{"id":79,"date":"2004-04-09T04:24:35","date_gmt":"2004-04-09T04:24:35","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2004\/04\/09\/diritti-umani-cuba-nelle-mani-dellamerica-latina\/"},"modified":"2004-04-09T04:24:35","modified_gmt":"2004-04-09T04:24:35","slug":"diritti-umani-cuba-nelle-mani-dellamerica-latina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2004\/04\/09\/diritti-umani-cuba-nelle-mani-dellamerica-latina\/","title":{"rendered":"DIRITTI UMANI: Cuba nelle mani dell&#8217;America Latina"},"content":{"rendered":"<p>L&#39;AVANA, 9 aprile 2004 (IPS) &#8211; Come ogni anno, i paesi latinoamericani voteranno all&rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) un documento sulla situazione dei diritti umani a Cuba. Una votazione che, in genere,  finisce per bloccare il processo d&rsquo;integrazione dell&rsquo;isola nella regione<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il governo cubano interpreta come gesto non amichevole &#8211; e di cedimento alle pressioni esterne &#8211; qualsiasi voto favorevole a una risoluzione che proponga alla Commissione per i diritti umani dell&rsquo;Onu di censurare il suo resoconto in ambito umanitario.<\/p>\n<p>La reazione s&rsquo;infiamma quando sono uno o pi&ugrave; paesi latinoamericani ad appoggiare la mozione, che secondo Cuba viene redatta immancabilmente dagli Stati Uniti, suo principale rivale politico e ideologico.<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;America Latina oggi &egrave; una regione molto debole e disgregata&rdquo;, ha affermato il cancelliere cubano Felipe P&eacute;rez Roque, subito dopo aver annunciato che il governo dell&rsquo;Honduras di Ricardo Maduro presenter&agrave; quest&rsquo;anno una nuova risoluzione su Cuba.<\/p>\n<p>Secondo P&eacute;rez Roque, tale decisione contribuisce a mantenere il cosiddetto &ldquo;tema Cuba&rdquo; nell&rsquo;agenda della Commissione sui diritti umani del Foro Mondiale, nonch&eacute; a &ldquo;costituire il pretesto di cui hanno bisogno gli Usa per giustificare la loro politica aggressiva&rdquo; nei confronti dell&rsquo;Avana.<\/p>\n<p>La posizione dell&rsquo;Honduras non influir&agrave; sulla cooperazione di Cuba con questo paese centroamericano, ma colpir&agrave; invece i rapporti bilaterali. &ldquo;Sfortunatamente la decisione del presidente Maduro ci pone su un percorso di confronto&rdquo;, ha detto il cancelliere cubano. <\/p>\n<p>&ldquo;I 700 giovani dell&rsquo;Honduras che studiano gratuitamente nelle nostre universit&agrave; hanno potuto esercitare il loro diritto all&rsquo;educazione solo nel nostro paese, e Cuba non vuol colpire il popolo honduregno per le decisioni del suo governo&rdquo;.<\/p>\n<p>Il mese scorso, il capo della diplomazia cubana ha consegnato alla stampa estera un testo in inglese che, ha spiegato, &egrave; stato distribuito a Washington ad un &ldquo;gruppo scelto&rdquo; di paesi membri della Commissione sui diritti umani dell&rsquo;Onu, che terr&agrave; la sua sessione annuale da marzo ad aprile a Ginevra.<\/p>\n<p>Questo testo di risoluzione chiede all&rsquo;Avana di cooperare con Christinne Chanet, rappresentante speciale per Cuba presso l&rsquo;Alto commissariato dell&rsquo;Onu per i diritti umani, il cui ingresso nell&rsquo;isola caraibica &egrave; stato finora rifiutato dal governo di Fidel Castro.<\/p>\n<p>Sollecita inoltre il governo cubano a favorire la &ldquo;transizione verso un dialogo fecondo&rdquo;, con &ldquo;tutte le correnti di pensiero e i gruppi politici organizzati&rdquo; della societ&agrave; cubana, per promuovere lo sviluppo delle istituzioni democratiche e delle libert&agrave; civili.<\/p>\n<p>Fonti diplomatiche hanno osservato che si tratta di una mozione moderata, simile a quella dell&rsquo;anno scorso, e che probabilmente verr&agrave; accettata dai 53 paesi membri della Commissione, 11 dei quali latinoamericani e il cui parere pu&ograve; risultare determinante. <\/p>\n<p>P&eacute;rez Roque ha per&ograve; negato che si tratti di un &ldquo;testo morbido&rdquo;, che cerca la cooperazione, e ha ribadito l&rsquo;accusa che Washington faccia uso del &ldquo;tema delle presunte violazioni dei diritti umani a Cuba&rdquo; per giustificare la politica ostile nei confronti dell&rsquo;isola.<\/p>\n<p>La Commissione dei diritti umani dell&rsquo;Onu, che si riunisce annualmente a Ginevra, continua ad approvare le censure contro Cuba dall&rsquo;inizio degli anni &rsquo;90, fatta eccezione per il 1998, anno in cui la mozione fu respinta per 19 voti, contro i 16 a favore e 18 astensioni.<\/p>\n<p>In quell&rsquo;occasione, solo l&rsquo;Argentina e El Salvador votarono a favore della risoluzione di condanna, mentre Cile e Uruguay cambiarono il voto d&rsquo;appoggio in un&rsquo;astensione, per un esito strettamente collegato all&rsquo;impatto della visita del Papa Giovanni Paolo II a gennaio di quell&rsquo;anno.<\/p>\n<p>Ma Cuba torn&ograve; sul banco degli imputati l&rsquo;anno successivo, con l&rsquo;approvazione &ndash; grazie al voto di 21 paesi &ndash; di un progetto di risoluzione in tal senso presentato da Ungheria e Repubblica Ceca, due ex associati al disintegrato blocco socialista capeggiato dall&rsquo;Unione Sovietica anch&rsquo;essa scomparsa.<\/p>\n<p>Nel 2003, 24 paesi decisero di censurare Cuba, tra cui Cile, Costa Rica, Guatemala, Messico, Paraguay, Per&ugrave; e Uruguay. Dei 20 voti contrari, solo due erano latinoamericani: la stessa Cuba e il Venezuela.<\/p>\n<p>La mozione approvata allora era stata promossa da Costa Rica, Per&ugrave; e Uruguay e aveva suscitato le ire dell&rsquo;Avana, in particolare nei confronti dell&rsquo;Uruguay, accusato di &ldquo;scambiare l&rsquo;onore per carne&rdquo;.<\/p>\n<p>Agli incontri di quest&rsquo;anno parteciperanno Argentina, Brasile, Cile, Costa Rica, Cuba, Guatemala, Messico, Paraguay, Per&ugrave; e i &#8220;debuttanti&#8221; Honduras e Repubblica Domenicana. Fino ad oggi, le uniche astensioni annunciate ufficialmente solo quelle di Argentina e Brasile.<\/p>\n<p>Il voto cileno, dal canto suo, &egrave; condizionato da aspri dibattiti interni e sembra che la Cancelleria di questo paese stia osservando attentamente la posizione dei suoi vicini di Buenos Aires e Brasilia, oltre a quella del Messico, per prendere una decisione.<\/p>\n<p>Il governo messicano di Vicente Fox ha modificato il tradizionale astensionismo di questo paese a Ginevra e negli ultimi due anni si &egrave; pronunciato a favore della censura a Cuba, tra le forti tensioni bilaterali.<\/p>\n<p>Su questo tema, P&eacute;rez Roque ha dichiarato di non avere informazioni circa le decisioni prese dalle autorit&agrave; messicane. &ldquo;Sappiamo che il governo del Messico non ha una sola ragione per giustificare un voto contro Cuba nella Commissione dei diritti umani&rdquo;, ha osservato.<\/p>\n<p>A suo parere, la votazione di quest&rsquo;anno sar&agrave; &ldquo;chiusa, poich&eacute; l&rsquo;esercizio &egrave; stato screditato&rdquo;, e gli Stati Uniti &ldquo;non possono, nonostante il loro enorme peso, imporre quel testo per un&rsquo;ampia maggioranza&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;oppositore Manuel Cuesta, l&rsquo;esito &ldquo;sar&agrave; deciso in America Latina&rdquo;, poich&eacute; &ldquo;si d&agrave; per scontato che (il voto dei paesi europei) sar&agrave; favorevole ad una condanna&rdquo;, mentre gli africani normalmente si astengono o si allineano con Cuba.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#39;AVANA, 9 aprile 2004 (IPS) &#8211; Come ogni anno, i paesi latinoamericani voteranno all&rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) un documento sulla situazione dei diritti umani a Cuba. 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