{"id":787,"date":"2007-06-04T17:10:56","date_gmt":"2007-06-04T17:10:56","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/06\/04\/sviluppo-il-g8-fa-posto-ai-cinque-emergenti\/"},"modified":"2007-06-04T17:10:56","modified_gmt":"2007-06-04T17:10:56","slug":"sviluppo-il-g8-fa-posto-ai-cinque-emergenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/06\/04\/sviluppo-il-g8-fa-posto-ai-cinque-emergenti\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: Il G8 fa posto ai cinque emergenti"},"content":{"rendered":"<p>BERLINO, 4 giugno 2007 (IPS) &#8211; I cinque emergenti fra i paesi in via di sviluppo &ndash; Brasile, Cina, India, Messico, e Sudafrica &ndash; avranno un posto al vertice del Gruppo degli Otto paesi pi&ugrave; ricchi del mondo che si terr&agrave; dal 6 all&rsquo;8 giugno a Heiligendamm, in Germania, in qualit&agrave; di alleati e concorrenti del mondo industrializzato.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il G8 (Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, e Stati Uniti) si costitu&igrave; per far fronte all&rsquo;emergenza legata alla crisi economica degli anni &lsquo;70. Oggi, il &ldquo;G5&rdquo; del mondo in via di sviluppo ha dimostrato che la sua crescente autorit&agrave; economica e politica nell&rsquo;equilibrio globale del potere non pu&ograve; essere ignorata ancora a lungo. <\/p>\n<p>Mentre si espandono le loro imprese mondiali, questi paesi in via di sviluppo emergono come competitori dei G8, anche per l&rsquo;accesso alle risorse naturali e per trarre profitto da opportunit&agrave; commerciali e industriali. <\/p>\n<p>Cina e India &ndash; data la loro rapida crescita economica e il vertiginoso consumo di energia associato all&rsquo;inefficiente utilizzo delle risorse energetiche  &#8211;  si sono rapidamente distinte tra i peggiori inquinatori del pianeta, soprattutto nelle emissioni di biossido di carbonio e altri gas serra (GHG), responsabili del riscaldamento globale e del cambiamento climatico. <\/p>\n<p>Nel 2004, con 4,7 miliardi di tonnellate metriche in emissioni di GHG, la Cina si &egrave; aggiudicata il secondo posto, dopo gli Stati Uniti; e si prevede che nel 2008 superi gli Usa. <\/p>\n<p>L&rsquo;India &egrave; ancora molto lontana da quei livelli, malgrado nel 2004 abbia emesso 1,1 miliardo di tonnellate di GHG, circa 300 milioni in pi&ugrave; della Germania. La tendenza indiana mostra una preoccupante spirale in crescita. <\/p>\n<p>Fino al 2012, entrambi i paesi, in quanto economie in via di sviluppo, non saranno obbligati a rispettare le direttive del Protocollo adottato nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici per ridurre le emissioni di GHG. Tuttavia, con la scadenza del Protocollo nel 2012, e un nuovo accordo globale necessario a frenare le emissioni, Cina e India saranno sotto pressione per l&rsquo;adozione di risorse energetiche pi&ugrave; pulite. <\/p>\n<p>Circostanza verificatasi gi&agrave; all&rsquo;ottavo Vertice Asia Europa (ASEM) tenutosi nella citt&agrave; tedesca di Amburgo il 29 maggio, dove l&rsquo;Unione Europea ha chiesto che entrambi i paesi riducessero le emissioni. I delegati cinesi e indiani si sono difesi bene. <\/p>\n<p>Ad Amburgo, il ministro degli esteri indiano Pranab Mukherjee ha avvisato che &ldquo;tentativi di strappare impegni di abbattimento dei GHG non compensati nei paesi in via di sviluppo non &egrave; il modo giusto per proseguire&rdquo;. Ha invece spinto per &ldquo;una risposta costruttiva, riconoscendo responsabilit&agrave; comuni, ma diverse per i paesi sviluppati e in via di sviluppo&rdquo;.<\/p>\n<p>Mukherjee ha aggiunto che &ldquo;il regime di contenimento (dei GHG) non deve ridurre le prospettive di crescita economica e sradicamento della povert&agrave;&rdquo; nei paesi in via di sviluppo. <\/p>\n<p>Tuttavia, la sostituzione del Protocollo di Kyoto &egrave; inevitabile, e Cina e India saranno coinvolte nel prossimo turno di negoziati in programma per dicembre a Bali, Indonesia. <\/p>\n<p>Nel frattempo, a Heiligendamm, la discussione sulla politica internazionale di protezione ambientale sar&agrave; in cima all&rsquo;agenda. <\/p>\n<p>A parte la Cina, anche gli altri quattro paesi in via di sviluppo invitati a partecipare al vertice di giugno sono membri del G20, nato nel 2003 durante la fallita conferenza ministeriale dell&rsquo;Organizzazione mondiale del commercio (OMC) a Cancun, Messico. Le consultazioni sono precipitate alla richiesta, ancora oggi disattesa, che Ue e Stati Uniti riducano i sussidi all&#039;agricoltura. <\/p>\n<p>A Heiligendamm quei paesi saranno concorrenti e alleati, e offriranno al G8 opportunit&agrave; di investimento, oltre ai loro mercati potenzialmente enormi. <\/p>\n<p>Il G8, soprattutto gli Stati Uniti, &egrave; preoccupato dei crescenti investimenti asiatici, e dei legami commerciali e finanziari con l&rsquo;Africa. <\/p>\n<p>Durante la prima met&agrave; di questo decennio, il commercio tra Africa e Cina &egrave; raddoppiato raggiungendo i 120 miliardi di dollari. La Cina &egrave; diventata il terzo partner commerciale dell&rsquo;Africa, con commercio bilaterale che nel 2006 ammontava a 55,5 miliardi di dollari. <\/p>\n<p>Si prevede un ulteriore intensificarsi delle relazioni commerciali Cina-Africa, che raggiungeranno i 100 miliardi di dollari entro il 2020. Nel 2006 gli investimenti cinesi in quel continente sono ulteriormente aumentati, arrivando a 11,7 miliardi di dollari, mentre i contratto di lavoro dalla Cina all&rsquo;Africa ha raggiunto i 9,5 miliardi di dollari. <\/p>\n<p>Inoltre, Pechino ha esteso prestiti preferenziali del valore di svariati miliardi all&rsquo;Africa. Sono stati cancellati debiti per circa 1,4 miliardi di dollari a 11 paesi, e nel 2007 dovranno essere cancellati ulteriori debiti per oltre un miliardo di dollari con altri 22 paesi. La Cina costituir&agrave; inoltre un Fondo per lo sviluppo dell&rsquo;Africa del valore di cinque miliardi di dollari Usa entro il 2009, per sostenere lo sviluppo di quel continente. <\/p>\n<p>Il 19 maggio, durante un incontro preparatorio dei ministri della finanza del G8 tenutosi a Potsdam, vicino Berlino, i delegati hanno rilasciato un dichiarazione congiunta nella quale esprimevano il loro sostegno per &ldquo;la realizzazione di uno &#039;statuto per il prestito responsabile&rsquo;, che coinvolga anche le altre parti interessate, compreso il G20&rdquo;. <\/p>\n<p>Malgrado la Cina non sia stata esplicitamente citata nel comunicato, il richiamo al &ldquo;prestito responsabile&rdquo; era ovviamente rivolto a Pechino. La Cina &egrave; anche uno dei pi&ugrave; importanti membri del G20. <\/p>\n<p>I leader europei, risentiti, hanno risposto all&rsquo;espansione economica della Cina sollevando dubbi sui diritti umani, e su altre questioni ambientali, di lavoro e di democrazia negli investimenti in Africa, ma Pechino non si &egrave; scomposta. <\/p>\n<p>Axel Berkofsky, analista politico dell&rsquo;European Policy Centre con sede a Bruxelles, ha osservato: &ldquo;I leader politici cinesi sono straordinariamente trasparenti e franchi circa le loro ambizioni politiche ed economiche globali, e sembrano poco interessati alle critiche internazionali rivolte a Pechino, circa rapporti diplomatici economici ed energetici &ldquo;privi di valori&rdquo;, a favore di dittature ricche di energia in&#8230; Africa&rdquo;.<\/p>\n<p>In una dichiarazione dell&rsquo;Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), gli economisti Andrea Goldstein, Nicolas Pinaud e Helmut Reisen nel maggio 2006 avevano concluso che, a seguito degli investimenti e delle relazioni commerciali cinesi e indiane in Africa, &ldquo;i produttori sub-sahariani godranno di una pi&ugrave; ampia domanda globale per le loro esportazioni e di migliori termini commerciali&ldquo;.   Secondo gli autori, &rdquo;questo ha favorito prestazioni in crescita per l&rsquo;Africa sub-sahariana nel periodo 2001-2004 (4,2 per cento sulla media annuale) in confronto al periodo 1996-2000 (con il 3,3 per cento)&rdquo;, e hanno aggiunto: &ldquo;La crescente domanda di Cina e India li ha trasformati in grandi punti vendita per merci africane, e ha collaborato a diversificare le destinazioni di esportazione dell&rsquo;Africa&rdquo;. <\/p>\n<p>&rdquo;Anche le importazioni dell&rsquo;Africa sub-sahariana dalla Cina (e in minor quantit&agrave; dall&rsquo;India) sono cresciute velocemente, a vantaggio dei consumatori urbani (ai quali conviene avere prodotti a costo inferiore) e delle imprese (che possono usufruire di merci pi&ugrave; economiche)&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BERLINO, 4 giugno 2007 (IPS) &#8211; I cinque emergenti fra i paesi in via di sviluppo &ndash; Brasile, Cina, India, Messico, e Sudafrica &ndash; avranno un posto al vertice del Gruppo degli Otto paesi pi&ugrave; ricchi del mondo che si&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/06\/04\/sviluppo-il-g8-fa-posto-ai-cinque-emergenti\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[13,18,22,1,25],"tags":[],"class_list":["post-787","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cooperazione","category-economia","category-europa","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/787","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=787"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/787\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}