{"id":772,"date":"2007-05-15T17:27:14","date_gmt":"2007-05-15T17:27:14","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/05\/15\/sviluppo-il-capitalismo-pu-essere-verde\/"},"modified":"2007-05-15T17:27:14","modified_gmt":"2007-05-15T17:27:14","slug":"sviluppo-il-capitalismo-pu-essere-verde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/05\/15\/sviluppo-il-capitalismo-pu-essere-verde\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: Il capitalismo pu&ograve; essere verde?"},"content":{"rendered":"<p>TORONTO, 15 maggio 2007 (IPS) &#8211; Il capitalismo si &egrave; rivelato non sostenibile a livello ambientale e sociale, e perci&ograve; la prosperit&agrave; futura dovr&agrave; venire da un nuovo modello economico, sostengono alcuni esperti. Su come sar&agrave; questo nuovo modello &egrave; in corso un intenso dibattito.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_918\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-918\" class=\"size-full wp-image-918\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Green_capitalism_Photo_Stock.jpg\" alt=\" \" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-918\" class=\"wp-caption-text\"><br \/><\/p><\/div><\/div>\n<p>Una delle correnti di pensiero sostiene che la crescita continua pu&ograve; essere eco-compatibile, se verranno adottate tecnologie pulite ed efficienti, e se le economie abbandoneranno la produzione di beni materiali per orientarsi verso i servizi. Un approccio noto come &ldquo;prosperit&agrave; sostenibile&rdquo;.<\/p>\n<p>Gli accordi internazionali per combattere i problemi globali, come l&rsquo;assottigliamento dello strato d&rsquo;ozono dell&rsquo;atmosfera e il cambiamento climatico, hanno utilizzato i principi del mercato per conformarsi al settore privato. <\/p>\n<p>Ma il problema &egrave; che &ldquo;stiamo consumando il 25 per cento in pi&ugrave; rispetto a ci&ograve; che la Terra pu&ograve; darci ogni anno&rdquo;, ha segnalato William Rees, della School of Community and Regional Planning della University of British Columbia.<\/p>\n<p>Rees e altri esperti hanno concluso che il consumo umano annuale delle risorse naturali oltrepassa del 25 per cento la capacit&agrave; ecologica del pianeta di rigenerare queste stesse risorse; una percentuale in aumento sin dal 1984, quando &egrave; stato calcolato per la prima volta il superamento della soglia di capacit&agrave;.<\/p>\n<p>&ldquo;Il nostro pianeta ha bisogno di capitale naturale (risorse), come gli alberi, per procurare all&rsquo;ecosistema i servizi di aria e acqua pulita da cui tutti dipendiamo&rdquo;, ha spiegato Rees in un&rsquo;intervista. Rees &egrave; stato tra gli ideatori, nel 1992, del concetto di &ldquo;impronta ecologica&rdquo;, un indicatore della porzione di territorio di cui una determinata popolazione necessita per produrre in maniera sostenibile tutte le risorse che consuma, e assorbire i rifiuti. <\/p>\n<p>Il capitalismo riguarda invece esclusivamente l&rsquo;accumulazione della ricchezza basata sul consumo di risorse naturali, la cui disponibilit&agrave; &egrave; strettamente limitata, ha proseguito Rees. Stiamo poi oltrepassando la soglia massima di inquinamento o prodotti di scarto, come le emissioni di anidride carbonica (principale responsabile del cambiamento climatico) che il pianeta &egrave; in grado di assorbire e processare senza effetti collaterali. <\/p>\n<p>Gli economisti del mercato, ha aggiunto l&rsquo;esperto, definiscono l&rsquo;inquinamento e i suoi impatti &ldquo;esternalit&agrave;&rdquo;, e raramente li includono nei loro modelli economici.<\/p>\n<p>Rees definisce &ldquo;prosperit&agrave; sostenibile&rdquo; l&#039;utilizzo di risorse e produzione di rifiuti a livello globale che non ecceda la capacit&agrave; del pianeta di rigenerare le risorse e assorbire i rifiuti. Altrettanto importante, ha specificato, &egrave; la dimensione sociale: la vera prosperit&agrave; &egrave; possibile solo se la disparit&agrave; di reddito tra ricchi e poveri sar&agrave; modesta. <\/p>\n<p>&rdquo;I dirigenti americani vengono pagati tra le 500 e le 1000 volte pi&ugrave; dei loro dipendenti, e questa disparit&agrave; continua ad aumentare&rdquo;, ha detto.<\/p>\n<p>Se tutti vivessero come la popolazione americana, avremmo bisogno di cinque pianeti per provvedere alle risorse naturali necessarie, secondo il &ldquo;Living Planet report 2006&rdquo; del WWF.  La Cina da sola utilizzerebbe tutte le risorse mondiali attuali. <\/p>\n<p>Nemmeno una tecnologia pi&ugrave; pulita ed efficiente sarebbe una soluzione, bench&eacute; la si presenti come la via verso la sostenibilit&agrave;, ha commentato Rees. Le societ&agrave; moderne industrializzate utilizzano gi&agrave; le risorse in modo pi&ugrave; efficiente rispetto alle nazioni in via di sviluppo, ma i paesi ricchi consumano molti pi&ugrave; beni materiali e finiscono per utilizzare maggiormente le limitate risorse naturali del pianeta. <\/p>\n<p>Secondo l&#039;esperto, i nuovi mantra del &ldquo;consumo responsabile&rdquo; &#8211; comprare prodotti biologici o realizzati in modo sostenibile &#8211; e la &ldquo;dematerializzazione&rdquo; delle economie &#8211; produrre servizi invece che prodotti &#8211; non risolve il problema. Secondo Rees, l&rsquo;unica soluzione &egrave; ridurre l&rsquo;inquinamento e il consumo di risorse. <\/p>\n<p>&rdquo;Tutti questi discorsi sulla sostenibilit&agrave; significano che in realt&agrave; non vogliamo cambiare ci&ograve; che stiamo facendo&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Il consumo responsabile o la responsabilit&agrave; sociale delle imprese non faranno tanto la differenza, concorda Brian Czech, presidente del Centre for the Advancement of the Steady State Economy, un think tank economico con sede a Washington.<\/p>\n<p>&ldquo;Dobbiamo mettere un freno e invertire la nostra crescita economica, per poterci stabilizzare&rdquo;, ha detto Czech in un&rsquo;intervista all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>La maggior parte dei paesi in via di sviluppo deve ancora crescere economicamente, ma i paesi ricchi devono ridurre il loro utilizzo di risorse per rendere possibile questa crescita, ha aggiunto.<\/p>\n<p>L&rsquo;idea che la crescita possa essere sostenibile grazie alla dematerializzazione &egrave; un &ldquo;controsenso&rdquo;, secondo Czech. La produzione di servizi esige un uso delle risorse naturali come l&rsquo;energia, e il denaro prodotto viene utilizzato per acquistare qualcosa. <\/p>\n<p>&rdquo;Gli economisti neoclassici alla Banca mondiale, all&rsquo;USAID (Agenzia Usa per lo sviluppo internazionale) e altrove, continuano a credere che non ci siano limiti alla crescita&rdquo;, sostiene Czech. <\/p>\n<p>Il successo economico ha bisogno di essere ridefinito: invece di incrementare la ricchezza, si dovrebbe aumentare il benessere, secondo Nic Marks, capo del Centro per il benessere alla New Economics Foundation (NEF) di Londra. <\/p>\n<p>Il governo britannico ha riconosciuto che l&rsquo;economia deve esistere tenendo conto del dato di fatto che abbiamo un solo pianeta, e che stiamo vivendo ben al di l&agrave; dei suoi mezzi, ha dichiarato Marks in un&rsquo;intervista.<\/p>\n<p>&rdquo;Tuttavia, &egrave; politicamente insostenibile dire che una minore crescita economica sia la strada per il futuro&rdquo;, ha osservato Marks. <\/p>\n<p>Piuttosto, una crescita pi&ugrave; verde, pi&ugrave; pulita e dematerializzata viene vista come la soluzione &ldquo;one-planet living&rdquo;. &Egrave; una cosa necessaria, secondo Marks, insieme alla drastica riduzione dello sfruttamento delle risorse.<\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;imprenditore Usa Peter Barnes, la strada che il capitalismo ha davanti a s&eacute;, deve passare dallo sfruttamento delle risorse naturali, come aria e acqua, alla tutela di queste due risorse in quanto &ldquo;beni comuni&#8221; dell&rsquo;umanit&agrave;, che in questo modo apparterrebbero a tutti gli abitanti del pianeta. <\/p>\n<p>Barnes ha individuato un ampio numero di &ldquo;beni dell&rsquo;ecosistema&rdquo; in tutto il mondo, che vengono amministrati da persone che non agiscono nel loro interesse, quando invece dovrebbero essere costretti per legge ad agire per conto dei beneficiari, cio&egrave; tutti i cittadini e le generazioni future.    &rdquo;N&eacute; governi n&eacute; imprese difendono i bisogni delle generazioni future, degli ecosistemi, e delle specie non umane. Solo la comune responsabilit&agrave; pu&ograve; farlo&rdquo;, scrive.<\/p>\n<p>* Questo articolo fa parte di una serie di articoli sullo sviluppo sostenibile prodotti da IPS e IFEJ, la Federazione internazionale dei giornalisti ambientali).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TORONTO, 15 maggio 2007 (IPS) &#8211; Il capitalismo si &egrave; rivelato non sostenibile a livello ambientale e sociale, e perci&ograve; la prosperit&agrave; futura dovr&agrave; venire da un nuovo modello economico, sostengono alcuni esperti. 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