{"id":777,"date":"2007-05-22T17:39:47","date_gmt":"2007-05-22T17:39:47","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/05\/22\/medioriente-hara-kiri-in-stile-palestinese\/"},"modified":"2007-05-22T17:39:47","modified_gmt":"2007-05-22T17:39:47","slug":"medioriente-hara-kiri-in-stile-palestinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/05\/22\/medioriente-hara-kiri-in-stile-palestinese\/","title":{"rendered":"MEDIORIENTE: Hara-Kiri in stile palestinese"},"content":{"rendered":"<p>GERUSALEMME, 22 maggio 2007 (IPS) &#8211; &Egrave; la supplica angosciosa di un politico di lungo corso che vede il suo popolo fatto a pezzi, e non pu&ograve; farci niente.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&ldquo;Ci&ograve; che sta succedendo a Gaza mette in pericolo non solo il governo d&rsquo;unit&agrave;, ma lo stesso tessuto sociale palestinese, la causa palestinese e la strategia palestinese nel loro insieme&rdquo;, ha lamentato Saeb Erekat, stretto collaboratore del Presidente palestinese Mahmoud Abbas, e da tempo responsabile dei negoziati con Israele.    Erekat si riferisce alle violenze settarie tra Hamas e Fatah, che hanno di nuovo impantanato la striscia di Gaza, provocando pi&ugrave; di 50 vittime nell&rsquo;ultima settimana e terrorizzando gli abitanti, barricati nelle loro case mentre gli scontri imperversavano per le strade. <\/p>\n<p>L&rsquo;intervento nella faida di Israele &#8211; che ha preso di mira i militanti di Hamas in risposta al lancio di decine di razzi dalla fascia costiera contro la parte meridionale di Israele &#8211; minaccia di complicare ancora di pi&ugrave; la situazione. <\/p>\n<p>In uno degli episodi pi&ugrave; sanguinosi della settimana scorsa, cinque guardie di Fatah sono state freddate in un attacco sferrato da alcuni militanti di Hamas contro l&rsquo;abitazione del capo della sicurezza di Abbas a Gaza. Rashid Abu Shbak e la famiglia non erano in casa al momento dell&rsquo;assalto. Qualche ora dopo, i militanti di Hamas hanno sparato dei colpi di mortaio contro il complesso residenziale degli uffici di Abbas a Gaza.<\/p>\n<p>In un altro attacco, alcuni cecchini di Hamas hanno teso un&rsquo;imboscata contro un veicolo che apparteneva a una squadra dei servizi di sicurezza palestinesi fedeli a Abbas, crivellandolo di colpi e uccidendo l&rsquo;autista e altri sei passeggeri. &Egrave; poi emerso che cinque delle persone uccise erano in realt&agrave; militanti di Hamas che erano stati arrestati e stavano per essere condotti in prigione. <\/p>\n<p>Alcuni cecchini delle fazioni rivali, coi volti coperti e fucili semiautomatici, si sono collocati agli incroci delle strade. Gli abitanti che si avventuravano per quelle zone sapevano di farlo a loro rischio e pericolo. Otto persone sono rimaste ferite quando i militanti hanno aperto il fuoco contro un gruppo di 200 dimostranti riuniti per manifestare la loro rabbia verso la guerra fratricida.<\/p>\n<p>Si tratta del peggiore bagno di sangue tra Hamas e Fatah dall&rsquo;inizio dell&rsquo;anno, quando oltre 100 palestinesi erano rimasti uccisi nell&rsquo;esplosione degli scontri tra le due fazioni a Gaza. Il ciclo di violenze si era interrotto grazie ad un accordo negoziato alla Mecca dai Sauditi, che avevano convinto Hamas &#8211; vincitore alle elezioni parlamentari di gennaio 2006 &#8211; e Fatah a spartire il potere.   Ma l&rsquo;accordo del governo di unit&agrave; era difettoso sin dall&rsquo;inizio, avendo lasciato irrisolta la questione cruciale di chi avrebbe esercitato il controllo sulle forze di sicurezza palestinesi, e preparando cos&igrave; il terreno per una successiva impennata delle violenze.    &rdquo;Il problema di fondo del controllo dei servizi di sicurezza rimane aperto&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS Ely Karmon, ricercatore presso il Centro interdisciplinare di Herzliya, a nord di Tel Aviv. &ldquo;Hamas continua a far entrare clandestinamente le armi a Gaza, e ad addestrare una grossa forza da contrapporre alle forze di sicurezza di Fatah&rdquo;. <\/p>\n<p>L&rsquo;autorit&agrave; centrale di Gaza, dove vive pi&ugrave; di un milione di palestinesi, &egrave; stata quasi completamente erosa. Abbas &egrave; stato costretto ad annullare la sua visita alla striscia la scorsa settimana, intesa a fermare la faida settaria, perch&eacute; la sua sicurezza personale non poteva essere garantita. <\/p>\n<p>Il primo ministro di Hamas Ismail Haniyeh non &egrave; stato pi&ugrave; efficace: nonostante il suo appello alla calma, i militanti dell&rsquo;organizzazione islamica hanno continuato a sparare per le strade di Gaza. <\/p>\n<p>Karmon evidenzia la debolezza della leadership politica palestinese e le divisioni all&rsquo;interno di Fatah e Hamas, per spiegare il fallimento di ogni intento di porre fine alle violenze. &ldquo;C&rsquo;&egrave; una divisione in entrambe le organizzazioni&rdquo;, sostiene. &ldquo;Abu Mazen (Abbas) non &egrave; riuscito a unificare Fatah, che &egrave; divisa tra la vecchia guardia e la nuova generazione&rdquo;.<\/p>\n<p>Ma anche all&rsquo;interno di Hamas c&rsquo;&egrave; divisione, afferma l&rsquo;esperto, ricordando che fu il leader Khaled Meshal di Damasco a negoziare l&rsquo;accordo della Mecca, e non il primo ministro Haniyeh. Sin dal rapimento, nel giugno dello scorso anno, del soldato israeliano Gilad Shalit &#8211; che i militanti di Hamas tengono ancora prigioniero a Gaza &#8211; &#8220;Haniyeh non ha pi&ugrave; il controllo sul braccio armato di Hamas&rdquo;, secondo Karmon. <\/p>\n<p>Il caos a Gaza, per&ograve;, non pu&ograve; essere attribuito semplicemente ad un chiarimento tra Hamas e Fatah. Con la disintegrazione delle istituzioni dell&rsquo;Autorit&agrave; palestinese &#8211; accelerata dall&rsquo;imposizione delle sanzioni internazionali per il rifiuto di Hamas di riconoscere Israele e rinunciare alle violenze &#8211; i clan e le piccole fazioni hanno preso il controllo delle diverse parti del territorio di Gaza. &ldquo;Spesso, molto dipende da interessi economici&rdquo;, ha spiegato Karmon. <\/p>\n<p>Il rapimento del corrispondente della BBC Alan Johnston, sequestrato alcune settimane fa a Gaza, prosegue Karmon, &egrave; significativo. Una spiegazione, sostiene, &ldquo;&egrave; che viene trattenuto da un clan che non &egrave; disposto ad ascoltare n&eacute; Fatah n&eacute; Hamas&rdquo;.<\/p>\n<p>Negli ultimi scontri, i militanti di Hamas, meglio armati, hanno avuto la meglio, mentre le forze di Fatah hanno subito perdite pi&ugrave; gravi. La settimana scorsa, il quotidiano Haaretz riportava che &ldquo;i funzionari della sicurezza occidentali hanno chiesto a Israele di dare al presidente dell&rsquo;Autorit&agrave; palestinese Mahmoud Abbas gli strumenti necessari per combattere Hamas &#8211; e prima di tutto, la possibilit&agrave; di pagare gli stipendi dei propri servizi di sicurezza&rdquo;.<\/p>\n<p>Ma l&rsquo;intervento di Israele, schieratosi dalla parte di Fatah, potrebbe comportare un ulteriore indebolimento di Abbas, che verrebbe visto come un servitore di Israele e dell&rsquo;Occidente. Gi&agrave; la scorsa settimana, quando si &egrave; diffusa la notizia che Fatah avrebbe chiesto rinforzi militari, il portavoce di Hamas ha accusato il gruppo di essere un burattino dell&rsquo;Occidente.   Accuse analoghe sono state lanciate dopo che Israele, in risposta agli attacchi missilistici di Hamas, ha cominciato ad attaccare i membri del gruppo islamico a Gaza, uccidendo almeno 10 militanti di Hamas. <\/p>\n<p>L&rsquo;unico modo per uscire dal pantano di Gaza, secondo Karmon, &egrave; che la destra pi&ugrave; pragmatica di Hamas si unisca a Fatah. &ldquo;Solo cos&igrave; potrebbe esserci qualche speranza&rdquo;. <\/p>\n<p>Ma questo sembra uno scenario improbabile, soprattutto laddove le voci moderate sono quasi totalmente stordite dal frastuono delle sparatorie e dalle esplosioni dei missili israeliani per le strade di Gaza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GERUSALEMME, 22 maggio 2007 (IPS) &#8211; &Egrave; la supplica angosciosa di un politico di lungo corso che vede il suo popolo fatto a pezzi, e non pu&ograve; farci niente.<\/p>\n","protected":false},"author":207,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[11,15,1,27,28,25,32,33],"tags":[],"class_list":["post-777","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-columnas","category-diritti-umani","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-medioriente","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/777","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/207"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=777"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/777\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=777"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=777"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=777"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}