{"id":776,"date":"2007-05-21T19:43:57","date_gmt":"2007-05-21T19:43:57","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/05\/21\/argentina-la-lunga-marcia-dei-bambini-contro-la-fame\/"},"modified":"2007-05-21T19:43:57","modified_gmt":"2007-05-21T19:43:57","slug":"argentina-la-lunga-marcia-dei-bambini-contro-la-fame","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/05\/21\/argentina-la-lunga-marcia-dei-bambini-contro-la-fame\/","title":{"rendered":"ARGENTINA: La Lunga Marcia (dei bambini) contro la fame"},"content":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 21 maggio 2007 (IPS) &#8211; &ldquo;Ci sono tantissimi bambini scalzi e affamati in Argentina, ma nelle scuole non se ne parla; per questo imparo molto quando partecipo a queste iniziative&rdquo;, ha raccontato Alumin&eacute; Giuliani, una adolescente che ha partecipato alla marcia nazionale dei bambini, giunta nella capitale argentina la settimana scorsa.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&rdquo;La fame &egrave; un crimine&rdquo;, e &ldquo;basta bambini affamati&rdquo;, erano gli slogan intonati da circa 400 bambini, adolescenti e educatori del Movimiento Nacional de Chicos de Pueblo (il movimento nazionale popolare per i bambini), che ha percorso 4.500 chilometri in 11 giorni, dal nordest del paese alla capitale, passando per citt&agrave; e villaggi delle province di Misiones, Formosa, Chaco, Corrientes, Santa Fe e Buenos Aires. <\/p>\n<p>&ldquo;Ci&ograve; che mi ha colpito di pi&ugrave; &egrave; che i bambini poveri non sono in una provincia sola, ma in tutte&rdquo;, ha detto Alumin&eacute; all&rsquo;IPS. &ldquo;Come fanno a dire che le cose stanno migliorando in Argentina? In alcuni posti che abbiamo visitato lungo il cammino, i bambini ci hanno raccontato che le cose continuano a peggiorare&rdquo;, ha detto la ragazza,di 16 anni, che vive a Buenos Aires e che ha partecipato anche alle marce del 2001, 2002 e 2005.<\/p>\n<p>Cristian, di 15 anni, ha raccontato all&rsquo;IPS di venire da Tucum&aacute;n, nel nordovest dell&rsquo;Argentina. Ha spiegato che era rauco per aver cantato tanto, ma &ldquo;stanco, neanche un po&rsquo;&rdquo;. Dice di aver stretto molte nuove amicizie lungo la strada, e che &egrave; stato contento di poter gridare ovunque che &ldquo;ai nostri genitori serve un lavoro&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;Altrimenti, come possiamo non lavorare noi (per sostenere le nostre famiglie)?&rdquo;, ha detto Cristian, riferendosi al lavoro infantile.   Bench&eacute; oggi gli indicatori sociali mostrino un miglioramento sostanziale e costante negli ultimi cinque anni, dopo il crollo economico e politico della fine del 2001 il 26,7 per cento dei 38 milioni di abitanti dell&rsquo;Argentina vive ancora sotto la soglia di povert&agrave;, e l&rsquo;8,7 per cento vive nella povert&agrave; estrema, secondo i dati ufficiali.<\/p>\n<p>Ma i bambini e le bambine del movimento sottolineano che queste statistiche nascondono differenze pi&ugrave; profonde negli standard di vita.   In base alle statistiche ufficiali sull&rsquo;Argentina, il Fondo delle Nazioni Unite per l&rsquo;infanzia (Unicef) segnala che il 49,5 per cento dei bambini al di sotto dei 15 anni vive nella povert&agrave;; una percentuale che sfiora il 70 per cento nelle province del nord. <\/p>\n<p>Il movimento, coordinato dal sociologo Alberto Morlachetti, &egrave; composto da circa 400 organizzazioni di base di bambini e di giovani. La sua principale attivit&agrave; &egrave; la marcia annuale che parte dalle province per arrivare alla citt&agrave; di Buenos Aires. Sulla via, i bambini vengono accolti da altri giovani di diverse istituzioni e organizzazioni. <\/p>\n<p>&rdquo;Il miracolo della nostra marcia &egrave; che, in questa occasione, le organizzazioni mettono da parte le loro preoccupazioni e conflitti e si riuniscono per evidenziare il paradosso di questo paese, che &egrave; il quinto esportatore di cereali nel mondo, ma dove i bambini muoiono di fame&rdquo;, ha detto Morlachetti all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>&rdquo;Non &egrave; che la fame in altri posti sia giustificata, ma in Argentina &egrave; un insulto al buon senso, un vero e proprio crimine contro l&rsquo;umanit&agrave;&rdquo;, ha commentato. &ldquo;&Egrave; molto difficile per i bambini capire perch&eacute; devono soffrire la penuria, mentre vedono le lussureggianti aree di pascolo, o le immense piantagioni di soia di Santa Fe&rdquo;.<\/p>\n<p>A Corrientes, un dottore dell&rsquo;Universit&agrave; del Nordest si &egrave; avvicinato ai partecipanti salutandoli uno ad uno. &ldquo;&Egrave; l&rsquo;autore di uno studio che abbiamo diffuso, in cui dice che il 45 per cento dei bambini nella capitale della provincia sono denutriti&rdquo;, ha detto Morlachetti, che ha percorso un tratto di marcia con i bambini.<\/p>\n<p>I bambini, partiti il 7 maggio da Puerto Iguaz&uacute;, nella provincia di Misiones al confine col Brasile, sono stati ricevuti lungo la strada da organizzazioni sociali, per l&rsquo;infanzia e per i diritti umani, e dai sindacati. <\/p>\n<p>A Rosario, nella provincia di Santa Fe, gli ex combattenti della guerra delle Malvinas\/Falkland contro la Gran Bretagna hanno regalato ai ragazzi dei gilet intessuti a mano. &ldquo;Sappiamo cosa vuol dire soffrire il freddo e la fame&rdquo;, hanno detto i veterani della guerra del 1982 nell&rsquo;Atlantico del sud. <\/p>\n<p>In altri punti di sosta, i militanti di gruppi sindacali e sociali hanno offerto da mangiare ai bambini.<\/p>\n<p>&rdquo;Nella mia provincia, ci sono tantissimi bambini che non possono permettersi quattro pasti al giorno, e non vanno mai in vacanza&rdquo;, ha raccontato un giovane a Formosa, al confine col Paraguay.<\/p>\n<p>A Santa Fe, alcuni manifesti richiamavano l&rsquo;attenzione: &ldquo;Non vogliamo essere inondati di nuovo&rdquo;, diceva uno di questi, alludendo alle due grosse inondazioni del fiume Paran&aacute; degli ultimi quattro anni.  <\/p>\n<p>&rdquo;Cosa succede alle persone che diventano adulte e, improvvisamente, diventano cieche, e non vedono i nostri piedi scalzi; diventano sorde, e non sentono che abbiamo fame?&rdquo;, chiedeva un adolescente di Z&aacute;rate, a nord della provincia orientale di Buenos Aires. <\/p>\n<p>&rdquo;Nel nostro quartiere non ci sono spazi per giocare, non ci sono fognature, non c&rsquo;&egrave; acqua potabile e ci sono grossi fossati pieni di immondizia e di inquinamento&rdquo;, ha lamentato un altro giovane a Jos&eacute; C. Paz, un sobborgo povero della capitale argentina, seguito con attenzione dai partecipanti alla marcia, che poco dopo sono entrati in citt&agrave;. <\/p>\n<p>Morlachetti, che dirige la Casa e Fondazione &#8220;Pelota de Trapo&#8221;, ha osservato che &ldquo;neanche un politico&rdquo; ha avvicinato i bambini. &ldquo;Tutti hanno dichiarato che la marcia &egrave; di interesse nazionale, provinciale e comunale, ma neanche un funzionario del comune ha voluto incontrarli, perch&eacute; hanno paura. Sanno di essere responsabili di queste disuguaglianze&rdquo;, ha detto.<\/p>\n<p>Secondo gli ultimi dati dell&rsquo;Istituto nazionale di statistica, nel 2006 il reddito del 10 per cento pi&ugrave; ricco della popolazione era 35 volte superiore a quello del 10 per cento pi&ugrave; povero.<\/p>\n<p>&rdquo;Alcune persone consumano tutti i prodotti a disposizione negli scaffali dei supermercati, mentre altri lottano per la propria sopravvivenza e quella dei loro figli&rdquo;, ha denunciato Morlachetti.<\/p>\n<p>&rdquo;La vera democrazia, per essere tale, deve andare di pari passo con l&rsquo;equit&agrave;, ma in Argentina questo legame manca&rdquo;, ha osservato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 21 maggio 2007 (IPS) &#8211; &ldquo;Ci sono tantissimi bambini scalzi e affamati in Argentina, ma nelle scuole non se ne parla; per questo imparo molto quando partecipo a queste iniziative&rdquo;, ha raccontato Alumin&eacute; Giuliani, una adolescente che ha&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/05\/21\/argentina-la-lunga-marcia-dei-bambini-contro-la-fame\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":30,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[38,5,11,15,1,27,25],"tags":[],"class_list":["post-776","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sviluppo","category-america-latina","category-columnas","category-diritti-umani","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/776","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=776"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/776\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=776"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=776"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=776"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}