sul profeta Maometto su un quotidiano danese, &ldquo;Ricordo di essermi sentita offesa dal fatto che i media rappresentavano gli arabi come persone senza senso dell&rsquo;umorismo&rdquo;, ha detto la 24enne Rassmea Salah, nata in Italia da madre cattolica e padre egiziano di fede musulmana. A Milano, insegna arabo ai figli degli immigrati.<\/p>\n<p>&rdquo;I dibattiti pubblici spesso semplificano i temi legati all&rsquo;Islam, come se i musulmani fossero un blocco monolitico, mentre in realt&agrave; la fede musulmana abbraccia molte culture diverse&rdquo;, ha detto. &ldquo;S&igrave;, anche gli arabi possono ridere, senza sentirsi insultati&rdquo;.<\/p>\n<p>Le vignette pubblicate da &ldquo;Yalla Italia&rdquo; parlano di religione (&ldquo;Cosa leggi, pap&agrave;?&rdquo;. &ldquo;Il Corano, figlio mio, lo leggo da quando ero bambino&rdquo;. &ldquo;E non l&rsquo;hai ancora finito?&rdquo;); dei valori tradizionali (&ldquo;No, caro, questo non &egrave; un velo&rdquo;, spiega una ragazza egiziana riferendosi ai suoi lunghi capelli avvolti intorno al capo come un hijab, il velo indossato dalle donne musulmane, &ldquo;&egrave; una nuova pettinatura chiamata &lsquo;tradizione e modernit&agrave;&rsquo;&rdquo;). <\/p>\n<p>&rdquo;Il gruppo era composto inizialmente da 200 persone, da cui &egrave; stato selezionato un team di otto giovani con buone capacit&agrave; di scrittura e creativit&agrave;&rdquo;, ha spiegato all&rsquo;IPS Martino Pillitteri, coordinatore editoriale di &ldquo;Yalla Italia&rdquo;.    &rdquo;Questi ragazzi hanno tutti la carta d&rsquo;identit&agrave; italiana, e si sentono uguali ai loro coetanei italiani. Ma soprattutto, rappresentano quella maggioranza silenziosa di musulmani che cercano l&rsquo;integrazione pacifica all&rsquo;interno della comunit&agrave; di accoglienza, senza rinunciare ai propri valori&rdquo;, ha commentato. <\/p>\n<p>L&#039;uscita della rivista, ha proseguito Pillitteri, pu&ograve; diventare un appuntamento mensile per i giovani, per condividere le cose della vita di tutti i giorni che hanno in comune, in modo divertente e ironico. <\/p>\n<p>L&rsquo;obiettivo &egrave; rafforzare il processo di integrazione. &ldquo;La cosa difficile per questi ragazzi &egrave; far parte di una comunit&agrave; che viene percepita come problematica&rdquo;, ha detto Paolo Branca, professore di arabo e studi islamici all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica di Milano.<\/p>\n<p>&ldquo;Non possono bere alcol, non possono mangiare carne di maiale, e non possono andare al mare (senza abiti adeguati). L&rsquo;idea pi&ugrave; diffusa &egrave; che i musulmani siano persone per le quali ogni cosa &egrave; vietata, ma questo non &egrave; vero&rdquo;, ha spiegato. <\/p>\n<p>Salah racconta che sta cercando una nuova identit&agrave;, basata su una fede islamica pi&ugrave; &ldquo;aperta&rdquo; e meno radicale di quella del padre. &ldquo;La vera integrazione&rdquo;, sostiene, &ldquo;richiede un studio approfondito della cultura d&#039;accoglienza e della nostra religione cos&igrave; come del Corano, con un approccio storico-critico. Non dobbiamo essere tanto presuntosi da ritenerci i portatori della verit&agrave;; l&#039;unico a deterere la verit&agrave; &egrave; Dio&rdquo;. <\/p>\n<p>Ma le prime reazioni all&rsquo;uscita di &ldquo;Yalla Italia&rdquo; fanno pensare che il dialogo non sia necessario solo tra persone di culture diverse. <\/p>\n<p>&rdquo;Di ritorno dalla moschea, Rassmea ci ha spiegato che alcuni suoi amici non hanno apprezzato le vignette umoristiche che abbiamo pubblicato; le trovano irrispettose&rdquo;, ha detto Pillitteri. &ldquo;Questo conferma  la teoria che talvolta &egrave; pi&ugrave; difficile il dialogo tra musulmani moderati e fondamentalisti, che tra cattolici e musulmani&rdquo;.     Ma i prossimi numeri saranno ancora pi&ugrave; espliciti nel trattare tutti gli argomenti che riguardano le seconde generazioni: il gap generazionale, l&rsquo;uso del velo, i matrimoni misti, il rispetto del Ramadan &#8211; il mese sacro di digiuno dei musulmani &#8211; gli attacchi terroristici di New York e Washington dell&#039;11 settembre 2001, e l&rsquo;equilibrio tra libert&agrave; e religione. <\/p>\n<p>L&rsquo;obiettivo della rivista &egrave; offrire un&rsquo;opportunit&agrave; per parlare di quegli aspetti dell&rsquo;immigrazione che vengono comunemente ignorati, o che difficilmente vengono trattati dai principali media italiani, proprio grazie alle voci persone coinvolte in quel processo. <\/p>\n<p>&rdquo;In arabo, Yalla &egrave; un&rsquo;esortazione ad essere dinamici, e a lasciarsi alle spalle atteggiamenti vittimistici&rdquo;, ha spiegato Pillitteri. <\/p>\n<p>&rdquo;A volte i membri pi&ugrave; anziani della nostra comunit&agrave; ci vedono come persone che hanno smarrito la strada&rdquo;, ha detto Sarah Sayed, un&rsquo;altra giovane componente dello staff editoriale. &ldquo;Non abbiamo paura di dire che siamo contro la violenza che deriva dal fondamentalismo. La democrazia e la libert&agrave; non sono assolutamente in contrasto con la nostra religione&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA, 8 giugno 2007 (IPS) &#8211; Con l&rsquo;aiuto di una nuova rivista mensile, &ldquo;Yalla Italia&rdquo; (Vai Italia), un gruppo di giovani immigrati di seconda generazione egiziani, marocchini e tunisini ha deciso di affrontare di petto, ma con ironia, gli stereotipi&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/06\/08\/media-cosa-significa-essere-musulmani-in-italia\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":152,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[11,14,19,22,1,27,25,33],"tags":[],"class_list":["post-790","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-columnas","category-cultura","category-educazione","category-europa","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/790","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/152"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=790"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/790\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}